Chi spinge per internalizzare la sosta tariffata in Ataf (senza ricavi e col secco no dei dirigenti comunali)

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Posizioni divergenti non solo all’interno della maggioranza ma anche tra eletti e dirigenti. E’ la situazione che si registra al Comune di Foggia rispetto al servizio di sosta tariffata, dal 2022 esternalizzato ed affidato alla piacentina GPS Global Parking Solutions spa. Un contratto della durata di due anni, prorogabili per altri due, su cui si è accesa una forte discussione nel campo largo della sindaca Marida Episcopo. Pezzi di maggioranza – M5S, parte del Pd e i due socialisti - premono per l’internalizzazione riportando il servizio in capo alla controllata Ataf spa senza però tornare alla subconcessione come avveniva negli anni di Apcoa. Un’ipotesi considerata non percorribile da tutti i dirigenti comunali competenti in materia, ovvero il nuovo comandante della Polizia municipale Vincenzo Manzo, il responsabile dei Servizi finanziari Carlo Dicesare e la dirigente delle partecipate Silvia Siciliano. 

La loro obiezione sarebbe duplice. Da un lato il servizio diventerebbe improduttivo, mentre oggi il privato garantisce al Comune 750mila euro l’anno di proventi. Dunque l’ente dovrebbe consapevolmente rinunciare ad un’entrata sostanziosa. Dall’altro lato non è pensabile che si vogliano tutelare i livelli occupazionali con l’assunzione da parte di Ataf, che può incrementare il proprio personale solo mediante concorsi pubblici. Fino al 2022 il servizio della sosta tariffata a Foggia fu svolto da Ataf con risultati insoddisfacenti, eppure creò forti polemiche la decisione degli uffici comunali e dei commissari straordinari di esternalizzarlo, rivolgendosi al libero mercato e togliendolo ad Ataf, che gestisce il trasporto pubblico locale e che era affidataria della sosta sin dal 2011. Perché tornare indietro? L’insinuazione che circola, a Palazzo di città, è che in maggioranza ci siano pressioni clientelari e che qualcuno abbia fatto credere ai dipendenti di GPS che potranno essere assunti da Ataf, cosa impossibile.

A conferma di quanto il tema sia scottante, la maggioranza ne ha discusso sia nella riunione di martedì scorso che in quella di mercoledì. A quest’ultima hanno preso parte anche i vertici di Ataf, che ha affermato la propria disponibilità a svolgere direttamente il servizio della sosta e ha presentato documenti da cui si evincerebbe che il risultato sarebbe in pareggio. Quindi addio agli utili ma quantomeno nessuna perdita, assicura il management della controllata, nel cui cda siedono i piddini Domenico Morsuillo (presidente) e Maria Rosaria Gabriella De Santis, il socialista avvocato Luigi Iorio, la 5S Roberta Orsino e Paolo D’Agnone. Sono considerati legati al Pd anche i dirigenti Stefania Piarullo e Leonardo Ciuffreda. Dal canto suo, invece, GPS ha proposto al Comune, in caso di rinnovo per altri due anni come suggeriscono i dirigenti comunali e di ulteriori servizi (come la possibilità di fare multe), di riassorbire la ventina di dipendenti licenziati (dai 52 iniziali presi in carico con la clausola sociale si era passati a 31).

Stando a quanto trapela dal campo largo, l’assessore al contenzioso e ai contratti Giulio De Santis è per rinnovare il contratto a GPS, mentre l’assessore dem alle partecipate Davide Emanuele si manterrebbe più vago, convinto che, anziché dividersi e spaccare la maggioranza, si debba guardare avanti. Come dire che o adesso o tra due anni la via è comunque segnata ed è quella della internalizzazione. La principale lagnanza in città è legata alle alte tariffe dei parcheggi, eccessive per Foggia, prezzi che negli uffici comunali imputano ad una errata valutazione fatta dall’ex commissaria Marilisa Magno e dall’ex comandante della Polizia municipale Romeo Delle Noci.

“Il contratto con GPS è ritenuto iniquo e ingiusto”, dicono fonti interne alla maggioranza che spingono per chiudere il rapporto col privato. La stessa sindaca Episcopo, rispondendo tempo fa ad un commento su Facebook fatto da un cittadino, se ne lamentò in questi termini. “Ci siamo ritrovati non solo con alte tariffe ma con strisce blu posizionate pure in aree non previste, parcometri che inizialmente non davano il resto, problemi tra l’impresa e i lavoratori col licenziamento collettivo e le successive sentenze del giudice del lavoro favorevoli ai licenziati”. Ma si può rinunciare a trarre profitto dai parcheggi a pagamento? Nel M5S affermano: “Non ci interessa che questo servizio produca utili, ci basta che il risultato finale sia in pareggio e Ataf assicura che sarebbe finanziariamente sostenibile”.

Mesi fa diversi consiglieri comunali di opposizione (i tre di FdI, Fusco, Rignanese, Mainiero e Angiola) presentarono un ordine del giorno, che non fu votato con la promessa di trovare una soluzione condivisa tra maggioranza e minoranze volta a tutelare i lavoratori.

“Attendiamo ancora un confronto con la maggioranza visto che si è concordato di agire insieme per la salvaguardia dei livelli occupazionali, compresi quelli che hanno chiesto il reintegro dopo le sentenze con cui il giudice del lavoro ha dato loro ragione rispetto ai licenziamenti”, afferma a l’Attacco Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Così come attendiamo di conoscere gli studi di fattibilità sia di Ataf che di GPS. Una cosa è certa: si sta perdendo troppo tempo, la questione andava decisa già mesi fa”, conclude il meloniano. Le opposizioni non sarebbero contrarie ad internalizzare il servizio di sosta tariffata ma dopo una accurata valutazione dei costi e dei benefici, al fine di evitare una “Amiu bis”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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