Un nuovo caso investe l’amministrazione Episcopo e il fedelissimo della sindaca, il capo di gabinetto e dirigente del personale Giuseppe Marchitelli. Il funzionario di Ragioneria di Sant’Agata di Puglia, arrivato nel Comune capoluogo prima come presidente dell’OIV su nomina dell'ex sindaco Franco Landella e poi diventato dirigente a tempo determinato prorogato (e auto-stabilizzatosi nel piano triennale del personale), era già finito al centro delle polemiche per alcuni errori ed omissioni di peso, nonostante i quali era sempre stato difeso dalla prima cittadina, a quanto pare legata da antica amicizia alla famiglia Marchitelli. Il dirigente è diventato non solo la persona più fidata di Marida Episcopo nella tecnostruttura ma anche quella che la accompagna in giro per l’Italia, come avvenuto all’Anci a Torino o a Milano.
La vicenda più grave è stata l’inerzia sulle partecipate e sulle assunzioni, che ora sta determinando una fretta deleteria per concludere i concorsi con un’unica prova, il quiz a risposte multiple e che ha impedito negli ultimi anni all’ente di irrobustire il carente organico. L’ultimo caso riguarda l’incompatibilità tra ruoli fiduciari e gestionali nella pubblica amministrazione, sollevato rispetto a Marchitelli dall’eletto di minoranza Gino Fusco, ex meloniano.
“E 'emerso un caso di potenziale violazione delle norme in materia di separazione tra incarichi fiduciari e gestionali nella pubblica amministrazione, che coinvolge la figura del capo di gabinetto della sindaca di Foggia”, afferma Fusco. “Tale incarico, tradizionalmente di natura fiduciaria e politica, risulta cumulato con quello di dirigente del personale, una funzione di carattere strettamente gestionale e amministrativo. Difatti, la normativa vigente stabilisce chiaramente la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Il capo di gabinetto è un ruolo fiduciario disciplinato dall’articolo 90 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), che consente l’assunzione di persone di fiducia del sindaco per attività di supporto politico e amministrativo. Il dirigente del personale, invece, è responsabile della gestione delle risorse umane, una funzione che richiede imparzialità, indipendenza e rispetto delle norme amministrative, come previsto dall’articolo 107 del TUEL. L’incompatibilità tra i due ruoli è stata ripetutamente ribadita dalla Corte dei conti e dalla giurisprudenza amministrativa, che sottolineano il rischio di conflitti d’interesse e il pericolo per i principi costituzionali di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione (articolo 97 della Costituzione). La Corte dei Conti ha più volte evidenziato che le funzioni gestionali devono essere affidate a dirigenti selezionati tramite concorso pubblico. L’attribuzione di funzioni gestionali a figure di nomina fiduciaria è contraria ai principi di trasparenza e imparzialità. Nel Comune di Foggia, la scelta di affidare al capo di gabinetto anche il ruolo di dirigente del personale rappresenta una grave anomalia amministrativa, in contrasto con i principi sanciti dalla normativa vigente e dalla Corte dei conti. Tale situazione può comportare: censure e rilievi da parte della Corte dei conti e di altri organi di vigilanza; nullità degli atti amministrativi adottati in conflitto con il principio di separazione delle funzioni; responsabilità erariale per eventuali danni derivanti da questa configurazione irregolare. Invito l’amministrazione di Foggia a risolvere immediatamente tale incompatibilità, separando formalmente i due incarichi. Il ruolo di dirigente del personale dovrebbe essere assegnato a un soggetto terzo, selezionato attraverso le procedure concorsuali previste dal TUEL e dalle norme sul pubblico impiego”, conclude Fusco.
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