Un ufficio concorsi lento, anzi lentissimo. E’ la lagnanza sollevata all’interno dell’Università di Foggia da diverse persone in attesa di concorso, le quali hanno segnalato tale situazione anche a l’Attacco. “Vogliamo sottoporre alla vostra attenzione una criticità che da tempo affligge il funzionamento dell’Ateneo, con particolare riguardo alle procedure concorsuali per il reclutamento del personale docente e ricercatore”, spiegano alcuni beninformati. “Come è noto, l’Università di Foggia dispone regolarmente dei fondi necessari all’attivazione dei concorsi, che sono stati in larga parte deliberati dai Dipartimenti già nei primi mesi dell’anno. Tuttavia, a distanza di mesi, molti di questi concorsi risultano ancora non banditi, con effetti paralizzanti sul piano accademico e umano. Una recente comunicazione del Magnifico Rettore tenta di rassicurare la comunità accademica affermando che si starebbe seguendo “pedissequamente l’ordine imposto dal cda” e che priorità sono state date a specifiche tipologie di bandi (RTDA, upgrade RTDB, scuole di specializzazione). Tuttavia, la situazione sul campo continua a restituire l’immagine di un Ateneo rallentato, in cui anche concorsi deliberati da mesi restano senza seguito, senza che siano stati chiaramente individuati strumenti correttivi o soluzioni organizzative. In particolare, appare incomprensibile come non sia stata prevista una redistribuzione del personale amministrativo o un rafforzamento dell’Ufficio Concorsi, evidentemente in difficoltà nella gestione del carico attuale. In assenza di tali misure, il rischio è che a pagare siano i docenti precari, i giovani studiosi, gli aspiranti ricercatori: persone che vedono slittare le opportunità professionali non per ragioni finanziarie o normative, ma per inerzie burocratiche. È inevitabile domandarsi se l’attuale governance stia garantendo un adeguato livello di efficienza e trasparenza amministrativa. Il 2025, finora, non pare essersi aperto sotto i migliori auspici, almeno sul fronte delle politiche del personale”, è la conclusione. “Con questo messaggio, si intende sollecitare una riflessione pubblica su un tema che riguarda la tenuta dell’Ateneo e la credibilità delle sue istituzioni”.
Nella propria mail di risposta, il rettore Lorenzo Lo Muzio ha affermato: “In ragione delle innumerevoli sollecitazioni in capo all’ufficio concorsi per l’accelerazione delle procedure concorsuali, mi preme tranquillizzare tutti che si sta seguendo pedissequamente l’ordine imposto dal cda, nel rispetto delle doverose eccezioni previste per i concorsi da ricercatore a tempo determinato di tipo A (che devono irrimediabilmente essere banditi entro la fine di giugno), le prese di servizio utili all’accreditamento delle scuole di specializzazione e gli upgrade dei ricercatori a tempo determinato di tipo B calendarizzati già da novembre. Vi prego di aver fiducia nel lavoro degli uffici e della governance, a cui non giova (anzi rallenta) l’onere di dover rispondere a direttori, docenti di settore e candidati”.
“Questo problema si è sempre verificato, ci sono vari passaggi per tali iter”, illustrano a l’Attacco fonti di Unifg. “All’ufficio competente arrivano in blocco le richieste, ma il problema è che esiste una sola addetta, forse aiutata da un unico altro dipendente dell’Ateneo”. Il riferimento è alla responsabile dell’ufficio concorsi, Giselda Florio (Area personale docente e trattamenti previdenziali), che negli scorsi anni era molto vicina all’ex rettore Maurizio Ricci e all’ex direttrice generale Teresa Romei. “Normalmente si procede secondo l’ordine di arrivo, che però non è inderogabile. Ci sono dubbi relativi a possibili corsie privilegiate, un margine di discrezionalità c’è. Neanche il rettore riesce ad intervenire su tale questione, risponde per evitare il chiacchiericcio ma probabilmente non ha la possibilità di intervenire nel merito”.
“Da sempre l'ufficio concorsi è lentissimo, ma è più lento quando arriva il turno di alcuni...I concorsi sono deliberati dal cda sulla base delle proposte dei consigli di dipartimento, andrebbe seguito l’ordine di arrivo di tali proposte, salvo eccezioni come detto da Lo Muzio. Ma le progressioni B potrebbero forse aspettare, essendo prescritto solo che la delibera di avvio da parte del Senato (non il bando) debba essere assunta “di norma entro sei mesi dalla scadenza del contratto”, commentano altre fonti dell’Ateneo daunio.
Chi, invece, sta per vincere il proprio concorso è il ricercatore Ivan Cincione, il cui settore scientifico disciplinare è MEDS-08/C - Scienza dell'alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate e afferisce al dipartimento di Medicina clinica e sperimentale. Medico specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo presso il Policlinico Riuniti di Foggia, il professor Cincione è cognato del professor Alessandro Muscio, in quanto marito della sorella Rossana Muscio, anch’ella dipendente dell’Ateneo che fu guidato dal padre ex rettore Antonio Muscio.
Alessandro Muscio fino a pochi mesi fa sedeva nel consiglio di amministrazione di Unifg: era ancora consigliere quando il 28 gennaio scorso l’organo collegiale approvò il punto 25 dell’ordine del giorno, relativo alle proposte di istituzione di posti di professore universitario. Tra i vari posti quello di professore di seconda fascia, da coprire per il GSD 06/MEDS-08 “Endocrinologia, nefrologia e scienze dell’alimentazione e del benessere”, settore scientifico disciplinare MEDS-08/C “Scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate” (già MED/49 “Scienze tecniche dietetiche applicate”), per le esigenze del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale e a valere sui fondi assegnati col decreto ministeriale 2024 del “Piano straordinario per la progressione di carriera dei ricercatori a tempo indeterminato in possesso di abilitazione scientifica nazionale”.
Nell’atto del cda si ricorda la delibera del consiglio del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, assunta il 10 dicembre 2024, con cui fu approvata tale proposta e il decreto del 10 gennaio scorso con cui il direttore del dipartimento, ad integrazione della delibera, indicò la motivazione per il ricorso alla procedura ex articolo 24, comma 6, della legge 240/2010, ovvero “assenza di docenti di ruolo (di I e II fascia) incardinati nel settore concorsuale (da mettere a bando) ed in servizio presso il dipartimento dell’abilitato alla seconda fascia”.
Stando a quanto si apprende, Muscio partecipò alla riunione del 28 gennaio che approvò l’istituzione del posto al cui concorso può partecipare il solo cognato Cincione. Un esempio di (legittimo) concorso riservato, nel senso che è l’unico che ha i titoli fra gli interni di quel settore scientifico-disciplinare. Muscio non si sarebbe astenuto dal votare tale punto, salvo poi dimettersi successivamente da consigliere del cda di Unifg verosimilmente per permettere al cognato di partecipare al concorso. Difatti ogni candidato deve dichiarare di non avere parenti nel cda dell’Ateneo, cosa che Cincione non avrebbe potuto fare se Muscio fosse rimasto consigliere. Da ultimo, il 19 maggio scorso, Lo Muzio ha nominato la commissione giudicatrice della procedura, indetta il 27 marzo scorso: presidente il professor Fabio Galgano (Università di Catania, componente designato), componenti sorteggiati i professori Laura Di Renzo (Università di Roma Tor Vergata) e Patrizia Riso (Università di Milano).
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