C’è totale riserbo negli uffici del Comune di Foggia rispetto alle ragioni che hanno condotto al licenziamento di un istruttore di Polizia locale. Risale al 12 febbraio scorso la determina del dirigente al personale Giuseppe Marchitelli, in cui si spiega che l’Ufficio procedimenti disciplinari, con atto del 7 febbraio scorso notificato in busta chiusa attraverso il dirigente e comandante della polizia locale Romeo Delle Noci, ha definito il procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente, al quale è stata comminata la sanzione del licenziamento con preavviso a decorrere dal 60esimo giorno successivo alla data di notifica all'interessato del provvedimento stesso.
La decisione assunta dall’Ufficio procedimenti disciplinari è scaturita a seguito della nota della Prefettura di Foggia, datata 6 dicembre 2023, di non accoglimento dell’istanza di agente di pubblica sicurezza dell’istruttore di Polizia Locale per ragioni coperte da omissis. Marchitelli fa riferimento a una imprecisata documentazione acquisita al fascicolo del procedimento e trasmessa dall'Ufficio procedimenti disciplinari agli atti del Servizio risorse umane, precisando che sussistono motivi di riservatezza per tali omissis.
Il provvedimento col quale l'UDP ha irrogato la sanzione del licenziamento con preavviso è stato notificato al lavoratore Il 7 febbraio scorso, per cui la decorrenza iniziale del licenziamento deve fissarsi alla data del 8 aprile prossimo, ovvero 60 giorni dalla notifica dell’atto. Infine il dirigente spiega che il servizio complessivo prestato dal dipendente, utile ai fini pensionistici, è di un anno, cinque mesi e 22 giorni (periodo dal 16 ottobre 2022 al 7 aprile 2024).
Stando ai rumors si tratterebbe di un peschiciano, assunto durante la gestione commissariale di Palazzo di città e reduce da un procedimento penale ormai concluso da parecchio tempo.
Il licenziamento è estremamente raro: nemmeno nei confronti dei dipendenti comunali citati nella relazione prefettizia del 2021 sulle infiltrazioni mafiose e di altri coinvolti in procedimenti penali si è assistito negli ultimi anni a un analogo provvedimento. Bisogna risalire al 2016, quando 18 “furbetti del cartellino” furono licenziati anche se poi il reato si prescrisse.
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