Assunzioni in Comune, Commissari ancora al centro della tempesta. “La loro è una scelta penalizzante”

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Che tra i Commissari insediati al Comune e il Coordinamento delle associazioni per la rinascita della città di Foggia non scorra buon sangue è ormai cosa certa. Un nervosismo che non parte però da molto lontano ma solo da quel fatidico 8 marzo scorso, giorno in cui le parti si incontrarono per la prima volta e ufficialmente nei locali di Corso Garibaldi.

Già in quell’occasione a seguito di “mancate risposte” su talune questioni portate al tavolo del confronto uno dei Commissari abbandonò l’aula sede dell’incontro. Oggi la questione si ripropone con forza perché sul banco c’è un altro tema molto sentito dalla comunità locale: quello relativo allo scarto dei giovani foggiani dalle assunzioni in Comune e che sta vedendo i Commissari sempre più al centro di critiche che giungono da ogni dove.

“Dopo la chiusura  degli asili nido comunali e dopo il deflagrante raddoppio delle tariffe di pagamento per il servizio di parcheggio nelle strisce blu, la Commissione ha infatti messo in moto le procedure per il piano occupazionale 2022, cioè le assunzioni al Comune di Foggia per carenza di personale – spiegano dal  Coordinamento – il Comune non ha graduatorie proprie, a causa di concorsi mai espletati e quindi i Commissari, armati di leggi e decreti, hanno pensato di provvedere alle assunzioni utilizzando solo graduatorie ancora valide, richieste a tutti gli enti del comparto “funzioni locali” dell’intero territorio della Regione Puglia, che i concorsi li hanno fatti”. Si tratta di 10 unità di “Istruttore tecnico – geometra”, 21 unità di “Istruttore di Polizia Locale”, 5 unità “Istruttore contabile”, a tempo indeterminato e pieno, categoria “C”; 2 unità di “Istruttore direttivo contabile”, 3 unità di “Istruttore direttivo tecnico”, 1 unità di “Istruttore direttivo amministrativo”, a tempo indeterminato e pieno categoria “D”; e 5 unità di “Istruttore direttivo Assistente sociale” a tempo determinato e pieno per la durata di 3 anni, categoria “D”.

“Hanno dimenticato anche le progressioni di carriera per il resto del personale che già opera dentro la struttura comunale - aggiungono dal Coordinamento. Hanno dimenticato che non saranno Commissari a vita al Comune di Foggia perché, terminato il periodo stabilito per legge, dovranno rientrare alle loro dimore e in città dovranno svolgersi nuove e libere elezioni. I sindacati faranno il loro lavoro, oltre le parole, nel contestare ed eventualmente impugnare i provvedimenti. I rappresentanti politici con responsabilità istituzionali, come il vice presidente della Regione Puglia e assessore con delega al Bilancio, Raffaele Piemontese, e l’assessora al Welfare nella giunta regionale, Rosa Barone, sapranno certamente intervenire per mettere fine ad una scelta penalizzante, che comunque priva i giovani foggiani di una possibilità importante, per sempre. Siamo sicuri che, dall’alto della loro rappresentatività nei ruoli ricoperti in seno al Consiglio regionale e nei rispettivi partiti, sapranno trovare il modo per intervenire con opportune mediazioni amministrative e politiche. Perché di politica si tratta. Politiche, e non burocratiche, sono le scelte dei Commissari perché incidono - volenti o nolenti - sull’oggi e sul domani della città e dei cittadini, soprattutto i giovani, quelli che hanno il solo torto di essere nati a Foggia e devono essere ulteriormente discriminati. Perché devono pagare uno scotto così grave? Per quali colpe i giovani dovranno andar via da Foggia, abbandonare la città dove hanno investito studi, titoli, talenti e affetti senza avere una sola opportunità di restituire alla loro città capacità, conoscenze e abilità, senza essere considerati cittadini da bonificare? Ancora si dovrà rimanere supini e rassegnati? E non è un discorso campanilistico o dallo sguardo corto provinciale, ma una prospettiva lungimirante. È già così grave la sfiducia imperante, la situazione occupazionale, le sirene dell’illegalità, l’assenza della politica, la lentezza della burocrazia, che rimane da perdere solo la speranza. Sì, la speranza che si possa guardare con fiducia al futuro dei giovani e delle istituzioni che reggono questa città, questo nostro grande territorio in faticosa risalita”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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