Dopo Amiu nominati 5 consiglieri Ataf e Amgas, Mainiero: “Guarda caso, quelli che si sono iscritti in seguito”

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Dopo quelli di Amiu Puglia, nominati ad agosto, Episcopo ha finalmente nominato anche i componenti dei consigli di amministrazione di Amgas e Ataf. Ora, tra le partecipate comunali, manca all’appello soltanto AM Service. Si torna a 5 componenti, dunque, dopo gli amministratori unici dell’era Mongelli e i 3 del periodo Landella. A guidare Ataf sarà il direttore della multisala Mimmo Morsuillo, in quota Partito Democratico. Al suo fianco ci saranno la dottoressa Eliana Mercuri, indicata dall’europarlamentare pentastellato Mario Furore, l’ex presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Foggia Maria Rosaria Gabriella De Santis, il socialista Luigi Iorio e Paolo D’Agnone, candidato alle comunali con Azione Tempi Nuovi. Gli incarichi saranno validi per 3 anni. In Amgas, invece, insieme all’emilianista Luca Vinelli, nominato presidente, ci saranno il dirigente dem Gianluca Ruotolo, Valerio Rodolfo Nestore Ricci, la funzionaria Asl Alessandra Saponaro e l’avvocata neo-pentastellata Sonia Mattalia. Il compenso mensile sarà di 500 euro lordi per il presidente, mentre ammonterà a 325 euro quello da corrispondere a ogni componente del consiglio di amministrazione, per un totale complessivo pari a 1.800 euro, con invarianza di spesa rispetto al previgente assetto amministrativo societario. Le piccole forze del campo largo, però, sono state completamente escluse, e non l’hanno presa affatto bene. 

Puntuale è arrivato il commento del consigliere di minoranza Giuseppe Mainiero. “Secondo la Sindaca Episcopo, le partecipate del Comune di Foggia avevano bisogno di sostituire un amministratore unico con 5 consiglieri di amministrazione”, esordisce nel suo video. “Quindi, che cosa ha fatto la Sindaca, che rappresenta la proprietà?”, chiede sarcasticamente. “Si è riunita con se stessa, e ha pensato di modificare gli statuti”, ironizza. “Dunque, non avremo più un amministratore unico o un consiglio di amministrazione a 3, ma ne avremo uno a 5”, spiega Mainiero. “Ovviamente, per fare questa cosa, Episcopo ha imposto alle società di pagare il notaio per fare questa modifica statutaria”, dice. “Quindi, questa estate è andata da un notaio, e ha deciso di modificare lo statuto di queste società”, afferma. “Ma ha deciso di modificarlo non per efficientarle, non per renderle migliori, non per costruire un’architettura gestionale che consenta a queste ultime di funzionare meglio, ma perché ha deciso che ogni società partecipata non aveva bisogno di un amministratore unico, ma aveva bisogno di 5 consiglieri di amministrazione”, sottolinea.

“Ovviamente, una puntata a parte la faremo sulle modalità con cui il campo largo progressista ha individuato queste personalità, che a detta loro sarebbero dovute essere di alto profilo”, prosegue. “Lo sapete che cosa ha fatto ancora Episcopo?”, incalza. “Siccome il regolamento prevedeva l’iscrizione a una mailing list dove c’erano i professionisti di Foggia che si erano candidati per svolgere l’attività di amministratori di queste società, lei ha deciso di riaprire questa finestra, e guarda caso tutti quelli che ha nominato sono proprio quelli che si sono iscritti solo dopo la riapertura di questo bando”, continua. 

“Allora, cosa è successo?”, prosegue. “È successo che il dirigente Marchitelli - sempre lo stesso, quel funzionario del Comune di Sant’Agata che da noi è venuto a fare il dirigente per oltre 100mila euro all’anno - ha assecondato il desiderata politico di questa amministrazione e ha riaperto i termini, consentendo ad altri soggetti di potersi iscrivere a questa mailing list per essere nominati amministratori, e sempre guarda caso questi che si sono iscritti dopo la riapertura di questo termine sono stati anche selezionati e scelti dalla Sindaca Episcopo, perché - come ben sapete - il campo largo progressista dei Cinque Stelle e del Partito Democratico è quello che guarda sempre e solo al merito, alla legalità, ma che quando amministra poi è questo”, ribadisce. 

“Foggia ripiomba dunque esattamente negli anni più bui di quando è stata massacrata, perché se Foggia è entrata in dissesto è per colpa delle società partecipate, ma siccome la legge impediva a Episcopo di fare quello che hanno fatto negli anni precedenti Ciliberti e Mongelli, ovvero moltiplicare i consigli di amministrazione come fece il centrosinistra dell’epoca, lei ha moltiplicato i consiglieri di amministrazione”, evidenzia. 

“Ha pensato che siccome la legge dice che, se motivata - e lei non l’ha ancora fatto pubblicamente - questa cosa si può fare, allora adesso avremo questa pletora di consiglieri di amministrazione che si occuperanno delle sorti delle nostre società pubbliche”, chiosa. “Poi, che il trasporto non funzioni, che la città sia sporca, buia e disordinata non interessa nulla a nessuno”, conclude. “Ma questa è la democrazia, ed Episcopo ha ricevuto il voto di 36mila foggiani, mentre oltre il doppio non sono andati proprio a votare, e in democrazia accade questo, che se non ti occupi di politica, la politica si occupa di te, ed è proprio quello che sta succedendo, che l’amministrazione Episcopo si sta occupando di noi”. 

Un’ennesima indiscrezione, poi, segnalata al quotidiano l’Attacco da un certo Marco, che non intende specificare il suo cognome, scuote le nomine di Episcopo nelle partecipate. Secondo l’anonimo, o quasi, che tuttavia fornisce alla redazione prove dettagliate a sostegno della sua tesi, e in particolare visura camerale dell’azienda e curriculum vitae del soggetto in questione, il consigliere di Amiu Puglia Fabrizio Baia avrebbe dichiarato di non ricoprire cariche sociali in aziende private - come scritto sul sito della partecipata - mentre risulterebbe invece ricoprire l’incarico di amministratore unico di una società che però risulterebbe essere al momento inattiva. 

Il suo nominativo, sempre a detta dell’anonimo, sarebbe stato fornito dal Movimento 5 Stelle. Contattato da l’Attacco, il consigliere pentastellato Francesco Strippoli ha smentito. “Si tratta di una società in liquidazione, ma non è comunque incompatibile con l’incarico”, assicura. “Perché non ha ricoperto nei 5 anni precedenti incarichi di amministratore in enti, istituzioni, aziende pubbliche, società a totale o parziale capitale pubblico che abbiano chiuso in perdita per tre esercizi consecutivi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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