Cimitero di Foggia quasi saturo, verso emergenza: da Galasso&Episcopo il solito refrain “stiamo lavorando”

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Può un iter amministrativo restare nella più totale impasse da anni? E’ quello che avviene a Foggia rispetto all’appalto da quasi 18,5 milioni di euro avente ad oggetto la progettazione esecutiva, l’affidamento della concessione dei servizi e dei lavori di costruzione di loculi nel cimitero comunale e della connessa gestione, per la durata di 11 anni. Risale ormai a dicembre 2023 l’ultimo documento pubblicato nell’ambito di quella procedura di gara, ovvero la convocazione della terza seduta. Poi più nulla, col risultato che il concessionario uscente PFC srl, alias i soci Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio, da allora sono rimasti in attesa dell’aggiudicazione in favore dell’altra loro impresa CTM srl, presentatasi insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante. Lo stallo è, come noto, connesso all’inchiesta di Fiamme gialle e Procura daunia che ha coinvolto indagati eccellenti (a cominciare dal dirigente comunale Paolo Affatato) e che vedrà il 25 settembre prossimo l’inizio dell’udienza preliminare. Attendere ancora l’evoluzione della vicenda giudiziaria appare ogni giorno sempre più insensato e deleterio, visto che – come scritto da l’Attacco – dal 2024 i concessionari hanno avvisato l’ente municipale che i loculi sono quasi al completo e che si va verso un’emergenza sanitaria. Una situazione talmente preoccupante che Insalata e Trisciuoglio hanno fatto capire chiaramente di non voler essere considerati responsabili della situazione destinata a scoppiare tra pochi mesi – con la fine del 2025, a quanto pare – quando non saprà più dove seppellire le salme. Alla luce della mancata aggiudicazione e del nuovo contratto mai firmato non sono stati avviati i lavori di ampliamento che avrebbero portato altri 7.104 loculi. Le molteplici note di sollecito inviate all’amministrazione dall’impresa non avrebbero ricevuto mai risposte in questi mesi. Un silenzio che finalmente si è rotto solo nelle scorse ore, dopo gli articoli de l’Attacco. “Abbiamo una procedura in corso di definizione da parte delle strutture tecniche, una procedura originatasi un po’ di tempo fa e che ha visto varie vicissitudini, con approfondimenti da parte degli uffici”, ha affermato a l’Attacco Giuseppe Galasso, assessore ai lavori pubblici e urbanistica.

“Abbiamo sollecitato la tecnostruttura affinchè si possa giungere ad una definizione di quell’appalto quanto prima, in un senso o nell’altro. Confidiamo che di qui a breve ci possano essere gli atti conclusivi di questo iter, in modo tale da poter comprendere gli intendimenti da porre in essere”. Nessuna indicazione, da parte di Galasso, sulla possibilità che si vada verso un annullamento della gara: “Lo capiremo appena i tecnici avranno terminato la propria attività amministrativa”.

“Si proceda in tempi consoni alla realizzazione di nuove cappelle”, ha detto ieri in consiglio comunale il meloniano Gino Fusco intervenendo sulla mozione del consigliere Angiola per un’area destinata alle sepolture di religione musulmana nel cimitero comunale.

“Con l’assessore Galasso ci confrontammo tempo fa sulla saturazione del nostro cimitero, dicendo che non avremmo avuto problemi futuri”, ha affermato il capogruppo di Forza Italia Raffaele di Mauro. “La situazione del cimitero deve diventare prioritaria per questa amministrazione, rischiamo un’emergenza sanitaria. Tra poco diventerà un problema molto, molto grande. Lo dicono i numeri”.

“Il Comune sta affrontando una grave paralisi rispetto alla gestione dei servizi cimiteriali, c’è una proroga tecnica in attesa dell’aggiudicazione”, ha ricordato il consigliere M5S Francesco Strippoli. “Come detto dal consigliere Mainiero (su l’Attacco, ndr), o si revoca quella aggiudicazione o si procede con l’affidamento. Va presa una decisione. L’inerzia è la peggiore delle posizioni possibili, come abbiamo visto anche con la condanna Amica”.

“Il Pd ha ritenuto sin da subito che ci fosse, in questa amministrazione, un responsabile delegato alle politiche cimiteriali”, ha detto il dem Italo Pontone, “ma, pur dopo una lunga discussione, ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta. Abbiamo accolto mesi fa in commissione i concessionari del cimitero, perché già da diversi mesi si prospettavano difficoltà grosse per i loculi insufficienti. Non c’è ancora un piano che permetta l’ampliamento con ritmi rapidi, al di là dell’inchiesta giudiziaria”.

“E’ chiaro che l’amministrazione non può aspettare che l’accertamento sul piano giudiziario blocchi l’iter amministrativo”, ha ribadito Giuseppe Mainiero. “Una scelta bisogna farla: si revochi in autotutela o si affidi l’appalto”.

“Questa amministrazione è sul pezzo rispetto alle tumulazioni, la tecnostruttura sta lavorando”, ha sostenuto la sindaca Marida Episcopo. “Non c’è alcun pregiudizio verso chi si è aggiudicato l’appalto e c’è tanto garantismo sulle vicende penali a latere. I punti ambigui sicuramente si scioglieranno. E’ mia intenzione delegare un consiglio di maggioranza appena le cose saranno chiarite, siamo ad un passo dalla soluzione. Va chiarito, comunque, che l’emergenza inizierebbe dall’anno prossimo, perché abbiamo ordinato le esumazioni di rito dopo 30 anni”.

Lo scorso 29 ottobre 2024 Insalata e Trisciuoglio, insieme all’ingegner Corbo, furono ascoltati dalla commissione consiliare permanente politiche sociali. Insalata ricordò che la concessione era scaduta e che è in corso una proroga, in attesa dell'insediamento dei nuovi concessionari, dunque come al momento fosse (e sia) tutto fermo rispetto alla costruzione di nuove cappelle. La dem Annarita Palmieri chiese delucidazioni in merito all'acquisto dei terreni per le cappelle gentilizie e i due concessionari riferirono che il prezzo dei loculi è esiguo rispetto ai cimiteri italiani, fatto che ha come conseguenza l'aumento del prezzo del terreno destinato alle cappelle gentilizie. I due imprenditori sottolinearono che “la necessità di costruire nuove cappelle è fondamentale vista la carenza di loculi” e che “si sta procedendo nel concedere i loculi di salme scadute ma lo stesso ciò non potrà soddisfare il fabbisogno cittadino”.  Corbo denunciò infine la necessità di nuove costruzioni e la possibilità di avere a disposizione ulteriori terreni, ma da allora nulla è cambiato e altri mesi sono trascorsi invano.

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