DARe Puglia, l’operazione di facciata (su cui tutti tacciono). Tra i dipendenti la figlia della presidente

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All’indomani dell’articolo de l’Attacco sugli evidenti paradossi insiti nel DARe Puglia le bocche sono cucite da parte di quanti hanno votato nel cda prima le “dimissioni” mai rese dall’autosospesosi Gianni Rotice ma approvate dal cda a gennaio e poi, nel cda di venerdì scorso, la decisione relativa al licenziamento della dipendente Libera Scirpoli, compagna del primo. Tace la presidente Milena Sinigaglia, docente Unifg ed ex direttrice del dipartimento di Scienze agrarie, in procinto di tornare prorettrice dopo la modifica statutaria fatta ad hoc in suo favore per introdurre il terzo prorettore. Tace il vicepresidente Leonardo Boschetti di Bonassisalab (“non rilascio mai dichiarazioni”), che pure stando ai beninformati sarebbe colui che ha sollevato le questioni in entrambi i casi. Tace anche la consigliera di amministrazione Maria Pia Liguori, che ha votato a favore delle due proposte insieme ai primi due e che ha il doppio ruolo di socia con la propria agenzia di comunicazione RedHot e di dipendente. E’ stata peraltro proprio la foggiana ad aver preso il posto della commercialista mattinatese Scirpoli: assunta per i progetti legati alla sottomisure 16.2 del PSR Puglia, Liguori ha assunto ora anche il coordinamento del personale. E’ una dei quattro dipendenti rimasti in servizio dopo che è stata licenziata Scirpoli. Degli altri tre una è la figlia della presidente Sinigaglia, Giuliana Ciccarone, entrata nell’organico del DARe Puglia da un paio di anni a quanto pare.

 

La quarta persona presente nel cda è Maria De Angelis, referente dell’Università di Bari, rimasta però defilata rispetto a tali vicende. Ieri su queste colonne sono stati evidenziati gli aspetti surreali di quanto avvenuto, che Scirpoli ha definito “un disegno costruito ad arte contro Rotice, nel quale sono stata tirata dentro anche io”. 

La sensazione è che il DARe Puglia abbia inteso mandare una risposta alla Procura di Foggia ma l’operazione appare di facciata. Si prendono le distanze da Rotice ma se ne accettano i finanziamenti e che abbia la quota maggiore? E, se la motivazione è la “riduzione delle attività aziendali”, perché si licenzia solo Scirpoli e non anche gli altri dipendenti? Se qualcuno pensa, nel DARe, che le due presenze fossero imbarazzanti perché ritenute collegate alla mafia come si spiega che l’uno sia il socio principale della società consortile e la seconda la persona che dal 2018 ad oggi ha sempre lavorato al fianco della presidente Sinigaglia, fino a rappresentare il DARe Puglia nell’evento in Camera di commercio svoltosi lo scorso 14 febbraio?

“Rotice si era autosospeso mesi fa dal cda dopo l'interdittiva antimafia per poter affrontare più serenamente la propria situazione, poi il 16 gennaio scorso il cda ne ha deliberato le dimissioni non essendo contemplata l’ipotesi della autosospensione. Peraltro, quello stesso giorno gli arrivò la notizia della sospensiva concessa dal TAR Puglia rispetto all'interdittiva antimafia”, ha detto Scirpoli a l’Attacco. Una decisione a cui è seguita la scorsa settimana analoga pronuncia da parte del Consiglio di Stato, che ha rigettato l'appello cautelare della Prefettura di Foggia. com’è noto, Nel provvedimento prefettizio si fa riferimento sia all’accusa di voto di scambio mossa dalla Procura contro l’ex presidente di Confindustria Foggia (rispetto alla quale si attende la decisione sui rinvii a giudizio il 24 marzo prossimo nell’ambito del processo Giù le mani, presso il Tribunale daunio) sia il ruolo centrale di Francesco Scirpoli, fratello di Libera e in carcere da tempo, all’interno del clan mafioso ex Romito.

Il cda ha approvato le “dimissioni”, mai rese però dall’ingegnere ed ex sindaco di Manfredonia, che paradossalmente è colui che con l’amico e concittadino Armando de Girolamo e Boschetti ha più finanziato il DARe Puglia riportando i bilanci in attivo. L’edile sipontino oggi è, anzi, il primo socio della società consortile a responsabilità limitata, con una quota pari a 52.669 euro sul totale del capitale sociale pari a 250mila euro con la sua Orchidea srl; il secondo socio è il patron di Lotras Armando de Girolamo, con la sua Degimont che controlla 47.302 euro. Significa che i due, che insieme hanno una fetta che vale quasi 100mila euro, sono stati coloro che più sono intervenuti finanziariamente per salvare le casse del DARe in questi anni. Il terzo socio è Bonassisalab, che esprime Leonardo Boschetti nel cda, con una quota pari a 43.034 euro; seguono l’organizzazione agricola CIA, proprietaria per 35.648,65 euro, e Unifg, la cui quota vale 26.509,85 euro. Infine una sfilza lunghissima di altri soci dalle partecipazioni meno rilevanti.

C’è poi la questione Scirpoli, che su queste colonne ha raccontato di esser stata l’unica persona licenziata, nonostante fosse quella con maggiore anzianità di servizio essendo stata assunta a tempo indeterminato nel lontano 2018. Era impiegata di II livello responsabile amministrativa e della contabilità. Nell’avviso di licenziamento si fa riferimento all’articolo 3 della legge 604/66 (“il licenziamento per giustificato motivo con preavviso è determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”). Un licenziamento “per giustificato motivo oggettivo, integrato da una riorganizzazione interna, volta ad una più economica gestione dell’impresa, realizzata mediante la soppressione del suo posto di lavoro con parziale redistribuzione delle mansioni tra i dipendenti ancora in forza e parziale avocazione delle stesse direttamente in capo al presidente del cda”, ovvero a Sinigaglia. “Tale riorganizzazione interna”, è stato scritto nella comunicazione del licenziamento, “è stata determinata dalla sensibile riduzione delle attività aziendali, in ragione del completamento di 19 progetti Sottomisura 16.2 del PSR Puglia, a fronte di soli tre progetti attualmente in corso. Si fa presente che non vi sono posti di lavoro disponibili, all’interno dell’organico aziendale, in cui poterla utilmente collocare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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