“L’amministrazione appena insediata deve riprogettare, con l’aiuto di tutti, la ricostruzione di una città che sia giusta e sostenibile considerato che l'ambiente in cui viviamo svolge un ruolo fondamentale nel nostro benessere”. E’ il passaggio in premessa di un documento a firma congiunta dei presidenti del Circolo ARCI “Maria Schinaia” e del Circolo Gaia Legambiente Foggia, Tonino Soldo e Giuseppe Maccione.
La presa di posizione riguarda la recente proposta formulata ufficialmente dal consigliere Nunzio Angiola di adottare la limitazione della velocità a 30 km/h in città, ritenuta “una scelta responsabile e necessaria per la nostra città. Questa misura contribuirebbe a rendere le nostre strade più sicure, a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a promuovere uno sviluppo sostenibile - spiegano Soldo e Maccione -. Sosteniamo quindi con convinzione l'implementazione di questa limitazione e ci impegneremo a promuovere la necessaria sensibilizzazione e informazione per una corretta applicazione. Si può fare, si deve fare, con un radicale cambio di passo che riguarda tutti, ciascuno per la propria parte e la propria responsabilità: città e cittadini, imprese e istituzioni”.
Migliorare la sicurezza stradale e migliorare la mobilità sostenibile, la fluidità della circolazione e non ultimo il livello di qualità della vita dei cittadini sono le ragioni principali che spingono a rivedere il regime delle velocità in ambito urbano: “Il 55% dei morti nelle nostre città è dovuto a sole tre cause: eccesso di velocità, mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti e guida distratta. Il 73% degli incidenti avviene su strade urbane; ma è un altro il dato che crea grande allarme: il 44% delle vittime lascia la vita in incidenti in città. È da notare che, sempre in ambito urbano, l’80% delle vittime è un utente vulnerabile (50% come mobilità attiva) - affermano i due referenti dei circoli foggiani -. Il 77,6% di tutti gli spostamenti è fatto in ambito urbano; di questi il 36% è inferiore a 2 km. Per queste distanze non vi è dubbio che gli spostamenti in bicicletta e talvolta anche quelli a piedi sono concorrenziali in termini di tempo (includendo il problema della ricerca del parcheggio) rispetto all’auto privata. Nella percezione collettiva la principale causa addotta da chi preferisce l’uso dell’auto è la sensazione di insicurezza. Questa sensazione è anche la causa dell’inibizione alla mobilità autonoma di bambini e anziani”.
Soldo e Maccione provano a confutare anche le tesi dei detrattori delle Città 30 che dipingono il provvedimento come nefasto per la mobilità pensando che venga esteso in modo indiscriminato: “Al contrario - spiegano - nelle Città 30 viene mantenuto il limite a 50 km/h sulle tratte di viabilità principale dove il concetto di separazione delle componenti modali prevale. Cambia solo la priorità di progettazione: tutte le strade hanno il limite di 30 km/h salvo quelle individuate a 50 km/h (mentre oggi vale esattamente il contrario). In realtà la velocità media di spostamento in ambito urbano è già oggi molto bassa e non supera mai i 30 km/h. In Italia, caratterizzata dal più elevato numero di auto pro-capite d’Europa, i centri urbani sono intasati e le medie di percorrenza sono tra le più basse e comunque ben al di sotto di 30 km/h. Garantire una velocità media costante fluidifica il traffico molto di più rispetto a continui stop and go”.
Nel documento si fa inoltre presente come Città 30 non voglia dire solo ridurre il limite di velocità, ma adattare l’intero contesto urbano a una diversa concezione di uso dello stesso. “È una misura che deve essere accompagnata da interventi urbanistici e solo in un secondo momento, una volta condivisa, con altri interventi atti a disincentivare - affermano in conclusione i firmatari -. In quest'ottica bisogna promuovere azioni concrete volte a ridurre l'inquinamento e a favorire la sostenibilità ambientale, con la creazione di parchi urbani, della mobilità sostenibile, della riduzione dell'uso dei combustibili fossili e l'adozione di fonti di energia rinnovabili, di piste ciclabili e la creazione di parcheggi per biciclette, queste sono solo alcune delle proposte che vogliamo sostenere per incentivare una mobilità più sostenibile”.
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