Il vero cambiamento è piantare alberi. Settembre, porterà aria fresca, questa è l’unica speranza per i tanti foggiani che per motivi economici o di lavoro non hanno potuto sfuggire al caldo degli ultimi tre mesi di fuoco. Secondo Luca Mercalli, uno dei maggiori esperti internazionali di meteorologia e climatologia, tra 50 anni il 2024 sarà ricordato come l’anno dalle temperature più basse del futuro cinquantennio. Già oggi, Foggia è tra le città più calde d’Italia, di fatto, è come se fossimo scesi di latitudine avvicinandoci all’equatore. L’estate a Foggia è e sarà vissuta sempre di più come una condizione emergenziale in continua crescita, per la posizione geografica, per la fascia climatica in cui ricade, ma soprattutto per l’isola di calore in cui è relegata. L’isola di calore è un fenomeno che si manifesta determinando un microclima notevolmente caldo nelle città, a causa della cementificazione sfrenata e delle pavimentazioni asfaltate, che insieme alle numerose attività umane (pensiamo ad esempio alle decine di migliaia di condizionatori accesi in estate) contribuisce a creare una differenza sia diurna che notturna tra la temperatura della città e la campagna circostante.
Queste temperature possono oscillare tra i due e i quattro gradi in più rispetto alle temperature delle campagne, percepite non più come situazioni momentanee, ma continue e caratterizzanti il periodo estivo. Il riscaldamento globale e la scarsità di acqua, farà il resto e nei prossimi trenta anni renderà i nostri luoghi un inferno climatico, dove vivere significherà adattarsi a condizioni estreme con estati sempre più lunghe e temperature elevate, con scarsa piovosità. Un futuro che porterà allo spopolamento di Foggia e a migrazioni estive forzate per chi potrà permetterselo. Consideriamo, che già è in atto una fuga con circa diecimila abitanti in meno rispetto a venti anni fa e nonostante la forte immigrazione extracomunitaria che controbilancia la negatività dei dati sulla natalità in continuo calo. Quartieri che si svuotano lasciando case vuote e scarse attività commerciali e assenza di servizi, a volte anche quelli essenziali, oramai sono normalità.
Bisogna ripensare una città adeguata ai tempi che viviamo e alle nuove situazioni e onestamente le speranze di molti erano centrate su questo dopo il commissariamento, specie con il coincidente risanamento delle finanze comunali e la conseguente disponibilità di spesa, una occasione da non perdere. La politica in campagna elettorale si è proposta di risolvere queste situazioni, senza annunciare come, ma limitandosi a dichiarazioni di intendi che lasciavano presagire notevoli cambiamenti, almeno come tipo di approccio al problema. Con il titolo del programma “Tutta un'altra storia” mutuato dalla tre giorni del PD a Bologna del novembre 2019, i punti di programma enunciati dal Campo Largo, non sembrano appartenere ai loro convincimenti, piuttosto sono frutto di approssimazione e scelte posticce dovute all’inesperienza e al provincialismo. I punti di programma si dimostrano, nei fatti, completamente estranei alle intenzioni elettorali di questa coalizione: così è emersa tutta la vera “storia”.
Se diamo un occhio (https://www.episcoposindaca.it/programma/) alla ridondante “narrazione” delle “storie” proposte in campagna elettorale con il programma di coalizione, non poche sono le citazioni a tematiche ambientali tra cui si distinguono al punto 7.3 (intitolato “Natura”) i riferimenti all’effetto Isola di Calore e al punto 2 (attrattività), a proposito di investimenti in progetti di rigenerazione urbana. Ma il Campo Largo ha davvero intenzione di andare, in questa direzione? Oggi esiste un sistema semplice e relativamente economico, per mitigare l’effetto delle isole di calore e del cambiamento climatico, nelle città: piantare alberi! Ma questa sembra una opzione difficilmente realizzabile ed è l’ultimo dei pensieri in questo momento per gli amministratori locali. Eppure la forestazione urbana rappresenta l’unico deterrente alla cementificazione e all’innalzamento delle temperature. Non basta piantare alberi nei parchi e giardini di Foggia, che pure sono desolanti per la scarsità e le cattive condizioni degli alberi esistenti, c’è bisogno di istituire nuove regole per aree di parcheggio, che devono essere tutte alberate o per nuove costruzioni che devono avere ancora più alberi di quelli che abitualmente sono piantati per “arredo urbano”. Ospedali, Scuole, ma anche zone mercatali, artigianali o industriali devono essere immerse nel verde degli alberi, altrimenti in pochi anni la città di Foggia avrà grossi problemi di vivibilità.
