Continua con nuova risolutezza l’attività amministrativa del Comune di Foggia per combattere e debellare l’annoso fenomeno dell’abusivismo commerciale in città. In particolar modo quello perpetrato dai chioschi di vendita da strada. Il primo passo ad alludere a un’inversione di rotta è stato l’attività di verifica e controllo sul campo perpetrata una ventina di giorni fa dall’amministrazione comunale in sinergia con le forze di polizia. L’esecuzione di un’ordinanza della Questura di Foggia per la repressione della vendita abusiva di prodotti ortofrutticoli su area pubblica aveva dunque visto impegnate sei pattuglie della Polizia locale, due pattuglie dei Carabinieri, personale dell’Ispettorato del Lavoro, della Polizia amministrativa, del Reparto prevenzione della Questura nonché del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Erano dunque stati sgomberati due mercatini ortofrutticoli abusivi, uno all’altezza di via Einaudi (angolo via De Petra), l’altro in via Silvio Pellico (angolo viale Ofanto). Ai trasgressori sono stati contestati la violazione della legge regionale n. 24/2015 sul Codice del Commercio per il mancato possesso delle relative licenze e violazioni agli articoli 15 e 20 del Codice della Strada. In tale recente operazione, inoltre, sono state sequestrate dalla Polizia locale circa 2 tonnellate di frutta e verdura. “Il commercio ambulante è parte integrante del tessuto economico e sociale della nostra comunità, e queste operazioni sono mirate a tutelare l’intero comparto, dagli operatori che operano quotidianamente nella legalità ai cittadini che devono essere tutelati nell’acquisto dei prodotti”, aveva spiegato a margine degli sgomberi l’assessore allo Sviluppo economico Lorenzo Frattarolo.
“Non vogliamo assolutamente penalizzare un’intera categoria, ma garantire il rispetto di leggi e regole che non ammettono deroghe: invitiamo quindi le persone interessate ad esercitare questa professione a mettersi in regola, rivolgendosi agli uffici preposti e seguendo l’iter amministrativo previsto. La legalità è il pilastro dell’azione della nostra amministrazione, proseguiremo quindi in una direzione obbligata che non prevede deviazioni”, erano state, per l’occasione, le considerazioni dell’assessora alla Polizia locale Daniela Patano.
Ma quell’operazione pare non aver sortito gli effetti sperati, se è vero che tra i chioschi abusivi recentemente sgomberati c’è chi subito dopo è tornato come nulla fosse a esercitare la vendita negli stessi luoghi di sempre. Anche per questo nelle scorse ore si è tenuto un nuovo tavolo interassessorile (presenti gli stessi Frattatolo e Patano, insieme all’assessore alla Legalità Giulio De Santis) con il coinvolgimento di un rappresentante della Questura e del comandante della Polizia locale Romeo Delle Noci.
L’intento, ora, è di prendere il toro per le corna provando a spostare la battaglia a monte, ovvero sulla verifica dell’effettiva presenza dei prerequisiti necessari per il possesso delle licenze.
“L'abusivismo commerciale – premette l’assessora Patano - è un annoso problema della città, una sorta di male atavico su cui va invertita la rotta con il coinvolgimento operativo degli assessorati competenti in materia di regolamentazione del settore e di repressione dell’illegalità. Dall’ultimo tavolo è quindi emersa l’intesa amministrativa rispetto all’adozione, a breve termine, di un metodo semplice: effettuare una verifica – illustra – su tutti i titolari delle bancarelle presenti in città per comprendere se abbiano i prerequisiti di onorabilità per l’esercizio. Se abbiano, cioè, un casellario giudiziale idoneo oppure se, al contrario, annoverino condanne penali o carichi pendenti: nel qual caso la pena prevista è la sospensione dell’attività e l’eventuale revoca definitiva della licenza. La norma in materia – argomenta Patano – parla chiaro in tal senso. Dunque – chiosa sul punto l’assessora – l’idea, adesso, è che il Suap effettui una mappatura giudiziale dei titolari di simili attività, richiedendone i casellari presso il Tribunale di Foggia. Si tratta di un iter articolato che avrà certamente i suoi tempi, ma, in tutti i modi, intendiamo precedere spediti, tanto che entro un mese al massimo terremo un nuovo tavolo comunale per comprendere a che punto sia giunta l’acquisizione della documentazione utile al tracciamento, a sua volta indispensabile per poi emettere eventuali provvedimenti di sospensione e revoca delle licenze”.
Tra i processi amministrativi in atto annunciati dalla Patano anche “uno svecchiamento del Piano del commercio” (a cui starebbe lavorando Frattarolo).
Le nuove risoluzioni emerse dall’ultimo, recentissimo tavolo interassessorile sarebbero frutto della rinnovata consapevolezza che la repressione in seno a saltuarie verifiche sul campo non desta, come raccontato, gli effetti sperati. “Questo perché – riflette l’assessora alla Polizia municipale - in epoche amministrative precedenti alla nostra sono state concesse agli ambulanti licenze itineranti sulle quali in diversi hanno ‘giocato’ per trasformarsi, del tutto irregolarmente, in attività stanziali”.
E così alcuni ambulanti, nonostante gli sgomberi recentemente subiti, starebbero continuando a vendere negli stessi luoghi da cui sono stati allontanati approfittando delle licenze itineranti in loro possesso che dispongono di tenere i prodotti in vendita sul furgoncino invece che “a terra” (ovvero su gazebo ad hoc che poggiano su strada). Una regola che - per quanto brandita a mo’ di paravento da parte di simili soggetti per restare al loro posto nonostante gli interventi di polizia messi in campo – verrebbe anch’essa evasa, se è vero che i banconi stradali vietati dal permesso itinerante in alcuni casi, a poca distanza dagli sgomberi, sono rispuntati.
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