La voce serpeggiante nel Terzo settore: “Il Provveditorato avalla la chiusura dei servizi municipali all’infanzia”. Arriva la smentita

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Sul provvedimento di chiusura delle scuole materne comunali, serpeggia la voce in ambienti sindacali e del Terzo settore legato all’ambiente, che la responsabile dell’Ufficio territoriale scolastico, Maria Aida Episcopo, stia dalla parte del Comune in questa controversa scelta che ha creato e continua a creare polemiche, malumori e manifestazioni di protesta da parte del mondo dei servizi educativi all’infanzia municipali.

l’Attacco la ha contattata per capire come stanno realmente le cose, ma non ha potuto ottenere alcuna intervista sulla base del regolamento nazionale che vieta ai dirigenti pubblici di rilasciare dichiarazioni senza l’autorizzazione da Roma, come ha dichiarato telefonicamente una cordiale Episcopo.

l’Attacco, però, è riuscito ad interloquire con una fonte vicina al Provveditorato agli Studi e al suo staff. Una fonte esperta in materia che conosce bene, dice, Episcopo e la sua posizione sulla questione. Il contatto de l’Attacco è pronto, dunque, a garantire sulla assoluta imparzialità e sulla condotta politically correct del provveditore agli studi.  

“Episcopo – dice – non è mai entrata nel merito, non ha mai avuto alcuna posizione né di avallo né di contrarietà al provvedimento della dirigente Salvemini ratificato dalla Commissione prefettizia. D’altronde come potrebbe esprimere una opinione documentata se non è suo compito lavorare sui bilanci e sui costi opportunità della pubblica amministrazione. Lei conosce i parametri di legge che utilizza per le scuole pubbliche statali, che gestisce e che, per norma, devono avere 20 alunni per ogni sezione, le quali scuole e sezioni, se provviste di mensa, devono essere coperte da due insegnanti, perché il tempo della scuola dell’infanzia, con il servizio di refezione, diventa lungo. E questa è una caratteristica che attualmente riguarda molte scuole statali, al contrario di quanto si è affermato nel movimento di protesta contro la chiusura.  Da quel che so – continua la fonte – Episcopo è sempre a disposizione delle famiglie per qualsiasi chiarimento sulla rete scolastica della città di Foggia, in cui attualmente esistono 13 scuole statali ed altre 30 paritarie. Queste ultime vengono amministrate solo finanziariamente dal provveditore, che non è dunque il loro gestore, ma esegue, invece, solo le partite di giro economiche tipo i finanziamenti per il diritto allo studio dei disabili o per l'emergenza sanitaria, visto il periodo. Per cui io lei non può entrate, come infatti, che io sappia, non ha mai fatto, nelle logiche amministrative che sono sottoposte anche alla revisione della Corte dei Conti territorialmente competente sulle azioni di risparmio o di spesa dell'Ente”.

“Ciò che conosco per certo è il dispiacere che ha provato quando ha sentito alcune interviste pubbliche di genitori della scuola materna comunale che sminuivano il servizio della scuola statale, divulgando informazioni inesatte. La scuola statale contempla un'ampia offerta formativa, basta vedere i Ptof di ogni singolo istituto – continua il contatto de l’Attacco –. Anche se alcune scuole statali chiudono il sabato, questo ragionamento non vale per diverse altre dello stesso settore: un campionario che dunque lascia spazia alle esigenze personali di ogni famiglia. Perché, banalmente, ci sono anche famiglie che non lavorano di sabato e a cui, quindi, quel servizio non serve.  La Costituzione italiana su questo lascia libertà di scelta. Ciò che posso affermare, conoscendone le dinamiche da vicino – continua la fonte – è che le scuole statali all'infanzia sono aperte fino a pomeriggio inoltrato, hanno le mense per obbligo di legge, anzi il servizio mensa viene reputato tempo scuola perché in quel frangente si educa il bambino all'autonomia, alla cultura alimentare. Il tempo ‘normale’ delle scuole materne dell'infanzia statali è di 40 ore settimanali (con doppio docente per 4 ore al giorno), quello ridotto contempla, invece, 25 ore alla settimana. Ma capita anche che all'interno della stessa scuola ci siano sezioni a 40 ore e sezione a 25”.

“Al di là di questo, so per certo che da parte del provveditore non c'è mai stato alcun retropensiero a favore della scuola statale rispetto a quella paritaria. Tutte le scuole, per Episcopo, da che la conosco, hanno sempre avuto funzioni nobili. Non ha mai assunto, a mio sapere, posizioni in competizione con le scuole paritarie, men che meno con quelle comunali. Le duole solo che questa continua mortificazione della scuola statale in atto sul territorio da diverse settimane non sia una campagna comunicativa obiettiva. Perché i progetti delle scuole pubbliche statali di Foggia sono miniere formative (allo stesso modo di quelle paritarie) che vincono Certamina e premi ovunque in giro per l’Italia. Come la stessa ha sempre reputato anche negli anni in cui è stata assessora alla Pubblica istruzione che diverse scuole comunali fossero eccelse quanto a servizi, a progetti e a cura dei bimbi offerti. Per Episcopo tutti i settori della scuola, e, nel caso specifico, della scuola materna, arricchiscono il sistema nazionale di istruzione”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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