Figli e figliastri al Comune, da Valentino a Marchitelli chi fu scelto da Landella. Caso agnello sacrificale

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Più il tempo passa e più appare singolare e incongrua la vicenda che ha interessato a Foggia l’ex segretario generale Gianluigi Caso. Il vertice della tecnostruttura di Palazzo di città, che oggi lavora presso il Comune di Lucera col Sindaco Giuseppe Pitta, a dicembre 2021 fu di fatto accompagnato alla porta dai commissari straordinari sebbene il suo addio avvenne ufficialmente con una risoluzione del contratto in maniera consensuale. La “colpa” era quella di esser stato scelto, nel 2019, dall’allora Sindaco Franco Landella, che guidava l’amministrazione comunale poi sciolta nell’estate 2021 per infiltrazioni mafiose. Ma la decisione assunta nei confronti di Caso è stata l’unica di questo tenore.

L’articolo 143 del TUEL (Testo unico degli enti locali) - che disciplina lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare e le responsabilità dei dirigenti e dipendenti – sancisce che “a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto di scioglimento sono risolti di diritto gli incarichi di cui all'articolo 110, nonché gli incarichi di revisore dei conti e i rapporti di consulenza e di collaborazione coordinata e continuativa che non siano stati rinnovati dalla commissione straordinaria entro quarantacinque giorni dal suo insediamento”.

La commissaria Marilisa Magno – arrivata il 3 giugno 2021 a Palazzo di città dopo la caduta dell’amministrazione per le dimissioni rassegnate da Landella 2 mesi dopo l’arrivo della commissione di accesso – scelse coi colleghi Sebastiano Giangrande e Rachele Grandolfo di confermare entrambe le dirigenti che erano state assunte dal sindaco ex articolo 110, ovvero a tempo determinato, per tre anni.

Da un lato la cerignolana Maria Concetta Valentino, dall’altro la manfredoniana Silvana Salvemini. La prima ha da poco deciso di tornare a fare la dirigente del Comune di Cerignola, dopo aver gestito una serie di partite rilevantissime rispetto alle quali ci sono state varie polemiche e indiscrezioni: progressioni verticali dei dipendenti, affidamento delle nuove posizioni organizzative dei funzionari, fondo dei dirigenti, assunzioni degli idonei nei concorsi di altri enti, assunzione dei concittadini Natale Labia (addetto stampa) e Angela Paradiso (neo dirigente del Servizio Avvocatura). Mentre Salvemini - dopo la travagliata esperienza con la delega relativa ad asili e scuole, con numerosi contrasti dentro la tecnostruttura e critiche anche esterne – continua a ruotare tra vari Servizi. Ad oggi sarebbe rimasta la sola dirigente a non aver ancora trasmesso le schede di valutazione del personale, utili per le progressioni orizzontali.

Al posto di Valentino è subentrato a Foggia il 50enne Giuseppe Marchitelli, finora dirigente nella piccola Sant’Agata di Puglia. A quest’ultimo, nella redistribuzione degli incarichi vanno le deleghe a personale, cultura, sport e turismo, ufficio di gabinetto, partecipate. Anche Marchitelli – come Salvemini e Valentino – era arrivato in precedenza al Comune capoluogo in forza di un decreto di Landella: accadde a maggio 2019, quando il primo cittadino lo nominò componente dell’Organismo collegiale indipendente di valutazione della performance (OIV), insieme a Maria Rignanese e Domenico Giorgio. L’incarico, di durata triennale, sarebbe durato dal 01/06/2019 al 30/05/2022. Per tale ragione oggi continuano ad essere diversi i perplessi rispetto a quanto avvenuto per Caso, il solo ad aver pagato per l’investitura landelliana.

Peraltro, sono ormai diversi gli elementi che ne confermano e serietà. Nella documentazione relativa alle indagini sul patron delle coop del bidellaggio Ludovico Maffei e suo figlio, l’ex consigliere comunale Danilo, gli inquirenti definiscono “provvidenziale” l’intervento di blocco della procedura di appalto esercitato dall'allora segretario generale del Comune di Foggia. Grazie a Caso, “tempestivamente”, sono stati “evitati ulteriori aggravi di spesa per l'amministrazione comunale salvaguardando di fatto le finanze pubbliche di questo capoluogo”.

Secondo chi indaga “le amministrative foggiane di maggio 2019 costituiscono un crocevia fondamentale per lo stesso Ludovico Maffei, che ha assolutamente bisogno di sistemate il proprio figlio all'interno del consiglio comunale del Comune di Foggia soprattutto in vista del rinnovo triennale della aggiudicazione del servizio di bidellaggio, relativamente al triennio 2020/2023, in favore della cooperativa Astra, questione che, sebbene predisposta e pervenuta nella fase di perfezionamento, non si è concretizzata a causa del prodigioso intervento di Caso”. Una ricostruzione che rende merito all’ex vertice della tecnostruttura comunale, liquidato senza motivi dalla commissione straordinaria.

Non solo: nella recente valutazione dei dirigenti il punteggio ottenuto da Caso è stato superiore alla media: il massimo – ovvero 100 - per quasi tutte le deleghe (Servizio Segreteria Generale, Controlli Interni, Anticorruzione e Trasparenza; Servizio Presidenza del Consiglio; Servizio Risorse Umane, Organizzazione e Metodi; Servizio Protezione Civile. Si è fermata a 80 punti solo la valutazione relativa all’Avvocatura. Caso fu sostituito a dicembre 2021 dall’attuale segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio, beneventana, che poco dopo l’arrivo a Foggia sponsorizzò presso i dipendenti l’offerta formativa dell’Università degli studi del Sannio, suo territorio di provenienza.

Oggi nella tecnostruttura dell’ente c’è chi rimarca come D’Ambrosio avesse esperienza in Comuni piccoli e medi ben lontani (come Marano, Casalnuovo di Napoli e Afragola), ben lontani da un capoluogo con 150mila abitanti circa. Ma fonti interne al personale del Comune foggiano sottolineano anche come D’Ambrosio sia stata presente in quasi tutte le commissioni giudicatrici delle selezioni per progressioni interne, in diversi casi vinte da dipendenti di Servizi da lei diretti.

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