Arriva il nono sovraordinato, stavolta per le Politiche fiscali. Bagni pubblici, la tirata d’orecchie del prefetto ai commissari

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Sta per arrivare l’ennesimo sovraordinato al Comune di Foggia. Si tratta del nono e si occuperà del Settore Politiche fiscali, dove l’ufficio conta appena quattro funzionari compreso il dirigente Carlo Dicesare. Nei Comuni commissariati per mafia è normale che vengano assegnati dalla Prefettura in sovraordinazione uno o più dipendenti di altro Comune.

Le disposizioni concernenti i casi di scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguenti a fenomeni di condizionamento di tipo mafioso, contenute negli artt. 143-146 del D.Lgs. n. 267/2000, sono finalizzate a tutelare l’interesse specifico dello Stato al corretto e regolare funzionamento dell'ente locale e, quindi, a garantire lo svolgimento delle funzioni amministrative e dei servizi libero da fenomeni di infiltrazioni della criminalità, tali da compromettere la vita democratica dell'ente stesso. Per perseguire tali superiori interessi, in particolare, la norma attribuisce espressamente al prefetto la facoltà di disporre, su richiesta della commissione straordinaria e in deroga alle norme vigenti, l'assegnazione in via temporanea di personale, in posizione di comando o distacco, appartenente ad amministrazioni ed enti pubblici, previa intesa con gli stessi.

A Foggia ci sono già 8 sovraordinati, cui sta ora per aggiungersi il nono. Con un così ampio parterre e con tre commissari ci si attenderebbe una marcia in più da Palazzo di città.

Chi è critico con la gestione straordinaria dell’ente polemizza per la scarna presenza in Comune dei tre commissari e dei sovraordinati, i quali sono in ufficio solo per pochi giorni a settimana i primi e anche un solo giorno a settimana i secondi, aggiungendo che il costo a carico delle casse dello Stato è rilevante. Qualcuno si spinge a stimare in 1,3 milioni di euro circa la spesa che sarà alla fine complessivamente collegata a commissione e sovraordinati. Quello che è certo è riportato sul sito istituzionale dell’ente: l’indennità di carica spettante (come compenso lordo) per ciascuno dei tre commissari – Marilisa Magno, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande – ammonta a 68.908,56 euro e gli oneri relativi alle commissioni straordinarie sono posti a carico dello Stato, che provvede al rimborso a favore degli enti locali. Il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio è rendicontato ed effettuato ogni 2-3 mesi ed è pertanto soggetto a periodico aggiornamento.

I sovraordinati sarebbero di fatto stati scelti da Magno e Giangrande e proverrebbero dal Barese, come quello in arrivo, un biscegliese. E’ di Andria l’ingegnere Gianrodolfo di Bari, sovraordinato per l’Area tecnica, che aveva svolto lo stesso ruolo nel commissariato Comune di Cerignola tra 2020 2 2021 al settore Urbanistica; è stato dirigente dei Comuni di Trani, Corato e Barletta.

Le 12 figure esterne giunte a Palazzo di città non significano che l’ente sia oggi esente da errori. I beninformati parlano di un intervento netto del prefetto Carmine Esposito quando i commissari non si sono resi conto del legame tra il Consorzio Libero di San Severo - cui era stato fatto l’affidamento diretto del servizio di pulizia dei bagni pubblici e del servizio di apertura e chiusura dei parchi giochi – e l’ex concessionaria del servizio ovvero Foggia Service, colpita da interdittiva antimafia. Il 13 dicembre scorso c’era stata la risoluzione dei contratti del 25 maggio 2021, riferito all’appalto per il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale ubicati nel piazzale del Santuario Incoronata, mercato CEP, mercato di via Manzoni e villa comunale e dell’appalto per il servizio di pulizia e guardiania dei bagni pubblici di pertinenza comunale ubicati sul territorio cittadino.

Il 23 marzo scorso era seguito l’affidamento diretto del servizio di pulizia dei bagni pubblici e di apertura e chiusura dei parchi gioco per la durata di mesi tre, per un importo di 26.997 euro oltre IVA 22%, per un importo complessivo di 32.936,34 euro. Ad aggiudicarsi l’appalto era stato il Consorzio Libero Cooperativa Sociale srl di San Severo grazie al ribasso del 10,01%. Una decina di giorni fa è intervenuto l’annullamento d’ufficio, dopo che la Prefettura di Foggia l’1 aprile aveva ricordato l’interdittiva antimafia adottata a dicembre nei confronti di Foggia Service.  Ebbene, dietro tale dietrofront c’è il prefetto, che si è fatto sentire coi commissari. Nei giorni scorsi, da ultimo, il Consorzio – che a quanto pare ha provocato l’interesse di settori importanti dell’amministrazione regionale – ha replicato che Foggia Service non era già più sua consorziata, essendo stata esclusa mesi prima. Da qui la richiesta di revoca della determina comunale.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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