Tristezza infinita in via Lanza, 13mila euro per i discutibili gazebo

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Si torna a parlare di “sciatteria amministrativa”, ancora una volta nell’ambito dell’allestimento delle iniziative natalizie messe in campo dal Comune di Foggia. Questa volta, a finire sotto la lente di ingrandimento è il mercatino di via Lanza, in corso d’esercizio dall’8 dicembre al 6 gennaio. Un mercatino da molti definito di “una tristezza infinita”. Da altri comparato ad una “tendopoli della Croce rossa per terremotati”. Riportano a tempi antichi (e non particolarmente apprezzabili per gusto estetico) quei gazebo bianchi posti in fila su un lato tra l’isola pedonale e piazza Giordano.

A far discutere non sono soltanto i “contenitori” ma anche il contenuto in vendita. Si va dalle pannocchie alle pettole con vin brulè, passando per dolciumi e conserve vari. Per arrivare a giocattoli per bambini e articoli regalo di matrice indiscutibilmente dozzinale, accostabili alle più classiche chincaglierie in vendita presso qualsiasi tipo di bazar ambulante. Nulla a che vedere con l’artigianato locale, la ricercatezza e l’unicità di prodotti che di solito arredano i banchi espositivi dei mercatini natalizi di gran parte d’Italia e d’Europa.

La domanda, a dir poco legittima se non obbligata, è: attraverso quali criteri sono state ammesse alla graduatoria definitiva del mercatino natalizio del Comune di Foggia le attività che, in questi giorni, espongono la loro merce in via Lanza?

“Una Fiera di Santa Caterina in miniatura, che, ormai anch’essa, non ha più nulla di tradizionale”, esclama un passante perplesso alla vista del mercatino foggiano.

Noleggio, montaggio e smontaggio dei 12 gazebo sull’isola pedonale (compreso il servizio di guardianìa) costano complessivamente al Comune di Foggia 13.364 euro e sono stati affidati, con determina a firma della dirigente Concetta Zuccarino, alla ditta S.G. Servizi srl (con sede legale a Foggia) che ha effettuato un ribasso del’1% sulla base d’asta proposta dal Suap per l’affidamento. Nella determina si dettagliano le caratteristiche che le strutture noleggiate devono possedere. E cioè: “Gazebo di colore bianco 4x4 metri comprensivi di faro led interno; cassetta elettrica con presa civile e salvavita magneto-termico; 3 teli laterali fissi e 1 telo scorrevole frontale; i gazebo dovranno essere dotati di passerella frontale in moquette rossa; pedane 4x4 metri; impianto elettrico dalla presa posta a pavimento”.

Nel sopralluogo effettuato martedì sera da l’Attacco però - tranne che davanti ad una delle 12 postazioni – nemmeno l’ombra delle moquette rosse citate dalla determina. Elementi che, nella mestizia generale dell’allestimento espositivo, avrebbero contribuito a ravvivare almeno di un po’ l’atmosfera. Invece, neppure quello.

Solo un lontano ricordo le casette bordeaux in legno del mercatino natalizio di via Lanza di scena durante l’amministrazione Landella,  che, per esempio, in una delibera del 2015 impartiva precise disposizioni in merito all’allestimento: “Gli operatori commerciali dovranno utilizzare strutture che per caratteristiche ed uniformità dovranno essere rispondenti, sia nei colori che nel materiale, a quelle riportate nelle foto allegate (si rappresentavano, appunto, le tipiche baite in miniatura, ndr) che sono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento”.

Tornando al noleggio dei gazebo bianchi, nella determina di affidamento alla S.G. Servizi srl si precisa che “l’amministrazione non è dotata di tale attrezzatura”. Ma c’è chi, tra osservatori e addetti ai lavori, si domanda che fine abbiano fatto, e perché non siano state utilizzate per l’odierno mercatino di Natale, le 12 casette in legno bianco acquistate 7 anni fa dal Comune di Foggia per ospitare le due edizioni annuali (primaverile e natalizia) del noto Libando che fu, co-organizzato dal Servizio cultura di Palazzo di Città. Graziose strutture, costate circa 15 mila euro, che rendevano giustizia ad una manifestazione che diventò tra le bandiere cultural-culinarie dell’era Landella. E che ora, pur nelle disponibilità del Comune, giacciono abbandonate in deposito, stando ai beninformati. Furono utilizzate per l’ultima volta alla fine 2019, per l’edizione winter in villa comunale della kermesse di street food. L’acquisto di quelle strutture fu consigliato all’allora amministrazione dall’organizzazione di Libando, per risparmiare sui costi di noleggio 2 volte anno. Una volta acquisite dal Comune, nel tempo l’unico costo di quelle casette era stato rappresentato dalla manutenzione effettuata ogni 12 mesi, e dal montaggio e smontaggio in sede di manifestazioni. Spese comunque di molto inferiori rispetto ad un continuo noleggio ex novo.

Inspiegabile, allora, appare la scelta del Comune commissariato di effettuare una spesa per noleggiare gazebo di gran lunga più brutti rispetto alle casette di Libando. Qualcuno ipotizza scarsa comunicazione tra gli uffici comunali (nello specifico tra il Servizio cultura, titolare della custodia delle casette in legno, e il Suap, che ha svolto la pratica di noleggio dei gazebo dell’attuale mercatino natalizio).

Una vicenda andata in senso contrario rispetto, per esempio, all’utilizzo delle belle luci natalizie per l’addobbo degli alberi in corso Giannone, anch’esse acquistate (nel 2019) dal Comune di Foggia per risparmiare sul noleggio di volta in volta, e, come logico che fosse, utilizzate anche quest’anno da Palazzo di Città. Luci in corso Giannone che appaiono una rara eccezione rispetto ad un’atmosfera natalizia indiscutilmente spenta in città. Un “austerity culturale” che - passando lo “spelacchio” di Natale davanti alla villa comunale donato da un imprenditore locale, altrimenti neanche quello sarebbe arrivato dalla gestione commissariale - per molti (ancora una volta e proprio come l’anno scorso di questi tempi) ha il gusto amaro di scarsa attenzione per la comunità foggiana, quando non di punizione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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