Sindacati e opposizione all’attacco dell’amministrazione Episcopo, cui chiedono la revoca dell’incarico di dirigente a tempo determinato conferito nei mesi scorsi alla 44enne architetta foggiana Alessia Cordisco. L’incarico dirigenziale ex art. 110 del TUEL dallo scorso 1 luglio, dato dalla sindaca Marida Episcopo all’attuale dirigente dell’Area 8 Rigenerazione urbana PNRR del Comune di Foggia, è servito ad irrobustire gli uffici preporti alla realizzazione degli interventi finanziati nell’ambito del PNRR, ovvero Next Generation EU, insieme alla contemporanea assunzione dell’altra dirigente a tempo determinato Irene Licari, siciliana.
Ma per la Direl, il principale sindacato della dirigenza pubblica, e per l’ex candidato sindaco Giuseppe Mainiero, eletto di minoranza, l’incarico non era conferibile a Cordisco in quanto, a loro dire, mancherebbero i requisiti previsti dalla legge e dallo stesso regolamento interno dell’ente. Un’accusa rivolta sia alla sindaca che al dirigente del personale Giuseppe Marchitelli autore del bando. L’architetta ha svolto soprattutto attività di libera professione, tra cui la lontana esperienza lavorativa col marito di Episcopo, l’ingegnere Massimo Carrozzino. Ma, soprattutto, Cordisco, che è stata funzionaria tecnica presso la Provincia di Foggia e ha lavorato presso il Comune di Bari, ha collaborato nel capoluogo di regione col super assessore a lavori pubblici ed urbanistica Giuseppe Galasso, ritrovato adesso a Foggia.
Ieri pomeriggio si è riunita la segreteria regionale Direl, guidata a livello regionale dal foggiano Micky de Finis ex dirigente di Comune di Foggia e Provincia, per discutere anche coi vertici nazionali e l’ufficio legale sia la revoca della nomina di Cordisco che la revoca in autotutela dei 14 avvisi pubblicati da Marchitelli per procedere a 26 assunzioni tramite procedure di mobilità da altre amministrazioni pubbliche.
Una questione delicata, che richiamerebbe responsabilità di non poco conto. Sono peraltro in corso contatti con i sindacati confederali Cgil,Cisl e Uil per capire se intendono condividere l’azione della Direl. Un’azione che rende ancor più critica la posizione sindacale rispetto all’operato di Episcopo e Marchitelli, già stigmatizzato in precedenti circostanze, e che si inscrive in una situazione che ormai da parecchi mesi non vede convocato il tavolo con le organizzazioni del pubblico impiego.
Ma sulla questione Cordisco, come anticipato su queste colonne sabato scorso, è intervenuto anche il consigliere Mainiero, che ha presentato venerdì 13 settembre una interpellanza urgente ad Episcopo. “Cordisco ha svolto attività professionale dal 2006 al 2020, dove ha svolto anche – o soprattutto da quello che si evince dal curriculum – attività di progettazione e direzione ai lavori di opere pubbliche”, ha scritto Mainiero. “È entrata nel 2021 nella pubblica amministrazione, dopo aver vinto un concorso per funzionario tecnico al Comune di Cari, settore urbanistica. Al Comune di Bari ha lavorato al progetto Costasud (PNRR) per tre anni. Con una procedura di mobilità nel dicembre 2023 si è trasferita presso la Provincia di Foggia – ufficio edilizia scolastica. Nel giugno 2024, attraverso dopo una procedura selettiva ex art 110 del TUEL, si è trasferita al Comune di Foggia. È di tutta evidenza che l’architetta Cordisco è priva del requisito di comprovata professionalità richiesto dalla norma, così come chiarito dalla stessa Corte di Cassazione, la quale nel 2019 ha affermato che un dirigente a contratto, incaricato ai sensi dell’articolo 110 del d.lgs 267/2000, deve essere in possesso di requisiti professionali di spiccatissima eccellenza, non bastando la semplice esperienza professionale di 5 anni, che pur manca essendo stata assunta nella pubblica amministrazione nel 2021 e a nulla rileva l’attività di libera professione”, ha sottolineato Mainiero nell’interpellanza.
“A tal riguardo a nulla rileva la regolamentazione del reclutamento dei dirigenti che è, e resta, materia di potestà legislativa esclusiva dello Stato. Pertanto è illegittimo elaborare regolamenti di organizzazione o, peggio, adottare bandi pubblici che modifichino i contenuti della normativa sugli incarichi a contratto. Gli incarichi a contratto non rivestono il profilo di investitura medievale, nell’esercizio di un potere arbitrario della politica di “creare” il dirigente “di fiducia”, tanto che si possa persino prescindere da requisiti di professionalità benché minimi”.
Insomma, il sospetto avanzato è che si tratti di un caso di amichettismo. “Stando alla lettura dell’art. 19, comma 6, gli incarichi sono conferiti, fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’amministrazione, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato.
Pertanto, non può legittimamente un regolamento di organizzazione contenere previsioni diverse da quelle della norma, nel caso della disciplina del reclutamento di dipendenti pubblici. Risultano chiare le norme di legge e sentenze della Corte Costituzionale per applicare in modo corretto la disciplina degli incarichi a contratto”. Citata anche la Corte dei conti della Lombardia. “C’è, dunque, una giurisprudenza ormai granitica e consolidata che conferma: no, gli incarichi a contratto non sono né un’investitura medievale all’uomo di fiducia dell’organo di governo e nemmeno una progressione verticale. Sulla base del chiaro quadro normativo, si chiede di conoscere i motivi ed i criteri in base al quale è stata selezionata ed individuata l’architetta Cordisco”.
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