Resta tesa la situazione all’interno dell’Università di Foggia. Il fronte ostile al rettore Lorenzo Lo Muzio – formato da tanti “orfani” dell’ex Magnifico Maurizio Ricci e guidato dai direttori Donatella Curtotti (Giurisprudenza), Agostino Sevi (Dafne), Barbara De Serio (Distum) e Carmela Robustella (Scienze sociali) – continua a non dare segni di rasserenamento e a condurre una evidente azione ostruzionistica. Lo dimostra con tutta evidenza la difficoltà di riunire i direttori di tutti i dipartimenti. Lo scorso 14 febbraio era prevista una seduta del senato accademico, ma il rettore ha ritenuto di rinviarla, riservandosi di chiarire le motivazioni del rinvio. Ora Lo Muzio e si suoi stanno lavorando all’ordine del giorno della seduta congiunta di senato e consiglio di amministrazione, fissata per il 28 febbraio prossimo, ma ci sono ancora moltissimi contrasti da risolvere. Si è intanto chiusa la vicenda caotica delle delibere adottate dalla ex prorettrice Milena Sinigaglia dopo la revoca dell’incarico: dapprima c’è stata la sospensione dell’esecuzione di tali atti, successivamente ci sono stati i decreti di conferma. Quello che è avvenuto negli ultimi mesi è noto.
Dopo aver portato a casa la costituzione del terzo e inutile dipartimento di Area economica (quello di Scienze sociali, denominato Diss), Curtotti&Co. hanno dichiarato di revocare la propria fiducia nei confronti del Magnifico, eletto a marzo 2023. “Magnifico, le aperture di credito che le sono state fatte, anche in momenti di difficoltà, sono andate deluse e, dopo questa sua ultima decisione, sono revocate. Sta tradendo i cardini del suo programma elettorale e sta costringendo il nostro Ateneo in una bolla di immobilismo e di ostruzionismo che portano su una china pericolosissima per l’intera collettività, in primis per gli studenti”, è stata la durissima comunicazione inviata per il mancato inserimento all'ordine del giorno del senato accademico straordinario e del cda del 31 gennaio 2024 di quattro punti: distribuzione punti organico piano straordinario, esito lavori commissione senatoriale; offerta formativa; determinazioni fase transitoria Demet; politiche di assicurazione della qualità.
In sostegno del rettore sono poi subito andati i delegati. “Carissimo Lorenzo, in queste ore sei stato oggetto di gravi attacchi personali”, si legge nella nota. “In un documento firmato da tre direttori più un decano, che scrivono verosimilmente a titolo personale, stante l'assenza di formali consultazioni dei consigli di dipartimento, si parla di revoca della fiducia e ti si accusa di tradimento del mandato elettorale”, hanno aggiunto i delegati rettorali.
“Questa grave situazione, mai verificatasi prima nella storia della nostra Università, provoca sconcerto e preoccupazione, anche per il danno a quel credito che faticosamente abbiamo conquistato in questi anni a livello nazionale e internazionale. Auspicando che quanto prima si possa ristabilire un clima sereno e costruttivo, noi in qualità di delegati, e quindi tuoi fiduciari, ti confermiamo il nostro appoggio, con il più ampio credito a te e al mandato che hai conquistato con una larghissima maggioranza”.
Gli unici delegati non firmatari sono stati i quattro professori revocati poi dal rettore. Ebbene, gli anti Lo Muzio persistono nel chiedere la disattivazione del Demet (il secondo dipartimento di Area economica, “condannato” a morte proprio da quanti hanno preteso Scienze sociali) e il passaggio immediato in corso d’anno dei corsi dal Demet al Diss. Oggi i due dipartimenti condividono il personale, ma tutto il resto deve essere deciso dal cda e dal senato accademico. Uno dei nodi fondamentali dello scontro in atto riguarda proprio tali punti. Ma c’è anche la questione del Centro per la formazione della docenza, che – come raccontato su queste colonne – convoglia enormi risorse economiche presso il Distum, il dipartimento di Studi umanistici cui afferisce l’ex rettore Pierpaolo Limone (artefice del Centro ed attuale rettore dell’Università telematica Unipegaso).
Lo Muzio intende strutturarlo come un vero Centro di Ateneo, sia pure nel rispetto dovuto delle competenze prevalenti del Distum. Insomma, non più come una “proprietà privata” del Distum. Cambiamenti pesanti, che non piacciono affatto a chi intende conservare i propri privilegi e status quo. E’ per questo che attualmente si registra in Unifg una fase di studio e silenzio: se, da una parte, i nemici interni hanno smesso di esternare in maniera scomposta i propri attacchi a Lo Muzio, dall’altra parte il rettore sta lavorando per cercare di ricostituire una maggioranza funzionale alla piena operatività decisionale.
Un impegno molto faticoso. Lo Muzio non si attendeva certo di dover fronteggiare la guerra dei ricciani. Un aiuto potrebbe arrivare, alla risoluzione dell’attuale quadro, dal professor Giuseppe Carrieri, appena diventato preside della Facoltà di Medicina ed ex prorettore. Carrieri, legato da stima e amicizia a Lo Muzio, è riconosciuto per le sue doti di moderato e negoziatore. Può, dunque, essere la persona più indicata per provare a costruire tavoli di dialogo. Una personalità ascoltata da tutti, che può rappresentare una novità positiva per il Magnifico.
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