E’ un meritato riconoscimento quello che l’Università di Foggia ha deciso di conferire all’ingegner Marcello Salvatori, padre dell’Hub dell’economia circolare e delle energie rinnovabili realizzato a Borgo Cervaro. Un vero precursore e visionario, capace anche di diversificare i propri investimenti nel settore turistico-ricettivo, nel comparto enologico e in quello degli eventi. Lo scorso 11 febbraio il senato accademico ha approvato la proposta di conferimento honoris causa” della laurea magistrale in Imprenditorialità e Management internazionali, a seguito della proposta del 30 settembre scorso del consiglio del dipartimento Demet (Economia, Management e Territorio). La proposta, presentata dal professore ordinario di Scienze merceologiche Beppe Nicoletti, è stata condivisa anche dalla decana dell’Ateneo daunio Lucia Maddalena (ordinaria di Metodi matematici dell'economia e delle scienze attuariali e finanziarie) e dal professore associato Giulio Mario Cappelletti. “Il conferimento all’ingegner Marcello Salvatori vuole essere un segno di stima e apprezzamento nei confronti di un imprenditore divenuto punto di riferimento non solo locale, ma anche nazionale, grazie alla sua straordinaria capacità di esaltare le potenzialità del sistema locale, in primis, da un punto di vista naturalistico, rivolgendo la sua attenzione professionale e scientifica alla transizione energetica”, si legge nella delibera del senato di Unifg, che ha tenuto conto anche delle “sinergie realizzate con il mondo accademico tramite la collaborazione in vari progetti di ricerca e sviluppo con importanti centri di ricerca universitari”. L’ultimo tassello dell’iter sarà l’assenso ministeriale da parte del MUR. Un riconoscimento che premia un imprenditore che in tanti avrebbero voluto vedere all’opera per Foggia e la Capitanata anche a livello istituzionale, come sindaco della città capoluogo o come presidente di Confindustria.
Imprenditore sognatore, dotato di serietà e onestà rari rispetto al contesto che lo circonda, figlio di Vittorio (sindaco negli anni Sessanta e parlamentare, prima DC e poi PSDI), l’ingegner Salvatori da anni appare nel capoluogo daunio come l’imprenditore più illuminato, perché capace di coniugare alla perfezione il core business aziendale della sua Sistemi Energetici, ovvero la produzione di fonti rinnovabili di cui è leader in Capitanata, con l’economia circolare e la diversificazione nel turismo, nella vitivinicoltura, nella cultura e nello spettacolo. L’ultima impresa porta il nome di KMVerde, l’enorme Polo tecnologico per l’economia circolare e le fonti rinnovabili che la Sistemi Energetici spa sta realizzando a Borgo Cervaro, Foggia. Il Polo sarà completato entro il 2026 presso il sito industriale dismesso decenni fa da Ferrovie dello Stato, acquisito dall’impresa foggiana. L’Attacco ha intervistato Salvatori.
Come commenta la decisione di Unifg di conferirle la laurea honoris causa?
Sono felicissimo e ringrazio l'Università per la stima, la fiducia e il sostegno che ci sta dando. Sento che questo è il frutto di una vita di lavoro che però non è soltanto la mia ma è quella di un'organizzazione complessa, non si fanno queste cose da soli. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato e lavorano con me, dagli ingegneri ai tecnici, dagli idraulici agli installatori, agli amministrativi. Insomma, tutto il personale che contribuisce quotidianamente con lavoro duro e faticoso a portare avanti un progetto che oggi ha credibilità a livello nazionale e che vede in KMVerde l'iniziativa industriale più significativa.
In cosa si è concretizzata la sinergia con Unifg?
Avviene da molti anni su più piani. Quella più intensa va avanti dal 2020 ma anche prima c'erano progetti comuni con l’Ateneo. I dipartimenti con cui più lavoriamo sono quelli di Economia e il Dafne, ovvero Scienze Agrarie. Sono stato coinvolto nelle attività della terza missione di Unifg ma anche in quelle della seconda missione, ovvero la ricerca. Abbiamo diversi progetti di ricerca con Unifg e abbiamo finanziato un dottorato di ricerca sulla pirolisi della plastica, per l'individuazione di processi ottimali. Stiamo mettendo a punto procedimenti di pirolisi molto avanzati. E poi ci sono varie convenzioni sia per quanto riguarda l'uso dei nostri laboratori e del nostro personale che per quanto riguarda le attività portate avanti da Unifg e che sono nel nostro stesso settore, quello dell'economia circolare. Una delle attività di ricerca su sui collaboriamo è, ad esempio, l'estrazione dei nutrimenti dal digestato ai fini della creazione di ammendanti e fertilizzanti per terreni.
A settembre 2023 inaugurò KMVerde. Da allora che passi avanti ci sono stati? Quando è previsto il completamento?
E’ slittato dal 2025 al 2026 a causa dei ritardi che ci sono stati rispetto alla produzione di idrogeno verde da fotovoltaico, un progetto che nel 2023 candidammo all'avviso pubblico regionale. Risultammo inizialmente esclusi dalla graduatoria di quel bando, poi furono reperiti finanziamenti ministeriali e fu estesa la graduatoria. Però quella definitiva è stata approvata soltanto a gennaio 2025 e quindi noi soltanto adesso abbiamo potuto iniziare la fase esecutiva. Abbiamo avviato il lavoro di progettazione esecutiva, quell'impianto entrerà in produzione entro giugno 2026, che è la data di scadenza del PNRR. Quest'anno entreranno invece in produzione le due linee di biometano e nel giro di pochi mesi attendiamo anche l'autorizzazione per i RAEE, per realizzare impianti volti al riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. In particolare, noi ricicliamo pannelli fotovoltaici, lavatrici, lavastoviglie, cartucce per stampanti e toner. Anche in questo caso la scadenza prevista è giugno 2026.
In questi anni, pur tra difficoltà burocratiche, non ha mai perso il convincimento di aver fatto bene ad investire su Borgo Cervaro e su KMVerde, un investimento assai oneroso.
Quella di KMVerde è stata un'idea molto bella, ben raccolta e percepita dai foggiani. Posso dire che la decisione assunta da Unifg rappresenta la più importante manifestazione di questo apprezzamento. Ma questa idea ha avuto echi rilevanti anche a livello regionale. C'è, insomma, forte attenzione per un'esperienza unica che vuole mettere insieme varie anime dell'economia che si ispirano alla transizione ecologica, facendone la leva per posti di lavoro e per un miglioramento della sostenibilità ambientale.
Quali sono i dati occupazionali di KMVerde oggi?
Al momento abbiamo circa 100 unità lavorative, contiamo di arrivare ai 150 dipendenti circa per fine 2026. Ci sono ulteriori progetti di cui adesso non posso parlare, che vanno però nella stessa logica e direzione sia per quanto riguarda nuove progettualità sia rispetto all'espansione dei progetti attuali. Del resto abbiamo a disposizione 200.000 mq, di cui 47.000 mq di capannoni industriali sono stati recuperati o sono in via di ristrutturazione affinché possano rientrare in queste filiere produttive. E poi ci sono altri spazi in cui immaginiamo di espanderci, ulteriori 150mila mq liberi ed aree aperte. Ma un passo alla volta, abbiamo investito parecchio e deve esserci un ritorno economico prima di estenderci ulteriormente.
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