Comparto Biccari nel degrado, trovate carrozzerie di automobili riverse nei cassonetti

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Il Comparto Biccari – zona 167 – di Foggia sta diventando un vero caso nazionale, di quelli da studiare e attenzionare. Il rione periferico, sito nelle vicinanze di via Lucera, sta vivendo momenti – e siamo buoni – di vero degrado urbano, in tutti i sensi. E qualche controllo in più da parte delle forze dell’ordine non riesce certamente a sollevare una situazione davvero incresciosa. Scoppiata la polemica sui social a causa di cartelle esattoriali (Tari) giunte ai residenti della zona che lamentano però una cattiva – per non dire pessima – gestione del servizio rifiuti.

“Con tutte quello che paghiamo, queste sono le condizioni in cui siamo costretti a vivere – lamentava un abitante del rione – le aree periferiche a Foggia non vengono per nulla considerate e con i commissari, poco cambia”. Ieri mattina il quotidiano l’Attacco si è recato al Comparto Biccari per verificare la situazione. Conti alla mano, la situazione peggiore è stata riscontrata alla fine di via la Torre, una delle due arterie principali da cui, insieme a via Spera, si snoda l’intera area. 

Proprio in questa zona, a due passi dalla nuova strada che collega su via Lucera, sono stati ritrovati dei cassonetti bruciati con attorno un mare di rifiuti di ogni genere. Dal vetro alla plastica, dalla carta alla gomma. Divani, frigoriferi, televisori a tubo catodico, tapparelle, finestre in legno e, ciliegina sulla torta, una cosa che non si era mai vista prima: paraurti interi di automobili trovati, tra l’altro, in diversi cassonetti di via la Torre. Eppure non ci sono officine in zona, senza considerare che qualora ci fossero, non sarebbero di certo i cassonetti a dover “ospitare” gli scarti delle macchine.

“Il Comparto non sta vivendo un solo momento di difficoltà – tiene a precisare Maurizio Marrese, presidente del Wwf Foggia, nonché residente del posto – il quartiere è abbandonato da moltissimo tempo. Sia dal punto di vista dei servizi che dei controlli: nonostante qualche passaggio in più delle volanti. Ma non basta. Ci vorrebbe un controllo giornaliero. Purtroppo al Comparto Biccari assistiamo a delle vere e proprie discariche abusive – rincara – non si tratta di inciviltà o di mancata raccolta, ma proprio di smaltimento illecito di rifiuti. Andrebbero fermate queste persone ma anche il servizio delle telecamere è inesistente. In zona imperversa una situazione di case popolari legate anche a Candelaro e a via Lucera – aggiunge Marrese – ad agosto dell’anno scorso avevano posizionato delle telecamere (in via Federico Spera e su via la Torre) purtroppo rimosse. Probabilmente alcune sono state portate via dai ragazzi che stazionano in quei luoghi, proprio per atto di vandalismo.

Non vogliono essere ripresi e possiamo immaginare il perché”. Per non parlare, come già detto, delle carrozzerie di auto smontate e gettate nei cassonetti. “L’avevo segnalato con un post di qualche giorno fa – dice Marrese – bisognerebbe capire cosa accade. Officine non ce ne sono, le uniche si trovano vicino Parco San Felice. Magari c’è qualcuno che svolge “strane” attività all’interno del proprio garage. Bisognerebbe attenzionare questa cosa: di certo non vengono dal di fuori per buttarle, sarebbero troppo in vista. Credo sia piuttosto un problema legato al nostro quartiere”. Dunque questa volta il servizio raccolta c’entra poco quasi niente. I residenti dovrebbero anche loro attivarsi e denunciare questi fenomeni. “C’è tanta gente che si lamenta, ma in pochi si rimboccano le maniche per contrastare questo degrado – aggiunge Marrese – con il comitato de La Società Civile avevamo anche provato a realizzare dei comitati di quartiere. Al rione Biccari vennero organizzati degli incontri tematici.

Purtroppo però, la risposta delle persone è stata bassa. In pochi vi partecipavano. Credo che la gente sia davvero rassegnata, si lascia scivolare tutto addosso accettando anche tali situazioni. Sembra che i foggiani si siano ormai abituati al degrado - conclude – e questa sarebbe davvero una sconfitta per tutta la città. Quando manca la voglia di agire per cambiare le cose, tutto è perso. La rassegnazione della parte buona della città è complice di questo dilagante degrado socio culturale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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