Ciò presume un cambiamento culturale e un adeguato investimento non solo economico ma di personale addetto alla programmazione e al mantenimento delle aree verdi. Non si può lasciare alle gare d’appalto e quindi ai privati la gestione ed il controllo di un patrimonio che va tenuto con cura e organizzato sin dall’impianto. Tranne due associazioni - il WWF e Università Verde di Capitanata - a Foggia non si levano voci a difesa di questi spazi o per l’impianto di nuovi alberi, purtroppo constatiamo che le altre associazioni ambientaliste sono come dissolte in presenza di un’amministrazione di centrosinistra. I Campi Diomedei sono un chiaro esempio di come un programma elettorale può essere messo da parte in presenza di “altre Storie”. Nel mese di maggio annunciata dalla Sindaca e dall’Assessore Galasso già la prima variante: “Campi Diomedei accoglie l'opera che onora Luisa Fantasia”, vittima di mafia. Purtroppo non si conoscono dettagli su dimensioni dell’opera e sulla sua collocazione che comunque avverrà nei Campi Diomedei. Poi di recente, sempre con annuncio della Sindaca, dell’Assessora Amatore e dell’Assessore Galasso è stata presentata, la realizzazione dell’opera di un famoso artista e concittadino: Felice Limosani. Che rappresenta “due cuori pulsanti su altrettanti tralicci di circa 25 metri in piena risonanza con il messaggio della Bolla Pontificia del 9 maggio scorso, con cui Papa Francesco ha indetto il Giubileo 2025, ‘Spes non confundit’ (la speranza non delude)”.
I due annunci sono già esplicativi di un metodo discutibile e cioè che è possibile cambiare la destinazione di un luogo anche se in presenza di vincoli della Sovraintendenza Archeologica e vincoli ministeriali. Per fare questo si mette da parte l’Assessora competente per il Verde Pubblico (evidentemente non entusiasta di questi magheggi) e vengono incaricati Assessore alla Cultura e Assessore ai Lavori Pubblici di presenziare agli annunci su progetti e commissioni che nulla hanno a che fare con le regole di democrazia. L’intento pare di una mostruosa ingenuità, spostare l’attenzione su un progetto di Parco Archeologico immerso nel verde, verso progetti culturali, per cui il fine giustificherebbe il non rispetto dei vincoli. Una scelta che prevede l’uso di una Commissione Scientifica nominata dalla Giunta per verificare la fattibilità delle modifiche in corso d’opera per dare spazio ai Cuori Pulsanti e chi sa a cos’altro ancora. Due tralicci umanizzati e sormontati da due cuori luminosi, con un messaggio che lascia a dir poco perplessi: “l’opera diventa così un invito a rivolgere in alto i nostri cuori in segno di unione e speranza, alimentando il dialogo giubilare e con l’opportunità di rientrare tra le attività patrocinate nel calendario ufficiale degli eventi celebrativi nazionali” spiega l’Assessore Galasso, ringraziando i “mecenati finanziatori”, che in un’epoca in cui prevale l’apparire, prediligono riservatezza ricordandoci che esiste e c’è ancora chi la pratica”.
Questo elogio della riservatezza, lanciato dall’Assessore ai lavori pubblici, dalla stampa definito come “un pezzo del modello Decaro a Foggia” lascia sconcertati. Dopo anni di dissesto finanziario, commissariamento, scioglimento del Consiglio per Mafia e dopo gli arresti per mala gestione sugli appalti, che fanno seguito a fallimenti di municipalizzate e gestione allegra della cosa pubblica, l’Assessore Galasso sceglie insieme alla Giunta la strada della riservatezza. A dispetto del programma di coalizione che richiama ad una maggiore responsabilità rispetto ai Cittadini sul come ricostruire un’amministrazione lontana da abitudini di scelte verticistiche e non condivise, così come promesso dal punto 3 (trasparenza) sino al punto 3.5. “La luce del sole sarà il miglior deterrente contro qualsiasi attività illecita”. Questa la frase chiave del programma a proposito della trasparenza amministrativa da adottare, che sembra distante anni luce dalla realtà dei “mecenati finanziatori” che non solo possono essere persone interessate da situazioni di conflitto, ma la cosa che più preoccupa sono le possibili cessioni di potere conseguenti le donazioni, cioè la loro possibile partecipazione a scelte sulla Città, che ai finanziatori non competono per ruolo, per possibili incompatibilità o per appartenenza a lobby economiche o politiche, questo per restare nel campo delle ipotesi lecite.
