Il 2024 si è concluso lasciando l’ente Parco nazionale del Gargano nella condizione di stallo e di assenza di organi che va avanti da sin troppo tempo. E’ scaduto il 31 dicembre il mandato commissariale dell’ex presidente Pasquale Pazienza, che sarà prorogato fino alla nomina del nuovo presidente da parte del ministro dell’ambiente, il forzista Pichetto Fratin. Nei mesi scorsi sembrava che il centrodestra avesse trovato la giusta compattezza per sostenere la nomina dell’azzurro foggiano Raffaele di Mauro, sul quale c’era stata la convergenza anche di Fratelli d’Italia in considerazione di due aspetti significativi: le dimissioni di di Mauro dal consiglio comunale di Foggia avrebbero fatto scattare il seggio in favore del meloniano Salvatore de Martino e in più FdI avrebbe espresso un proprio nome garganico nel nuovo consiglio direttivo dell’ente Parco. Ma la situazione si è impantanata dopo il recente dietrofront di di Mauro rispetto alle dimissioni, dopo aver verificato che l’incompatibilità riguarda solo i Comuni rientranti nell’area del PNG e dunque non anche la città capoluogo. I beninformati riferiscono che Raffaele di Mauro non sia più intenzionato a liberare il posto per de Martino, il cui ingresso in aula consiliare verrebbe salutato con grande apprezzamento dai vertici provinciali di FdI, che hanno come obiettivo la crescita a Foggia, specie in considerazione del recente scollamento di Maurizio Accettulli (come avvenuto in consiglio provinciale) e dei mancati e preventivati approdi di altri eletti, che preferiscono restare indipendenti o in altri gruppi. Il risultato del passo indietro di di Mauro è che FdI non pare più intenzionata a sostenerlo.
Che fare allora? Secondo i rumors che trapelano dai meloniani, rischia di profilarsi una strategia completamente diversa da quella vista finora per il Parco del Gargano: la tentazione, nel partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sarebbe confluire sulla proposta del coordinatore provinciale dei civici emilianisti di CON Rosario Cusmai, il quale avrebbe chiesto che il centrosinistra abbia la presidenza dell’ente con sede a Monte Sant’Angelo, lasciando al centrodestra la scelta del vertice del Parco nazionale dell’Alta Murgia.
Una prospettiva che sarebbe del tutto nuova rispetto alla storia dei due enti: se nel PNG hanno sempre prevalso logiche legate al Governo nazionale, per l’Alta Murgia è stata la Regione Puglia a prevalere. Lo “scambio” tentato da Cusmai e a cui starebbero pensando pure i meloniani non piacerebbe di certo a Francesco Tarantini, ex presidente di Legambiente Puglia e presidente uscente (con ottimi risultati) del Parco dell’Alta Murgia in quota al centrosinistra. Questo inedito accordo, qualora davvero andasse in porto favorito dal disgregato centrodestra di Capitanata, potrebbe condurre ad un presidente emilianista per il Parco garganico e ad un vertice meloniano per l’Alta Murgia.
Chi chiede con forza di fare presto sono i sindaci del Promontorio, che hanno lanciato numerosi strali contro il Ministero per il mancato completamento delle nomine relative al consiglio direttivo. Dal lontano 2020 l’ente gestisce una valanga di fondi pubblici in forma monocratica: nell’assenza del consiglio direttivo, della giunta esecutiva e del direttore effettivo, Pazienza governa in totale solitudine, col fido Vincenzo Totaro direttore facente funzioni mai rimosso nonostante dovesse trattarsi di un incarico temporaneo.
Gli ultimi atti adottati a fine anno dal docente Unifg e da Totaro interessano svariate questioni. Sono stati impegnati 15mila euro nel dare avvio alle fasi preliminari alla esecuzione del protocollo di intesa tra l’ente Parco e il dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Napoli Federico II; è stato approvato il progetto di valorizzazione della cultivar ogliarola garganica denominato “L’oro del Gargano”, per una spesa di 37.966,40 euro.
Ben più cospicuo l’importo di due interventi: sono stati stanziati 1.498.386,12 euro (comprendenti fondi del Ministero dell’ambiente) per la manutenzione straordinaria e il ripristino dei muretti a secco nell’area protetta di Mattinata e Monte Sant’Angelo; altri 2.060.147,27 euro (pure fondi ministeriali) saranno spesi per “interventi finalizzati al ripristino delle infrastrutture verdi - rete sentieristica del Parco nazionale del Gargano”, che mira a realizzare il Catasto dei sentieri del PNG, uniformare le indicazioni della rete sentieristica a quella del CAI, migliorare le condizioni di sicurezza degli escursionisti, aumentare l’attrattività turistico-ricettiva e naturalistica-scientifica all’interno delle aree ricadenti nel Parco. Riguarda, invece, il recupero dei sette trabucchi di Peschici lo stanziamento di 106.004,30 euro che fa seguito al progetto redatto dal professionista incaricato dall’ente, l’architetto peschiciano Sergio Afferrante. Con ulteriori 145.190 euro è stata incrementata la spesa, causa una variante, per la realizzazione della pista ciclo-pedonale Isola Varano nell’area protetta di Cagnano Varano e Ischitella, con lavori affidati alle imprese di Cagnano Cogemar srl e Imbres srl per 1.525.920 euro oltre Iva e oneri di sicurezza.
Con 50mila euro si faranno attività di educazione e sensibilizzazione su temi ambientali coinvolgendo gli istituti scolastici, mentre agli interventi in favore della biodiversità sono stati destinati 631.642,73 euro (con vari progetti esistenti da tempo sugli impollinatori, sui lupi e su chirotteri e agroecosistemi mediterranei); ammonta invece a 79mila euro la cifra stanziata per azioni per la conservazione degli habitat e della fauna protetta nelle aree SIC e ZPS.
Tra i molteplici atti adottati a fine 2024 dal PNG c’è anche uno inerente al Parco dei dinosauri, col riconoscimento al Comune di San Marco in Lamis di 25.754,81 euro a titolo di quota parte (il 30% dell’80%) dei ricavi derivanti dalla bigliettazione per le annualità 2017-2023. Non è stata invece riconosciuta la pretesa creditizia vantata dal Comune garganico di 10.352,16 euro secondo il Comune dovuta per il rimborso delle spese anticipate per il pagamento delle utenze idrica ed elettrica relativamente alle annualità 2017 e 2018). Contro l’ingiunzione di pagamento dello scorso ottobre, il PNG ha proposto ricorso tramite l’Avvocatura dello Stato e il giudizio risulta ancora pendente. Il vecchio gestore sammarchese Gruppo Speleologico Montenero srls, stando ai bilanci depositati, durante gli esercizi finanziari 2017-2018 ottenne ricavi derivanti dalla bigliettazione per complessivi 49.229,19 euro, da cui 11.815 euro (30% dell’80%) dovuti dal PNG al Comune. Poi, nel 2019 la gestione passò alla Green Solutions srls di San Giovanni Rotondo, che per il periodo 2019-2023 ha dichiarato di aver introitato dai biglietti di ingresso al sito complessivamente 58.082,50 euro, da cui gli ulteriori 13.939,80 euro del PNG al Comune come da atto di concessione.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).