A seguito di procedura di gara aperta, il 17 aprile 2023 il Comune di Foggia affidò i lavori di ristrutturazione e ammodernamento dello stadio comunale Pino Zaccheria di Foggia all’impresa Smacos Srl di Bari per la somma netta di 2.032.443,43 di euro. Il 7 luglio dello stesso anno, poi, venne sottoscritto il relativo contratto d’appalto. Il 27 giugno 2024, ancora, la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, nell’esprimere parere favorevole al progetto esecutivo approvato, rappresentò – su istanza della Questura di Foggia, motivata da esigenze di ordine pubblico – lo svolgimento delle lavorazioni appaltate per fasi a partire dal settore ospiti della Curva Nord. Il tempo contrattuale previsto, sia nel progetto definitivo e sia in quello esecutivo redatto dalla Smacos, risultava essere di 182 giorni. All’epoca dei fatti, l’impresa chiese la consegna parziale del cantiere. Tuttavia, dal momento che il dettato normativo applicabile al caso di specie impone all’operatore economico la redazione del cronoprogramma delle varie fasi lavorative, il 20 settembre 2024 la Smacos trasmise alla Stazione Appaltante il nuovo cronoprogramma per fasi lavorative che prevedeva globalmente 8 distinte fasi, con inizio dei lavori il 23 settembre 2024 e ultimazione degli stessi il 31 marzo 2026, e stabiliva per ciascuna fase un preciso inizio e una precisa fine, per un totale complessivo di 554 giorni, rispetto ai 182 iniziali. Per la prima fase, riguardante il settore ospiti della Curva Nord, la Smacos stabilì un tempo di 138 giorni, con inizio dei lavori il 23 settembre 2024 e fine degli stessi il 7 febbraio 2025. Dopo la consegna dei lavori, però, non avendo riscontrato nel tempo alcuna azione concreta di operatività da parte dell’impresa, la Direzione dei Lavori, nella persona dell’ingegnere Angelo Marra, provvide a sollecitare a più riprese la stessa.
Il 29 ottobre 2024, poi, la Direzione dei Lavori inviò alla Stazione Appaltante una pec in cui rappresentava la situazione in essere, non comprendendo quali potessero essere le cause ostative al mancato inizio dei lavori, e non essendo più giustificabile una tale situazione. Successivamente, Marra inviò all’impresa altri solleciti a mezzo pec. Il 12 dicembre 2024, la Direzione dei Lavori, su specifica richiesta della Stazione Appaltante, relazionò che l’impresa non aveva ancora eseguito alcuna lavorazione, accumulando un ritardo di 84 giorni. Solo il 16 dicembre 2024, la Smacos provvide a recintare l’area assegnata e a dare inizio ai lavori.
Attualmente – secondo la Direzione dei Lavori -, l’impresa, durante il lungo periodo lavorativo richiesto per la prima fase, non avrebbe rispettato il dettaglio lavorativo esposto nel cronoprogramma, né avrebbe rispettato la scadenza del 7 febbraio 2025 fissato per l’ultimazione dei lavori.
Sempre secondo l’ingegnere, nei 138 giorni della prima fase, l’impresa avrebbe solamente recintato l’area del cantiere – peraltro non rispettando pienamente il dettato progettuale -, demolito totalmente un piccolissimo manufatto metallico presente in quello spazio, rimosso alcune delle componenti interne ed esterne dei due manufatti in muratura anch’essi presenti in quello spazio, demolito qualche partizione interna dei locali sotto agli spalti e di qualche infisso e ringhiera – senza rimuovere, tuttavia, il relativo materiale di risulta ancora accantonato all’interno degli stessi locali e nell’area esterna recintata -, e abbattuto 19 alberature definenti la cosiddetta pinetina, i cui ceppi sarebbero stati solo di recente rimossi. Tutto questo per un importo lordo non superiore ai 10mila euro al 7 febbraio 2025: una cifra, dunque, irrisoria rispetto a quella contabilizzata in fase di progettazione di circa 160mila euro.
L’impresa, inoltre, avrebbe svolto attività lavorativa – nel periodo che va dal 23 settembre 2024 al 7 febbraio 2025 – per soli 18 giorni sui 138 richiesti e assegnati, volendo considerare come interamente lavorativi anche quelli in cui le maestranze avrebbero di fatto lavorato solo per qualche ora.
Secondo l’ingegnere, ancora, l’impresa non avrebbe mai dato concreto seguito a tutte le azioni poste in essere dalla Direzione dei Lavori e dalla Stazione Appaltante al fine di fare procedere celermente – o comunque con una certa regolarità – i lavori. Infine, la Smacos avrebbe disertato tutti i tavoli istituzionali di Questura e Prefettura quando invitata.
Ad oggi, dunque, l’impresa sarebbe in uno step che potrebbe definirsi di completamento dell’organizzazione del cantiere e di definizione delle lavorazioni della prima fase – scaduta il 7 febbraio 2025 -, ma avrebbe fatto scadere anche la seconda fase del cronoprogramma, relativa alla Curva Sud, che si sarebbe dovuta sviluppare nell’arco temporale che andava dall’8 febbraio 2025 al 9 marzo 2025. Oggi, infatti, secondo le previsioni, si sarebbe dovuti essere nella terza fase, relativa alla parte della Curva Nord riservata ai tifosi locali.
L’amministrazione comunale, non potendo usufruire nei tempi stabiliti del settore ospiti, avrebbe dovuto provvedere ad approntare con urgenza un progetto che prevedesse la collocazione provvisoria della tifoseria ospite presso l’anello inferiore della Tribuna Ovest. Collocazione provvisoria che dovrebbe comportare per il Comune un esborso di 460mila euro, che dovrebbero essere oggetto di un ulteriore finanziamento, e che comprometterebbe seriamente il buon esito dei lavori e il finanziamento dei fondi Pnrr.
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