Il confronto tra La Società Civile e vertici Amiu. Antonicelli che perde la pazienza: “Ma tutti oggi vi siete svegliati?”

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Il Direttore Generale Antonello Antonicelli perde il suo tipico aplomb istituzionale, si alza infastidito e guardando le numerose persone accorse a questo confronto esclama testualmente: “Posso farvi una domanda io? Ma tutti oggi vi siete svegliati?”. E’ questo che dà proprio fastidio ad Amiu Puglia ed a certe istituzioni, che qualcuno a Foggia, la città vassallo, la periferia della Regione da spremere e depauperare a favore di Bari, possa aver alzato la testa per pretendere diritti e giustizia. Le testimonianze riportano che dopo questa frase è scattata la bagarre e l’incontro è andato verso una confusa conclusione. Ma riavvolgiamo il nastro. Sede di Amiu Puglia S.p.a., Corso del Mezzogiorno, Foggia. Alle ore 18 c’è un appuntamento nella sala grande tra una delegazione della Società Civile, gruppo di cittadinanza attiva che sta dando battaglia in tutte le sedi sulle questioni dirimenti della città di Foggia, ed i massimi vertici della società in-house della raccolta rifiuti.

Sono venuti direttamente da Bari il neo Presidente Paolo Pate ed il Direttore Generale Antonello Antonicelli, nonché altri pezzi grossi del management. Un confronto alle soglie del nuovo affidamento novennale, proprio mentre in città imperversa una nuova drammatica emergenza rifiuti. Grandi assenti nonostante i ripetuti inviti: i 3 commissari straordinari. Un’assenza che dimostra un menefreghismo inquietante.

L’intento dell’incontro è presto detto dal primo intervento proprio del Presidente Pate: “voltiamo pagina, sappiamo che la situazione è difficile ma collaborando possiamo fare grandi cose”. Tono paternalista, modi accomodanti, voce calma. L’obiettivo è indubbiamente far rientrare le proteste e creare un terreno fertile su cui poter operare. Anche dall’altra parte i toni sono sereni; oltre ad alcuni membri della Società Civile tra cui la Presidente Lucia Aprile siedono al tavolo l’Avv. Michele Vaira, l’ex consigliere Marcello Sciagura (entrato in pianta stabile nel comitato) e Francesco Caravella in rappresentanza di Zero Waste Italia. Dopo altre presentazioni di rito la discussione entra nel vivo dei temi caldi.

La gestione dell’impianto TMB di Passo Breccioso
Le anomalie riguardo l’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti indifferenziati sono di 3 tipi. La prima è che, stando al contratto di servizio vigente, l’impianto del Comune di Foggia ogni anno fa realizzare degli importanti utili ad AMIU, tra i 5 e i 6 milioni, che però vengono ripartiti in base alle quote azionarie possedute, ossia 21% a Foggia e 79% a Bari. I costi del personale (circa 2 milioni) sono pagati in toto dal Comune di Foggia, non da Amiu che gestisce l’impianto. Foggia però paga detto personale addirittura più di una singola volta attraverso la propria quota di costi per il trattamento. Visto che i rifiuti di Foggia sono il 50% dei rifiuti trattati dal TMB, non è scorretto dire che Foggia paghi il 150% di quel personale. Infine l’impianto foggiano serve anche i Comuni della provincia, della BAT e del nord barese, che usufruiscono di quanto paga Foggia in eccesso e contribuiscono a creare blocchi e disagi. A Bari un impianto gemello serve solo Bari e fa realizzare utili solo al Comune stesso. Questo sistema continuerà anche nei prossimi 9 anni?

La risposta del Direttore Antonicelli rifugge da questa anomalia nei costi e si concentra subito sul fatto che secondo le loro stime nel 2022 non ci saranno utili da parte di quell’impianto perché i costi di conferimento si sono ridotti. Ammesso e non concesso rimane il problema come in tutti gli anni precedenti utili importanti siano stati trasferiti a Bari. Per di più per un’azienda pubblica sarebbe più opportuno non dividere gli utili tra i soci ma reinvestire gli stessi per migliorare il servizio, partendo da dove è più scadente. Qui arriva la prima risposta molto controversa che agita di fatto i toni del confronto. Sia il Presidente che il Direttore sono concordi nel dire che la colpa è di Foggia e della sua classe politica se ha accettato questa divisione 80 e 20, non dipende da loro. E anche le regole di gestione dell’impianto le ha fatte la politica nel 2013 e sono state mantenute anche ai tempi di Landella, non loro. Nella sala cala lo scoramento perché è come essere di fronte ad un aguzzino che ti dice che non hai scampo, che hai sbagliato ad entrare in quella casa. Pare non esserci la volontà di fare il bene di Foggia, mentre il messaggio che filtra è che ormai i cittadini si sono infilati in questo brutto guaio, in questo giogo, per colpa loro e dei politici… stacce.

Anche sulla possibilità di avere un bilancio separato per i due Comuni la risposta è picche… lo avrebbe dovuto pretendere la politica. Game over.

Il nuovo fallace piano industriale del servizio di raccolta
Il discorso si sposta sul presente, sull’ormai famoso piano industriale fatto di numeri sballati ed obiettivi fantasiosi. Antonicelli sembra dubbioso sul fatto che questi numeri siano tanto irrealistici. Chiede di poter visionare il piano. Un collega glielo recupera dall’altra stanza e glielo sottopone. Le testimonianze riportano univocamente che la lettura dei documenti è quella di chi quel piano lo vede per la prima volta, non si può descrivere diversamente. Gli viene indicata la tabella delle utenze domestiche e delle utenze non domestiche. Tra le prime spicca che in una città come Foggia risultino attive solo 9 mila utenze domestiche, su un totale di circa 50 mila nuclei famigliari. Assurdo. Riguardo le utenze non domestiche spiccano le 1033 banche, le 30 discoteche, 28 case di cura, 2 cinema e teatri. Tutto in realtà ha dell’incredibile, il piano è costruito su dati a dir poco farlocchi ed i commissari lo hanno approvato.

