“Il degrado riguarda l’intera città, non solo il Quartiere Ferrovia”. L’analisi di Mario e Franco De Pascale

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Una difficile integrazione tra residenti e nuclei di comunità straniere che si sono nell’arco di un ventennio insediate con la presenza di attività commerciali. Ma non solo. Anche abbandono istituzionale e disinteresse delle ultime amministrazioni comunali a governare il difficile cambiamento che ha impoverito l’area del Quartiere Ferrovia.

Via Podgora e Via Isonzo sono le strade in cui si fanno sentire i maggiori disagi, tra sporcizia e scarsa illuminazione, bivacchi di stranieri che occupano abusivamente i marciapiedi con mercatini improvvisati, risse e condotte che disturbano la quiete pubblica, generale senso di insicurezza che indigna da anni cittadini e professionisti che in quelle strade abitano e continuano a svolgere la loro attività negli studi professionali.

Dopo la grande fuga dei foggiani la quotazione immobiliare è crollata, gli appartamenti hanno perso il 50 per cento del valore di mercato, nessuna consolazione per chi resta, se non quella di continuare in una protesta che dura da anni. Come quella messa in campo dall’associazione Amici del Viale, che torna a farsi sentire con la preparazione di un esposto alla ministra dell’Interno Lamorgese. Una richiesta d’aiuto che fa seguito a numerose denunce, segnalazioni, lettere e lamentele a organi di pubblica sicurezza, sindaci, autorità sanitarie, stampa. Nessuna risposta neanche dalla Commissaria Magno che ha ricambiato con il silenzio ad una sollecitazione inviata via Pec di recente. Ultimo atto di questa incancrenita situazione sarà una protesta organizzata dei residenti che scenderanno in strada per rendere manifesto e visibile il loro sofferto e giusto grido d’aiuto, in una situazione sfuggita da troppo tempo di mano e mai affrontata con strumenti adeguati dalle amministrazioni di tutti i colori politici che si sono succedute negli ultimi 15 anni.

Ma c’è anche chi scorge una ragione più ampia della crisi che sta investendo il quartiere, come Franco e Mario De Pascale, padre e figlio che portano avanti l’attività dello storico negozio di calzature De Pascale in Via Montegrappa, avviato 70 anni fa dal fondatore Mario che si spostò a Foggia dopo aver realizzato un piccolo calzaturificio a Troia.

“Una gran parte delle zone di Foggia sono consegnate al degrado, il centro della città ha smarrito la funzione che aveva in passato, si è perso il gusto di uscire a piedi per fare compere, fermarsi a guardare le vetrine, gustare un caffè in un bar tra un acquisto e l’altro - ci spiega Mario nel suo negozio in cui tutto appare disposto con una cura antica, con una cortesia ed una gentilezza che da sole basterebbero a spiegare la lunga vita di un successo che ha attraversato i decenni - .  A parte il decentramento di molti esercizi commerciali in altre zone più periferiche, credo che sia proprio il tenore di vita dei foggiani ad essere cambiato per varie ragioni, non usciamo più, non viviamo più la nostra città, certo complice anche il covid e la crisi”.

Riguardo i disagi del Quartiere Ferrovia per papà Franco “servirebbe certamente un’illuminazione migliore ma noi non abbiamo mai avuto grandi problemi per la presenza degli stranieri seppure non si può negare l’esistenza soprattutto circoscritta in alcune strade di situazioni che andrebbero regolate. Hanno chiuso i battenti parecchie attività, il problema è stato attribuito ai problemi della zona ma io credo che abbia più pesato la crisi economica, infatti molte di quelle attività non hanno riaperto in nessun’altra parte della città”. “Se vogliamo in questa zona ci sono più che altrove diverse attività storiche che identificano il commercio foggiano, non solo noi, ma anche la boutique Tip Tap, la gioielleria Ermegiò che è qui da 30 anni, Merli, l’Hotel Cicolella - continua Mario -. Bisogna dire che non si incentivano nemmeno gli imprenditori ad investire in questa zona in cui il degrado è concentrato su due, tre strade. Nonostante tutto ci sono nuove attività che porteranno nuova linfa, la recente apertura del Bar Pasticceria Annese, la pescheria-ristorante che tra poco si avvierà sul Viale della Stazione sono segnali positivi di vitalità”.

Resta innegabile che ci sono grandi e piccole violazioni che arrecano da anni disturbo ai residenti esasperati, soprattutto tra gli stranieri che ogni giorno si spostano dal CARA e si trattengono in strada, ma l’invito dei due commercianti è quello di non fare di tutta un’erba un fascio: “La maggior parte degli stranieri che ha aperto qui i negozi lavorano per poter pagare l’affitto e mandare avanti l’attività, come noi sono anche loro disturbati da chi non rispetta le regole. La vicina kebabberia è molto frequentata anche dai foggiani che la sera consumano cibi e bevande e lasciano un tappeto di rifiuti, al momento della chiusura i titolari che sono originari del Marocco puliscono non solo il loro marciapiedi con acqua e detersivo ma anche le zone limitrofe sporcate dai clienti che non sono certo stranieri”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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