Salvaguardare la sicurezza di chiunque circoli sulle nostre strade, pedoni e non solo, è ormai diventato un imperativo, non solo per le case automobilistiche grazie alla presenza di quelli che vengono chiamati dispositivi di assistenza alla guida, ma anche attraverso regole ad hoc. È infatti in crescita il numero di amministrazioni cittadine che stanno introducendo limitazioni alla velocità in città pensando così di poter ridurre il numero di incidenti sulle nostre strade. L’idea di abbassare il limite massimo in città a 30km orari è arrivata su sollecitazione dell’Unione Europea che ha pensato a quanto fosse urgente pensare a una legge specifica in ognuno degli Stati membri, ma al momento però, solo poche città italiane hanno trasformato questa idea. Una di queste è Bologna dove però è già scoppiato il putiferio tra i cittadini che hanno difficoltà a rispettare il nuovo limite consentito e guidare al contempo. Tanto se ne sta parlando anche a Foggia dove c’è già qualcuno, lì a Palazzo Città, che ha proposto di cominciare a pensare di replicare l’esempio bolognese. Dopo aver ascoltato istituzioni e cittadini, il quotidiano l’Attacco ha ieri ascoltato gli addetti ai lavori, le autoscuole che ogni giorno hanno a che fare con l’istruzione dei nuovi automobilisti. “In alcune zona di Foggia è già previsto il limite di velocità, penso ad esempio alle “tre Corsie”, a viale Fortore, ovviamente si tratta di situazioni particolari dove magari insistono difficoltà – dice Giovanni Marella, titolare dell’omonima autoscuola – per essere sinceri il limite di velocità non serve assolutamente a nulla, la cosa fondamentale è il rispetto delle regole. Se mi danno il limite 30 e poi passo col rosso cosa ho concluso? Non ho di certo portato sicurezza alla circolazione”.
“Se quando percorro una strada circolo in mezzo alla carreggiata e non sul lato destro cosa accade? Imporre un limite più basso quando alla base non si rispettano le regole fondamentali, a cominciare dalle precedenze agli incroci, di cosa parliamo? - tiene a ribadire – Quando porto i ragazzi a fare scuola guida la gente ci combina di tutto, ci tagliano la strada, ci urlano addosso, ci suonano perché siamo lenti. Il problema non è andare piano ma rispettare le regole”.
“Se si va su corso Giannone di mattina si trova il caos, auto parcheggiate in doppia e tripla fila per andare al mercato. Riducono la carreggiata, i pedoni attraversano senza regole, non si danno precedenze: altro che limiti di velocità”.
Proprio qualche giorno fa il quotidiano l’Attacco ha intervistato un giovane di Bologna che studia a Foggia e che ha raccontato questi primi giorni di “ordinaria follia” che i cittadini stanno vivendo. “C’è il caos – disse al giornale – io stesso ho trascorso più tempo a guardare il tachimetro che attenzionare la strada. Credo sia una scelta anche pericolosa”.
“Guardare il cruscotto vuol dire distrarsi e, oggi, di distrazioni in auto ne abbiamo già tante – ribadisce Marella – se fino a qualche anno fa il primo motivo di incidente stradale era la velocità oggi è la distrazione. Porre un limite così basso non fa altro che mettere gli automobilisti nella condizione di aver paura di infrangerlo e dunque distrarsi. Se circolo e guardo tutti che passano col rosso, che faccio? Ecco che il buon esempio è fondamentale – conclude l’istruttore – noi delle autoscuole insegniamo le regole ai giovani che ovviamente non le rispettano perché quando si confrontano con la realtà hanno cattivi esempi. Eppure nella nostra provincia abbiamo un altissimo tasso di incidenti stradali. E la colpa non è dei giovani, ma degli adulti che forti della loro maturità in macchina, della loro esperienza, tendono ad esagerare”.
Dello stesso avviso anche Lucia Ferragonio, titolare dell’omonima autoscuola foggiana. “Sono favorevole ai 30 km orari, credo però che il problema non si risolva in questo modo. È oggi necessario costruire auto più lente – evidenzia – se ho un’automobile che arriva a 200 km/h tenderò a raggiungere quelle velocità. Forse la riduzione del limite potrebbe portare ad una riduzione degli incidenti, ma quelli gravi ci saranno sempre, perché possono accadere anche a 10km/h”.
“Serve maggiore coscienza – tiene a precisare – anche in fatto di auto. Lo Stato dovrebbe far sentire la propria voce in tal senso. Avere in circolazione veicoli potenti è pericoloso. Creassero delle auto che arrivano a 50km/h massimo e poi vediamo”.
(Pubblicato nell'edizione de l'Attacco in edicola sabato 27 gennaio 2024)
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