Apparentamento su di Carlo, riunione tra varie sigle in attesa del sì di Coldiretti. Sfuma chance delle agricole

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Si sta sbloccando, finalmente, la situazione a Foggia rispetto alle prossime elezioni in Camera di commercio per il rinnovo del consiglio. Come anticipato da l’Attacco nei giorni scorsi, si sta facendo largo la strada dell’accordo intorno all’edile Pino di Carlo, ex presidente di Confindustria e nome sul tavolo da mesi per il dopo Damiano Gelsomino in via Protano. Una personalità a metà tra Confcommercio (dove ha iscritto varie imprese tra cui Vigna Nocelli) e l’associazione dell’aquila. Nell’estate 2023 un patto pre-elettorale svelò il fronte opposto all’ennesimo presidente indicato da Confcommercio, gruppo guidato dalle associazioni agricole - Coldiretti, Confagricoltura, Cia Agricoltori Capitanata e Copagri – e composto anche da Confcooperative, Confartigianato, Confindustria, associazioni dei consumatori. Da allora molti mesi sono passati senza che la situazione si sia evoluta, mandando l’ente camerale in prorogatio. L’unica novità è stata la discesa in campo di Pino di Carlo, dopo il dietrofront di Gelsomino e al posto del presidente di via Miranda, Antonio Metauro. Giovedì sera c’è stata una riunione tra svariate sigle: stando a quanto viene riferito vi avrebbero partecipato Confcommercio, Confindustria (presente col presidente Eliseo Zanasi e col direttore Enrico Barbone), Confartigianato (col presidente Vincenzo Simeone e l’ex direttore Nicola Di Franza), Copagri, Confesercenti. 

Si è discusso di un’intesa per l’apparentamento al momento del voto, sul nome di di Carlo, certi di avere i numeri dalla propria parte. L’assente che farebbe la differenza è la Coldiretti di Mario de Matteo, di cui si attende la decisione. 

Ma i beninformati legati a di Carlo sono ottimisti al riguardo e contano di avere l’organizzazione agricola con sé, tanto da spingersi sin da ora a dire che in giunta verrà riconfermato il direttore Marino Pilati. Altri componenti dell’esecutivo saranno Metauro, la direttrice di Confartigianato Alessia Di Franza (dimessasi lo scorso anno con Nicola Biscotti e Filippo Schiavone per protesta contro Gelsomino) e il numero uno di Ance Ivano Chierici, cui Zanasi lascerà il posto dal momento che sarà il prossimo presidente di Confindustria. 

Le fonti vicine a Pino di Carlo ritengono che tale cordata valga “non meno del 75%” in CCIAA e che non ci sia all’orizzonte altra soluzione, per chi resta nel ridimensionato fronte avverso a Confcommercio, che trovare un accordo e presentarsi al rinnovo camerale tutti dalla stessa parte, in modo da partecipare alla ripartizione dei posti in giunta. 

“La verità è che si è perso troppo tempo intorno alla candidatura di Schiavone”, dicono a l’Attacco alcuni beninformati. “Su quel nome non c’è stata alcuna convergenza, mandando all’aria il tentativo dell’ex presidente camerale Luigi Lepri di unire per una volta le agricole e riportare la presidenza a tale comparto. E’ stata persa un’occasione e il risultato è che si sono sfilate alcune organizzazioni, visto che quel tentativo non portava da nessuna parte. 

“Al contempo, è stata fatta una mossa intelligente da Confcommercio, col ritiro di Gelsomino, contro il quale erano posizionati Confartigianato e altri”. 

C’è chi è convinto, peraltro, che l’uscente sia destinato alle elezioni comunali di Manfredonia, come candidato indicato dal consigliere regionale Pd Paolo Campo (ma che non piacerebbe all’ex parlamentare Michele Bordo). Voci che circolano nuovamente dopo che mesi da, su queste colonne, si era detto dell’ipotesi Gelsomino – da sempre legato al due volte sindaco sipontino - e del fatto che l’imprenditore sembrava non volerne sapere. 

Nei giorni scorsi Schiavone aveva garantito, a l’Attacco, che nessuna delle agricole si sarebbe sfilato dividendo il gruppo. “Il documento che sta circolando e che è stato sottoposto alle varie sigle non è stato firmato da nessuna delle organizzazioni agricole”, aveva affermato il presidente di Confagricoltura ed ex vicepresidente della giunta camerale. “La scorsa settimana le agricole e Confcooperative si sono riunite: hanno ribadito che il fronte resta compatto e che giocheranno per la presidenza”. 

Nessuna risposta, invece, dal presidente di Coldiretti Mario de Matteo. 

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