Sta tenendo ancora banco in città il caso di via Piave, dove la settimana scorsa, nei locali ex London Pub, è stata ritrovata una bombola di gas – così come denunciato dai residenti dello stabile – e un via vai di gente al civico 59. Ricostruendo brevemente la faccenda, soli pochi giorni fa una chiamata degli abitanti della palazzina di via Piave, che proprio quella notte avvertendo schiamazzi e forte odore di gas, allertarono vigili del fuoco, tecnici Amgas e forze dell’ordine corse sul posto per appurare quanto accaduto. I locali, che tempi addietro accoglievano la movida foggiana, erano stati lasciati liberi cosicché la proprietà decise di affittarli ad un giovane 41enne imprenditore nigeriano, Friday, il suo nome, con l’obiettivo di aprirci un ristorante. Ma dopo quell’episodio, tutto sembra essere cambiato. La rabbia montata dei residenti del posto e lo sconcerto della proprietà ha messo a rischio i sogni nel cassetto del ragazzo che in più occasioni – ha fatto sapere il suo legale - si è dichiarato estraneo ai fatti accaduti, del tutto inconsapevole di quanto stava accadendo nel locale. Il quotidiano l’Attacco lo ha più volte contattato.
“Ho le chiavi del locale e non sono mai venuto meno a quanto stipulato nel contratto di locazione col proprietario - spiega a l’Attacco Friday – il locale non è stato ancora aperto perché con gli addetti ai lavori stiamo portando avanti tutta una serie di operazioni utili all’attività come ad esempio la costruzione di una nuova canna fumaria. Tra un mese dovremmo essere pronti per partire. Sia chiaro che pago mensilmente l’affitto, sono sempre stato in regola con tutto. Credo però che ci sia gente un po’ gelosa, che non vede di buon occhio questa mia idea, a cominciare proprio dai residenti. Peccato. Spesso mi sento chiamare la polizia”.
Intanto proprio ieri mattina è stato lo stesso avvocato del giovane, il dottor Marseglia, a smentire l’incontro in programma tra proprietario e affittuario. Da quanto appurato, però, sembrerebbe che dopo quanto accaduto la proprietà abbia deciso – ma resta l’incognita – di rescindere il contratto d’affitto col giovane nigeriano che dalle ultime news si è saputo essere un “pastore” di un credo cattolico.
In molti, giusto per essere chiari, hanno pensato che il giovane abbia nel frattempo usato quel luogo per mandare avanti delle funzioni religiose a dispetto della destinazione d’uso dei locali. Cosa che, sempre a detta dei beninformati, avrebbe poi scatenato l’ira della proprietà.
Notizia, però, più volte smentita dal legale del giovane e sul quale Friday ha replicato. “Non ho mai fatto Chiesa in quei locali, ma ad un altro civico lì vicino– puntualizza – è vero, sono un pastore e con la mia comunità ci ritroviamo tre volte a settimana, con particolare frequenza di persone la domenica. E puntualmente la gente mi chiama le forze dell’ordine che una volta arrivate e accertate di cosa stiamo facendo, vanno via”.
Questa la posizione dell’uomo. Una cosa è certa: le saracinesche del civico 59, come precisato da Marseglia in una precedente intervista rilasciata a l’Attacco, sono state sigillate da lucchetti così da escludere l’ingresso di terzi.
Intanto nei prossimi giorni – probabilmente in settimana - ci sarà il fatidico incontro tra Friday – che al momento fa il pendolare tra Africa e Italia - ed i proprietari dello stabile. Da questo si potrà capire se il sogno del 41enne nigeriano potrà ancora realizzarsi accaduto oppure no.
Il dato di fatto è che, come più volte segnalato, l’aria che si respira al quartiere Ferrovia si è fatta davvero pesante. Scintille si accendono tra residenti e proprietari che sempre più spesso affittano locali ad extracomunitari. Come più volte ribadito da questo giornale, non è il colore della pelle che deve fare la differenza. Ma il rispetto delle regole vale per tutti.
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