Continua a scatenare reazioni, tra gli operatori economici di Foggia, il contratto che sta per esser firmato tra il Comune capoluogo e Edison Next Government srl per la gestione e l’efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione.
La gara per il Servizio Luce 4, lotto 9 (comprendente la provincia di Foggia) è stata gestita direttamente dallo Stato tramite Consip, società in house avente come azionista unico il MEF (Ministero dell’economia e finanze), e a vincere è stata per l’appunto l’impresa totalmente partecipata da Edison e dal Gruppo francese controllante. Oggi il Comune spende circa 4 milioni di euro l’anno, mentre con la convenzione Servizio Luce 4 saranno circa 30 milioni di euro per 9 anni, vale a dire poco più di 3,3 milioni di euro l’anno.
Il progetto di finanza su cui lavorava l’ex sindaco Franco Landella valeva invece oltre 53 milioni di euro per 20 anni, pari a circa 2,65 milioni annui.
Alcuni addetti ai lavori, attivi in tale settore, sostengono che “una reale quantificazione su quanto il Comune di Foggia spenderà con Edison non è possibile farla perché la convenzione non prevede interventi di efficientamento sostanziali”.
Ma come funziona la convenzione Consip? Il primo passo è la richiesta preliminare di fornitura che l’amministrazione comunale trasmette al fornitore il quale, nel rispetto della convenzione, si impegna nella elaborazione del Piano Tecnico Economico (PTE). Il PTE è il documento redatto dal fornitore a seguito dell’audit preliminare di fornitura, necessario per la definizione tecnica, economica e gestionale dei servizi offerti.
E’ il PTE, suddiviso in apposite sezioni, a descrivere i servizi ordinati compresivi degli interventi proposti per la riqualificazione energetica, manutenzione straordinaria ed adeguamento normativo, allo scopo di supportare l’amministrazione nella migliore scelta di configurazione dei servizi rispetto alle specifiche esigenze.
Poi è effettuato da parte del fornitore l’audit preliminare di fornitura.
Il PTE completa il processo di verifica preliminare, formalizza il preventivo di spesa che contiene le principali informazioni tecniche e operative di gestione dei servizi che saranno eventualmente richiesti dall’amministrazione. Infine l’amministrazione approva ed accetta il preventivo di fornitura.
Quanto ai corrispettivi, il Servizio Luce prevede una remunerazione delle attività dei servizi attraverso la corresponsione di un canone forfettario annuo totale, determinato dalla somma dei canoni annui dei singoli servizi ordinati. Il fornitore, pertanto, indica gli importi dei servizi ordinati e le loro modalità di determinazione.
Tali importi hanno valore fino alla successiva data di revisione dei prezzi unitari. Trascorsa tale data, il fornitore deve aggiornare gli importi applicando i prezzi unitari revisionati.
“Sarebbe opportuno, per valutare l’ordinativo di fornitura, conoscere quale sia il servizio richiesto dall’amministrazione comunale e quali siano gli interventi che il fornitore garantirà come compresi nel canone ordinario”, commenta a l’Attacco un operatore economico del capoluogo.
“In buona sostanza il fornitore dovrà garantire le sola attività di gestione e conduzione che consiste nel sovrintendere al normale funzionamento degli impianti di illuminazione pubblica. Nello specifico si tratta di pulizia dei corpi illuminanti, verniciatura dei sostegni e ritesatura elementi sospesi, monitoraggio dello stato di conservazione degli impianti, controlli e misure periodiche sui punti luce, misure periodiche dei valori di illuminamento. Si tratta solo di piccola manutenzione e non di interventi di riqualificazione. Per 9 anni il Comune sarà vincolato a mantenere un sistema di illuminazione obsoleto e non efficientato, è questo l’interesse della collettività?”, si domanda l’imprenditore. “Continuare a pagare gli stessi importi o somme di poco inferiori per mantenere un servizio inalterato, salvo delimitazione di orari prestabilito di accensione e spegnimento dei corpi illuminanti?”.
Inoltre si fa presente che il fornitore ha l'obbligo di garantire l'accensione e lo spegnimento degli impianti di illuminazione secondo gli orari stabiliti d'intesa con l'amministrazione e comunque tale orario non dovrà essere superiore a quello convenzionale di accensione degli impianti.
“Non rientrano e dunque sono extra canone manutenzione straordinaria e adeguamento normativo, ovvero tutti gli interventi in oggetto sono quelli finalizzati al ripristino del funzionamento delle apparecchiature e degli impianti, agli ampliamenti e nuove realizzazioni, alla fornitura, alla sostituzione integrale (rimozione e installazione) o parziale, alla rimozione e all’installazione ex novo. Per queste attività il fornitore deve eseguire a proprio carico tutte le opere di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo inerenti gli impianti solo fino al raggiungimento della quota pari al 9% dell’importo complessivo del canone per i servizi attivati per i contratti a durata estesa, quelli da 9 anni, ovvero il modello scelto dal Comune di Foggia”.
In conclusione, secondo alcuni imprenditori “la convenzione non è in linea con esigenze di efficientamento e ammodernamento degli impianti di pubblica illuminazione dell’amministrazione, non è quantificabile il costo che la stazione appaltante dovrebbe sostenere in quanto tante delle prestazioni non sono menzionate nella convenzione – come la sostituzione quadri, pali, etc – o rientrano tra prestazioni extracanone che hanno un costo a parte non rientrante nel canone indicato”.
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