Le due funzioni per cui sono stati ottenuti i finanziamenti Europei e Regionali che oramai dovrebbero aver superato ampiamente gli otto milioni di euro sono: 1) realizzare un Parco Archeologico dove si potranno vedere dal vivo gli insediamenti umani di circa seimila anni fa; 2) la nascita di un Parco Urbano che serva ai Cittadini di Foggia per mitigare gli effetti dell’isola di calore. In fase progettuale gli spazi dedicati alla vegetazione dai progettisti furono minimi, forse non pensavano di essere in una città con il più alto vento medio in Italia e con le temperature proprie delle zone calde che in presenza di spazi aperti si tramutano in zone aride anche se si provvede all’utilizzo di un impianto idrico che preleva acqua da sei pozzi artesiani. Tuttavia l’errore è rimediabile, basta piantare diverse migliaia di alberi per coprire l’intero parco. A quanto pare questo non si può fare dicono gli Assessori alla stampa, bisognerà prima terminare le opere finanziate poi si provvederà eventualmente ad un incremento di piante e di luci. E allora perché inaugurare quello che oggi, nella migliore delle ipotesi, sembra un campo da golf se i lavori non sono terminati? Le strutture di copertura previste sulle aree archeologiche quando saranno edificate? Tutto è avvolto da un’aura di mistero, mancano tre mesi alla fine dell’anno e nessuno conosce le eventuali modifiche al progetto originale, così come nessuno conosce la eventuale collocazione delle opere artistiche annunciate.
Il rischio è il blocco dei lavori, un atteggiamento incomprensibile quello della Giunta che cerca di riempire gli spazi a scapito del verde ancor prima di completare il parco. Le due torri per essere installate hanno bisogno dei pareri della Commissione Scientifica per cui sono stati stabiliti 15 giorni più altri eventuali quindici giorni per la relazione conclusiva che dovrà passare in Giunta e poi nel Consiglio Comunale. Una volta ottenuto il parere favorevole sull’installazione si passerà all’iter del rilascio dei permessi da parte di una serie di Enti, come normalmente si fa per qualsiasi costruzione e con i pareri della Sovrintendenza. Il dubbio di trovarsi di fronte ad un’opera senza fine è concreto, come una fabbrica di San Pietro i lavori si susseguiranno uno dopo l’altro e se si pensa ai lavori di riammodernamento dell’attiguo Teatro Mediterraneo molti degli ettari saranno completati e fruibili forse in un altro Giubileo ma non nel 2025. Gli Assessori, in rappresentanza della Giunta, escludono in questa fase l’implementazione dei lavori in esecuzione, escludendo la piantumazione di nuovi alberi.
Eppure propongono i tralicci dai cuori pulsanti, i tralicci avranno bisogno ognuno di un plinto in cemento armato che prevede scavi armatura e gittata, prima di installare i tralicci, come mai un lavoro così complesso può essere eseguito in simultanea con la fine dei lavori e gli alberi non possono essere piantati? Poi concludono con una tipica presa in giro: “La partecipazione, l’inclusione, il confronto sono i pilastri su cui si regge l’azione amministrativa che abbiamo avviato: per questo abbiamo avvertito l’urgenza di questa ulteriore comunicazione, nel rispetto di tutte le opinioni ma per fornire a cittadini e addetti ai lavori tutti gli elementi per una discussione costruttiva”.
Ma qui di costruttivo c’è solo la certezza che il caldo nei prossimi anni sarà un problema dei foggiani. Questa Amministrazione sembra aver preso ad esempio il Marchese del Grillo (interpretato da Alberto Sordi) non ascolta nessuno e sembra continui stancamente a ripetere che “Io so’ io e voi non siete….”.
(Franco Dicesare)
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).