“Voi tutti mi conoscete e sapete che non mi sono mai sottratto a un confronto. Lo stesso sarebbe avvenuto in quest’occasione se la convocazione per mercoledì non fosse avvenuta 48 ore prima e senza che la data fosse in qualche modo concordata
anche con me che sono, fino a prova contraria, l’altro candidato di Medicina”. E’ la replica del prof. Lorenzo Lo Muzio, candidato rettore di Unifg, alla nota del preside di Medicina Gianluigi Vendemiale.
“Al pari di tutti voi colleghi sono stato convocato a giorno e data fissati. A dimostrazione della scarsa considerazione per uno dei due candidati il preside, a fronte della mia precedente comunicazione di indisponibilità per impegni già presi, invece di concordare con me una nuova data ha fatto seguire, nella giornata di martedì, alla convocazione, fatta lunedì ai soli professori ordinari, quella ai rappresentanti di tutti i Ssd dimenticando, però, con un atteggiamento, a mio avviso, antidemocratico molti docenti e tra questi i più giovani”.
“Ci troviamo, quindi, di fronte a un preside che, travalicando i suoi compiti e le sue funzioni (si legge nello Statuto compiti di coordinamento della didattica e assistenza sanitaria), convoca con procedura d’urgenza in una materia (elezioni del Rettore) che esula da quelle di sua pertinenza. Non va dimenticato, inoltre, che il prof. Vendemiale condivide il medesimo settore scientifico disciplinare con il candidato Serviddio. Appare evidente che, per motivi di opportunità, il preside (ricordiamo dell’intera facoltà di Medicina) si sarebbe dovuto astenere da qualsiasi iniziativa che, anche solo lontanamente, potesse far pensare ad una possibile mancanza di imparzialità”.
“Alla riunione erano presenti solo 40 docenti circa, e quasi tutti del dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche: non può, quindi, in alcun modo, dirsi una riunione rappresentativa. Veniamo, infine, alla mail di stamane. Dopo l’incontro di mercoledì nessuno mi ha contattato per cui non si comprendono le parole del preside ‘devo informarvi, con grande amarezza, che il prof. Lo Muzio non si è reso disponibile al confronto da tutti auspicato e teso a raggiungere una candidatura unitaria’. Parole che ledono la mia persona”.
“Una cosa è certa: a esito della riunione, l’area medica non ha espresso il suo candidato. Le parole usate dal preside non cambiano la realtà: a esprimersi è stata solo la maggioranza della piccola frazione presente dell’intero corpo docente di Medicina. Credo che sia importante ricordare che la democrazia si basa sulla libera espressione della volontà generale. Il diritto di voto è sacro sia come elettorato attivo che passivo e deve potersi esercitare senza condizionamenti esterni”.
“Questi comportamenti, lungi dal far compattare l’area medica su unico candidato, la spaccano e rischiano di danneggiarne l’immagine nell’Ateneo. Quanto accaduto mi rammarica profondamente in quanto ho sempre fatto del coinvolgimento di tutte le componenti della comunità accademica il punto di forza del mio programma elettorale e delle mie precedenti azioni di governo accademico”.
“Sono certo che tutti voi colleghi saprete valutare con obiettività le candidature ed esprimere la vostra preferenza in modo libero e consapevole. La democrazia è un valore che va sempre difeso. Il mio impegno da rettore comincerà da qui”.
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