L’ammissione del management è inevitabile: “Si tratta sicuramente di refusi… non sono dati attendibili”. A domanda conseguenziale se non sia il caso di rifare il piano industriale e tutto il procedimento di affidamento la risposta è chiaramente di no, ma si faranno dare dal Comune i dati veri delle utenze. Non si può mica rischiare di perdere l’affidamento rifacendo tutto. Riguardo gli obiettivi irraggiungibili e le altre assurdità del piano la risposta è che anche loro sono per il porta a porta e sanno che solo con esso si possono raggiungere detti risultati. La sperimentazione la stanno facendo, a Bari però. Obiezione inevitabile dalla Società Civile: “Il costo del servizio (22 milioni annui) è comparato a quello di città che hanno il porta a porta, ed è altissimo, in compenso ci ritroviamo una inefficace raccolta su strada”. O si cambia il piano o si abbattono questi costi. Silenzio. Non fa seguito risposta. E’ evidente che non ci sia la volontà di investire seriamente su Foggia ma che non si fa neanche retromarcia sui costi del dis-servizio.

Personale, cassonetti, mezzi
Sulla questione personale è Amiu a giocare d’anticipo dicendo che hanno ereditato un’azienda con personale vecchio e soprattutto con una “mentalità” ed una “tradizione” sbagliata. Stanno allontanando le mele marce e valorizzando i migliori. L’accusa velata pare essere a certi ambienti di estrazione dei dipendenti e sulla scarsa voglia di questi ultimi. Questioni su cui la controparte cittadina non può avere contezza e non ha voluto approfondire. Il focus si è spostato sul perché in 10 anni hanno perso circa 100 unità e non le hanno mai adeguatamente sostituite nonostante il costo del servizio fosse lo stesso di 1 milione ed 800 mila euro al mese. Perché non fare il turnover e continuare a perdere in efficienza e qualità? Il silenzio basito dura un po’ e viene rotto da Antonicelli che prova a sopperire al vuoto con il fatto che siano stati fatti tanti straordinari per coprire le assenze. La risposta non soddisfa, passare da circa 350 a 250 dipendenti (di cui 50 impiegati d’ufficio) è una batosta troppo grande. I nuovi 25 part time a 3 ore al giorno, categoria J hanno solo creato un piccolo esercito di precari con stipendi da fame e poca incidenza sul servizio. La stessa situazione si è verificata con i cassonetti mai sostituiti e con i mezzi.

Si racconta che i centralini di Amiu in questi giorni di crisi abbiano ammesso che il mezzo per la raccolta degli ingombranti sia solo uno ed è rotto. Perché non sostituirlo e perché non affiancarlo con altri mezzi viste le dimensioni della città? La risposta è ancora il silenzio purtroppo. Ad insistenza sul tema ci si è rifugiati dietro uno dei mantra dell’incontro: “E’ responsabilità di chi ci ha preceduti, non possiamo rispondere noi per quanto fatto e non fatto in 9 anni”. Ed oggi? Perché i lavoratori non vengono assunti? I part time sono rimasti ancora part time, e gli idonei sono appesi ad una vana promessa. La risposta diventa automaticamente uno scoop: “Il contratto del riaffidamento non è ancora stato firmato”, ergo si sta operando ancora in proroga con quello precedente. I commissari hanno scritto nero su bianco che l’affidamento sarebbe partito il 1 gennaio 2023 ed invece si sta operando ancora con lo striminzito e scandaloso contratto emergenziale che non prevede standard di qualità e quantità del servizio, penali ed investimenti. E’ stato comunque sottolineato dall’associazione cittadina che le assunzioni previste da piano industriale sono comunque deludenti perché nel periodo “a regime” si arriverà a soli 280 dipendenti, un numero comunque inadatto in rapporto al passato ed agli obiettivi futuri.

Dati raccolta differenziata truccati: salta il banco
Dopo aver affrontato le criticità del nuovo esperimento di raccolta dell’organico e la scarsa informazione che è stata fatta nel quadrante sud della città, si accenna inevitabilmente a quello che si può definire l’elefante nella stanza: i dati costantemente truccati della raccolta differenziata, prima da quantitativi impossibili di inerti ed oggi dalla carta e cartone che vedono Foggia doppiare la media nazionale pro capite nel solo mese di Novembre. L’assenza di raccolta differenziata mascherata con falsi in atti pubblici. Qui secondo le testimonianze di tutti i presenti è saltato letteralmente il banco. Il Presidente Pate ha detto stizzito che “questa non è una commissione di inchiesta, sta diventando un interrogatorio”, mentre il Direttore Antonicelli si è alzato in piedi ed ha esclamato la tremenda frase riportata ad inizio articolo. Tutti ora vi siete svegliati, dove eravate prima? Un’accusa implicita alla politica foggiana e ad un’intera città che si è lasciata gabbare ed ora pretende di reagire contro un sistema ormai consolidato e Baricentrico. Ed è questa la chiave per chiudere l’incontro, i dirigenti devono tornare a Bari dalle proprie famiglie e nella propria bella città metropolitana, lasciare ai foggiani le macerie di una città alla deriva ed abbandonata. I commissari sono colpevolmente assenti, la politica è morta. L’auto degli amministratori di Amiu si allontana su Corso del Mezzogiorno. Amiu è un’azienda di Bari. Amiu è un’azienda di Bari.

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