Processo Amica, la giudice striglia il Comune che continua a non decidere: “Motivi come intenda chiudere”

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L’ormai famigerata “inerzia amministrativa” e l’incapacità di decidere, che hanno caratterizzato il primo anno dell’amministrazione Episcopo a Foggia, segnano anche l’avvio del 2025. E a dirlo, stavolta, non è uno scomodo dirigente comunale o un oppositore consiliare, e nemmeno la stampa, bensì un giudice del Tribunale daunio. Il caso riguarda uno dei tre procedimenti giudiziari pendenti legati ad Amica spa, la municipalizzata fallita del servizio di igiene urbana. Il procedimento più rischioso per Palazzo di città, in corso di svolgimento presso il Tribunale di Bari sezione speciale imprese, con giudice Giuseppe Marseglia, partiva dal mega importo di 57.753.000 euro, importo ridotto dalla CTU a 27.498.334,25 euro. E’ attesa infatti tra febbraio e marzo la sentenza di primo grado. C’è poi un secondo procedimento, davanti alla giudice Francesca Siciliani del Tribunale di Foggia, che vale 4.150.463,57 euro e per cui si è in attesa della decisione dal 24 giugno scorso.

Infine c’è la causa pendente davanti alla giudice Giacoma Fanizza della prima Sezione civile del Tribunale di Foggia, riguardante una richiesta di 3.262.722,24 euro, oltre interessi sino al soddisfo. E’ a questo procedimento che si fa riferimento: c’era attesa per l’udienza fissata per il prossimo 17 gennaio, dopo i tanti rinvii chiesti ed ottenuti dall’ente comunale, ma lo scorso 2 gennaio la giudice Fanizza ha rinviato ulteriormente, stavolta al 3 aprile, per acquisire gli atti della pubblica amministrazione. Quanto scritto dalla magistrata dà parecchio da pensare: “Ad oggi, non è pervenuta dal Comune di Foggia - in persona del sindaco pro tempore - alcuna notizia relativa alle determinazioni miranti alla concreta definizione del complesso procedimento indicato unitamente ad altri pendenti tra le stesse parti”, E’ stato disposto il rinvio “considerato che la definizione delle liti in corso tra le parti sarebbe opportuna e conveniente” e “ritenuto di dover esaminare il percorso seguito dall’ente nella valutazione della proposta, proprio alla luce della necessità della P. A. di agire attraverso atti formali portati al vaglio della giunta, che oltre a sostanziarsi in una valutazione di opportunità e convenienza debbano necessariamente contenere lo sviluppo, per iscritto, di puntuali e circostanziate motivazioni, sia in relazione al rifiuto della proposta del giudice, che della eventuale formulazione – da sottoporre alle altre parti - di una propria rimodulazione definitoria, anche ai fini del successivo controllo della Corte dei conti”.

Affermazioni che hanno il sapore di un ultimatum per Palazzo di città, che ha già fatto slittare numerose volte le udienze. A settembre, ad esempio, era prevista l’assunzione dei mezzi di prova ma non si tenne dopo l’ennesima richiesta in tal senso avanzata dal Comune.

Proprio rispetto a quest’ultimo contenzioso tutte le parti si sono espresse da molti mesi in favore della proposta transattiva della giudice, pari a circa 2.812.000 euro (con spese legali compensate e interessi non riconosciuti), tranne l’amministrazione Episcopo, che continua a prendere tempo. La controversia sorta nel 2015 riguarda, oltre al Comune e alla curatela fallimentare Amica spa in liquidazione, anche diversi ex amministratori e dirigenti comunali (gli ex sindaci Orazio Ciliberti e Gianni Mongelli, Angelo Benvenuto, Ferdinando Corvino, Fernando Biagini, Italo Pontone, Matteo Ercolino), oltre agli assicuratori.

“Le parti potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo in questa sede, per ragioni di opportunità e di economia processuale”, scrisse la giudice ad aprile 2024, richiamando quanto affermato dal predecessore giudice Paolo Rizzi nel 2019 in favore della transazione, facendo intendere l’alto rischio di soccombenza per Palazzo di città. Fanizza assegnò alle parti il termine del 18 aprile 2024 per il raggiungimento di un accordo amichevole sulla base di tale proposta. “Il Comune di Foggia ha in corso con la curatela attrice altri contenziosi che, oltre a richiedere comunque una valutazione complessiva, ai fini di una eventuale definizione transattiva ed effettivamente tombale dei rapporti fra le parti, risultano, ad avviso del Comune, sovrapponibili nelle domande proposte comportando anche il rischio di una duplicazione nell’eventuale riconoscimento delle ragioni di credito avanzate”, scrisse l’allora dirigente dell’Avvocatura Angela Paradiso nella prima istanza di rinvio. “La valutazione complessiva richiede, pertanto, un’approfondita ed articolata attività da parte dell’ente, anche alla luce della necessità per una pubblica amministrazione di agire attraverso atti formali, che non possono sostanziarsi genericamente in una mera valutazione di opportunità e convenienza, risultando, invece, sempre necessario lo sviluppo di una puntuale e circostanziata motivazione, anche ai fini del successivo controllo della Corte dei conti. Alla luce di tanto, si richiede pertanto una proroga del termine concesso. In subordine, in ogni caso, e ferma la piena convinzione delle difese svolte in giudizio, si fa presente che la proposta, così come formulata, non è allo stato valutabile da parte del Comune”. Poi, il 13 settembre, la nuova istanza del Comune: “Non si è ancora pervenuti ad un accordo amichevole, idoneo alla definizione del complessivo contenzioso. Per tale ragione e per quanto più ampiamente esplicato nell’istanza di aprile, è richiesta la concessione di un ulteriore rinvio, al fine di consentire all’amministrazione convenuta di assumere determinazioni in merito”. Lo scorso 17 settembre la giudice, alla luce delle due istanze di differimento formulate dal Comune, “auspicando la realizzazione di approfondita, articolata e motivata attività da parte dell’ente, anche ai fini del successivo controllo della Corte dei conti”, concesse il rinvio al 17 gennaio 2025, “esortando gli istanti ad assumere determinazioni in merito”. Insomma, tutte le altre parti hanno già deciso da tempo ed attendono che l’ente comunale porti in consiglio la vicenda per deliberare sull’accettazione, o meno, della proposta transattiva. Lo stallo del periodo commissariale è stato seguito dalle mancate decisioni dopo il ritorno dell’ente a gestione ordinaria.

Nel frattempo, dopo che Paradiso ha lasciato Foggia, la dirigente dell’Avvocatura è ad interim Silvia Siciliano, mentre in giunta la questione è seguita dagli assessori alle partecipate e contenzioso, Davide Emanuele e Giulio De Santis, ma non si è ad oggi compreso cosa l’amministrazione comunale intenda fare al riguardo. Chi è a favore della transazione è il M5S, che sta sollecitando da tempo una scelta in tale senso per evitare un esito peggiore per le casse comunali.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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