Dalla padella alla brace. Li avevamo lasciati nel post Covid con tante belle speranze per il futuro, con quel sano ottimismo tipico di chi ha vena imprenditoriale. Li abbiamo ritrovati a galla – fortunatamente – ma alle prese con tanti altri problemi. Sono i commercianti dell’isola pedonale che dopo aver combattuto e resistito contro due anni di pandemia, devono oggi vedersela con un rincaro della vita pesante sia per loro che per i consumatori.
Bollette salate, aumento delle materie prime rendono questo Natale un po’ meno Natale del solito. “Rispetto al periodo pandemico va meglio, complice un rinnovato entusiasmo che nonostante le varie difficoltà del momento pervade le persone – commenta a l’Attacco Antonio Tavano, titolare dei negozi Class di Foggia – l’uscita di scena di mascherine, sistemi di protezioni, distanze e regole varie ha certamente inficiato positivamente sulla voglia della gente di uscire. Il ritorno alla vita “normale” ha dato quella sensazione di positività”.
È chiaro, però, che il rincaro del costo della vita gioca a sfavore ma viene oggi leggermente appannato grazie a diversi fattori: anzitutto grazie alla fiducia che la gente ripone nel nuovo governo e nel nuovo accordo – che tanto vantano al livello europeo – sul tetto del gas. Poi c’è la perentesi Natale: la tradizione di far trovare qualcosa sotto l’albero va rispettata, costi quel che costi. C’è un ma.
“Le persone spendono molto meno. Avendo un potere d’acquisto diminuito tendono a spendere la metà di prima- dice l’imprenditore - anzi, nella maggior parte dei casi si portano dietro i destinatari del regalo proprio per evitare di comprare cose inutili o sbagliate e poi rischiare di non poterle nemmeno sostituire. Da questo punto di vista si registra una maggiore attenzione”.
Recuperare gli anni di Covid non è stato facile per i commercianti, nemmeno per quelli dell’area pedonale. “È stato un periodo tremendo dove nessuno ci ha aiutati, né il governo né tanto meno i proprietari dei locali – riferisce Tavano – un anno e mezzo di Covid rappresenta una distruzione commerciale. E l’abbiamo visto, chi non ha avuto le spalle larghe e la capacità mentale per affrontare quel periodo ha chiuso. Ripartire non è facile: finita la pandemia sono cominciati guerre e rincari. Il 25/30% dei nostri incassi è destinato a coprire i costi vivi – confida – se non fai incassi quei numeri arrivano anche a sforare il 50/60%. Bisogna essere attenti e oculati anche nel comprare. Siamo tornati indietro di dieci anni”.
Dello stesso avviso Alessandro, responsabile del negozio Robe di Kappa sito al centro dell’isola pedonale di Foggia. “Il 2022 è stato un anno nero – spiega – ci eravamo appena ripresi dalla catastrofe Covid. Poi il baratro. Dopo l’estate passata il rincaro del costo della vita ha pesantemente inficiato sulle nostre attività”. Un comune denominatore registrato dai commercianti di zona è la scarsa pedonabilità. Molta gente non gira più per negozi. La pandemia ha davvero cambiato il nostro modo di acquistare. “Ha incrementato l’ecommerce in maniera spudorata – dice – oggi anche l’anziano compra su Amazon. Il resto delle persone invece, compra solo col black Friday, necessitano di essere incoraggiate in qualsiasi momento”. Mediamente un negozio sito sull’isola pedonale costa circa 2.200 euro mensili. Cifra variabile anche a seconda della metratura. “A queste ci dobbiamo aggiungere le bollette – aggiunge Alessandro – il rincaro dei costi energetici ha inciso del 27% netto. Registriamo una diminuzione del 30% delle presenze nel nostro negozio, il cross selling degli scontrini è passato a 1. Le persone prendono il minimo indispensabile solo se incoraggiate dalle promozioni. Ce la stiamo mettendo tutta – conclude – sembra però che Foggia stia annaspando fra le paludi. Sta messa male anche commercialmente ed un anno non può essere salvato solo col periodo delle feste”.
I canti natalizi in filo diffusione sull’isola pedonale sono forse l’unico dettaglio che riporta indietro le lancette del tempo e fa ricordare quei tempi gloriosi di una città viva. A distanza di 4 giorni al Natale, l’area centrale foggiana non sembra poi così affollata. “Non c’è più gente come prima: la situazione è molto altalenante, passiamo da giornate buone a giornate nere. Il rincaro gioca un 30% in più di costi, anche le materie prime sono aumentate. Stessa cosa per i consumatori. Si è abbassato il livello di acquisto su prodotti che costano un po’ meno. Se prima sceglievano la cosa bella, oggi preferiscono quella ‘usa e getta’”, conclude Armando, commerciante dell’isola.
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