Un mese di tempo per lasciare Parcocittà. Come anticipato da l’Attacco nell’edizione odierna, la dirigente del Servizio cultura del Comune di Foggia, Silvia Siciliano, ha firmato il 18 settembre scorso la nota con cui ha chiesto formalmente all’Ats Progetto Parcocittà la riconsegna dell’immobile concesso in comodato d’uso della struttura di servizio anfiteatro situata all’interno di Parco San Felice. Una concessione scaduta ormai nel lontano 2020, come segnalato più volte dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare il quale ha anche evidenziato le violazioni della convenzione.
“Acclarato l’occorso termine di durata della concessione pluriennale dell’immobile di proprietà comunale sito all’interno di Parco San Felice, si chiede preliminarmente di voler provvedere alla riconsegna dello stesso previo accertamento in contradditorio del rispetto delle condizioni contrattuali”, ha scritto Siciliano.
“A tal fine l’ATS vorrà consentire allo scrivente Servizio, unitamente agli uffici tecnici del Patrimonio e dei Lavori Pubblici, di eseguire le doverose verifiche tese a cristallizzare lo stato dei luoghi, la ristrutturazione degli immobili, lo stato di attivazione e pagamento utenze insistenti sul sito, pagamenti, eventi, sponsorizzazioni, ricavi e quanto altro ritenuto necessario, anche in vista delle determinazioni ed indirizzi da assumere per il futuro del centro polivalente Parcocittà, quale presidio di legalità della città di Foggia. Si precisa che al termine delle operazioni di verifica, e a seguito degli indirizzi che verranno formulati in proposito dall’amministrazione comunale, verrà fissata la data per la riconsegna dell’immobile, impregiudicata la necessità di garantire il presidio della struttura, prestato sinora sul centro polivalente. Al riguardo si richiede di voler presentare una relazione conclusiva del rapporto concessorio dalla quale evincere – in ossequio alle disposizioni contrattuali – i rimborsi incassati dall’ATS per l’uso della struttura a terzi, pagamento delle utenze, eventi realizzati soggetti a sbigliettamento, certificati e collaudi, ed eventi già programmati per il futuro onde evitare criticità alla cittadinanza che confida nei servizi, attività e spazi offerti all’interno di Parco San Felice”, ha concluso Siciliano.
Netta l’opposizione di centrodestra, rappresentata dai consiglieri comunali Claudio Amorese, Raffaele di Mauro, Maurizio Accettulli, Franco Nunziante, Gino Fusco, Marco Pellegrino, Concetta Soragnese e Pasquale Rignanese. “Parcocittà è gestito abusivamente”, affermano. “Lo certifica la nuova dirigente alla Cultura, la dottoressa Siciliano, in una nota con cui avvia l’iter per la riconsegna dell’immobile concesso in comodato d’uso all’interno di Parco San Felice, per ‘acclarato termine della durata concessione’. Semplicemente avevamo ragione! Abbiamo ripetutamente denunciato questa situazione di illegittimità, anche sulla base delle diffide di revoca dell’affidamento da parte del responsabile dei Servizi finanziari, dottor Dicesare, che ha evidenziato diverse inadempienze ammnistrative. Volture delle utenze non eseguite o solo parzialmente, sublocazione a terzi non consentita, contributi ricevuti senza titolo ed in elusione alla convenzione, elenco e rendicontazione delle attività mai effettuati. Un luogo definito presidio di legalità in cui tutti noi abbiamo creduto lodandone le iniziative ma gestito da anni illegittimamente. Anche in un recente passato si sono svolte numerose iniziative gestite da terzi ma senza autorizzazione. Attività svolte da numerose associazioni e attori del territorio che abbiamo in alcuni casi anche sostenuto e che si sono prodigati per la nostra città ignari però di una gestione poco trasparente e affidata a elettori di questa amministrazione”, continua il centrodestra.
“Ed è qui che bisogna concentrarsi in quanto, come diceva qualcuno ‘a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca’. E’ così è stato. Cosa ha fatto in un anno intero l’amministrazione? Perché non è stato attivato alcun controllo? Perché, dopo le numerose richieste di revoca dell’affidamento la sindaca e l’assessora alla Cultura (la piddina Alice Amatore, ndr) hanno omesso ogni forma di controllo e non hanno fatto avviare il procedimento di revoca dell’utilizzo del bene? Numerose le omissioni in atti di ufficio che meritano una riflessione e l’avvio di una valutazione politica. Senza dimenticare che durante la campagna elettorale quel luogo è stato utilizzato per fini elettoralistici ed oggi siamo arrivati a questa situazione incresciosa grazie al centrosinistra e ai suoi interessi. In questo contesto riteniamo che l’amministrazione non sia più credibile. La trasparenza ed il vessillo della legalità tanto sbandierati si sono sciolti come neve al sole per non intralciare il cammino dei propri sostenitori. Come può una città fidarsi e affidarsi a chi intende la cosa pubblica come una questione privata? La sindaca Episcopo si assuma la responsabilità di questa incresciosa situazione e vi ponga rimedio attuando azioni rapide ed efficaci. Altresì senza indugio si liberi il bene scongiurando un utilizzo improprio della struttura garantendone il presidio e la vigilanza in attesa di deciderne le sorti attraverso un avviso pubblico. Continueremo a dare il nostro contributo per la crescita della città ma non siamo disponibili a sottacere queste gravi violazioni nella gestione della cosa pubblica e denunciamo atteggiamenti palesemente omissivi con cui si manifesta la legalità a corrente alternata a seconda del destinatario”, concludono i consiglieri di centrodestra.
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