Un mese di tempo per riconsegnare Parcocittà, l’anfiteatro/struttura di Parco San Felice, al Comune di Foggia, verificando lo stato dei luoghi e le somme non versate all’ente come invece prevedeva la convenzione scaduta da anni. A metter fine alla totale inerzia amministrativa, da parte dell’amministrazione Episcopo e del dirigente Giuseppe Marchitelli, protrattasi nell’imbarazzante situazione di conflitto di interessi dell’assessora alla cultura Alice Amatore (Pd), ci hanno pensato il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare e la nuova dirigente del Servizio cultura Silvia Siciliano, che hanno avviato l’iter per la riconsegna del bene al Comune. Un avvio formalmente firmato da Siciliano, sulla base di quanto scritto da Dicesare lo scorso 6 settembre. Dopo aver invano sollecitato l’ente ad attivarsi negli scorsi anni, il dirigente ha scritto un’ulteriore segnalazione sulla situazione ormai illegittima nata nel 2014 dal rapporto concessionario con un gruppo di associazioni facenti capo al piddino Peppino D’Urso, ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese.
“Con deliberazione di giunta comunale del 21 maggio 2014 si deliberò di aderire al Progetto Parcocittà, proposto dalla APS Energiovane, soggetto capofila di una ATS in partnership con altre associazioni e concedendo in uso il bene-struttura di servizio anfiteatro/Parco San Felice per le attività da svolgere per la durata di cinque anni”, ha scritto Dicesare. “Con concessione in comodato stipulata il 2 novembre 2015, questo ente concesse alla ATS il bene situato all'interno del parco urbano San Felice, con scadenza fissata al 2 novembre 2020. Premesso che la concessione in uso del bene potrebbe essere stata autorizzata impropriamente con deliberazione della giunta comunale, anziché con deliberazione di consiglio comunale, ai sensi dell’art. 42 TUEL, preme in questa sede sottolineare soprattutto la gravità e la criticità di numerose inadempienze che negli anni si sono palesate in relazione al rapporto concessionario con la ATS Progetto Parcocittà”, ha evidenziato il dirigente.
In particolare, la violazione reiterata degli artt. 1 e 6 della concessione. “Non è stata riversata all’ente l’intera somma corrispondente alla percentuale degli incassi per gli eventi gestiti nella struttura concessa in uso o che, in ogni caso, quanto versato ad oggi (pari a soli 256,71 euro dal 2016 al 2021, 111 euro per il 2022, 111 euro per il 2023) è assolutamente risibile in rapporto alla valutazione economica del bene concesso ed ai basilari principi di oggettività, prudenza, ragionevolezza e attualità”, ha segnalato Dicesare.
“Sembrerebbe poi che l’ATS concessionaria continui a concedere la struttura anfiteatro a terzi per spettacoli ed eventi non autorizzati ed a fronte di entrate economiche elusivamente non dichiarate all’ente proprietario. Una sostanziale sublocazione, del tutto illegittima, della quale questo ente non è formalmente a conoscenza. Nei fatti, innumerevoli sono gli eventi non autorizzati dal Comune organizzati da soggetti esterni alla convenzione in essere che, a fronte dell’utilizzo della struttura, riconoscono al concessionario somme di denaro sotto forma di “contributo libero” o incamerando bonifici a seguito di emissione di “fattura/ricevuta fiscale”.
Nulla è stato riversato all’ente. Il dirigente ha ricordato che, a novembre e dicembre 2021 (dunque nella stagione “legalitaria” del Comune commissariato post scioglimento per mafia), fu chiesto e, poi, sollecitato al concessionario “di comunicare l’elenco di tutte le attività svolte/realizzate dallo stesso o da soggetti terzi, dal 1° gennaio 2020 ad oggi, ed altresì di comunicare analiticamente per ogni evento svolto/realizzato gli incassi percepiti e la percentuale degli stessi riversata all’ente per quanto stabilito nella concessione”. Note a cui “si è dato un riscontro parziale”.
E, ancora, non risulta “effettuata a carico dell’ATS Parcocittà la voltura di una delle utenze”, né “risultano ancora avviate le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione della struttura, nonostante la concessione sia scaduta nel 2020”. Ecco perché, “tenuto conto di quanto chiaramente stabilito nel regolamento per la concessione e l’utilizzo dei beni immobili del patrimonio del Comune di Foggia, approvato con deliberazione della commissione straordinaria del 16 giugno 2022, si evidenzia la violazione degli articoli 4 e 13 ed in particolare dei seguenti dettati: “in ogni caso il rinnovo non è mai tacito e deve essere sempre formalizzato con un nuovo contratto”; “alla scadenza prevista l’immobile deve essere riconsegnato all’amministrazione comunale che dovrà verificare lo stato dei luoghi”.
Dicesare ha infine richiamato la norma che rimarca la maggiore gravità dei danni erariali cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente nella pubblica amministrazione. Netta la conclusione: “Si invitano i Servizi interessati ad attivare senza indugio: la procedura di riconsegna del bene immobile oggetto di concessione per rimettere lo stesso nella immediata disponibilità dell’ente, con annessa verifica dello stato dei luoghi, verifica che dovrà certificare anche la ristrutturazione degli immobili ed il loro adeguamento alle norme vigenti per lo svolgimento dei servizi, così come previsto dall’originario progetto Parcocittà; ogni utile iniziativa finalizzata alla verifica delle attività svolte ed al conseguenziale recupero delle somme oggetto della convenzione ed indebitamente trattenute dal concessionario anche tenuto conto del decorrere dei termini decadenziali”.
Di fronte alla nota del dirigente dei Servizi finanziari (inviata a sindaca, segretario generale, dirigente de Siciliano non è rimasta inerte, come invece fatto da chi l’ha preceduta (Marchitelli, fedelissimo di Episcopo), ma ha adottato un proprio atto per dare effettivamente l’avvio alla riconsegna del bene.
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