Altro che “un unico socialista”, come detto nelle ultime settimane dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo tentando di ridurre il pressing interno al campo largo per il rimpasto di giunta e società partecipate alle richieste in tal senso del solo consigliere di maggioranza Mino Di Chiara. Come era stato anticipato su queste colonne, è lo stesso primo partito della coalizione, il Pd, a rivendicare la necessità di ridiscutere le varie postazioni, alla luce del potenziamento ottenuto alle urne delle elezioni regionali di novembre scorso. Per ora Episcopo pare sorda e intenzionata a non cambiare nulla. Questa sarà la sua linea quando, archiviate le feste natalizie dopo il 6 gennaio, si terrà l’attesa riunione per la verifica di maggioranza. “Il Pd ha chiesto ufficialmente di rivedere l’assetto, vogliono un terzo assessore ma pare che alcuni di loro mettano in discussione anche i propri due assessori Davide Emanuele e Alice Amatore”, conferma a l’Attacco una fonte interna riferendosi ai titolari delle deleghe relative a bilancio e cultura, sottolineando il durissimo intervento del dem Italo Pontone, che ha ammesso tutta l’insoddisfazione per l’operato dell’esecutivo a due anni dall’insediamento a Palazzo di città. “Il Pd aveva incontrato la sindaca prima della seduta di consiglio comunale di giovedì scorso, in cui alcuni dem avevano chiesto peraltro di rinviare almeno di un altro mese l’approvazione della convenzione sull’ex Distretto mi litare per permettere ulteriori approfondimenti. Poi deve esserci stata qualche chiamata dall’alto perché il Pd in extremis ha deciso di votare, richiamando in aula anche il proprio consigliere Francesco De Vito, visibilmente innervositosi per questo cambiamento rispetto a quanto era stato deciso”. Chi è rimasto di avviso contrario è stato il gruppo M5S, che ha poi evitato di approvare anche i successivi punti all’ordine del giorno. Si registra, dietro le quinte, qualche mugugno anche nelle file della minoranza, perché il voto favorevole degli eletti di opposizione ed ex candidati sindaci Giuseppe Mainiero e Nunzio Angiola sulla convenzione per l’ex Distretto militare ha impedito che venisse meno il numero legale. Anche la consigliera di Fratelli d’Italia Concetta Soragnese, vicepresidente dell’assise, contrariamente ai propri colleghi di partito è rimasta seduta in aula, pur astenendosi al momento del voto sulla convenzione. Dunque, per quanto riguarda la realizzazione di una struttura integrata di residenze per studenti universitari dedicata ad Umberto Giordano, da insediare nell’ex convento di San Francesco Caserma Oddone (ex Distretto militare) di proprietà del Comune di Foggia, in contiguità del Polo museale giordaniano previsto nel programma CIS Capitanata, è stato approvato lo schema di contratto di concessione in comodato d’uso ad Adisu Puglia di porzione dell’immobile ricadente nell’ex Distretto militare.
Grazie al comodato d’uso gratuito della durata di 30 anni, il Comune di Foggia affida ad A.D.I.S.U. Puglia la realizzazione, gestione e manutenzione dello studentato universitario, a fronte di un investimento complessivo pari a 20 milioni di euro, interamente a carico dell’Agenzia regionale, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027. Al termine del periodo di concessione, l’immobile sarà restituito al Comune completamente riqualificato e valorizzato. Il capogruppo di CON Foggia Achille Capozzi non ha mancato di criticare i contiani: “Sebbene il traguardo sia stato raggiunto, non posso non esprimere dispiacere per l’atteggiamento del M5S. Dopo aver avanzato una richiesta di rinvio che non aveva ragion d'essere, se non quella di rallentare un iter procedurale già maturo e necessario per non perdere le tempistiche regionali, i rappresentanti del Movimento hanno scelto di non votare l’atto, uscendo dall’aula al momento della votazione. Davanti a investimenti di questa portata e a servizi essenziali per gli studenti universitari la comunità si aspetterebbe compattezza e partecipazione, non una rinuncia al confronto democratico. CON Foggia continuerà a lavorare con serietà per garantire che questi progetti diventino realtà nel più breve tempo possibile, nell’esclusivo interesse degli studenti e dello sviluppo culturale della nostra Foggia”. Via libera anche alla variazione al bilancio di previsione finanziario, che garantirà la gestione ordinata degli impegni contabili assunti dal Comune nell’anno in corso e il ricevimento dei finanziamenti già ammessi. Ma sia nel campo largo che nelle minoranze c’è preoccupazione rispetto al considerevole aumento della TARI atteso per il 2026. “Per ora la novità peggiore è l’incremento del costo del contratto di servizio di Amiu Puglia spa, pari a 2 milioni di euro. Ma sappiamo che il prossimo anno la TARI aumenterà ulteriormente, sebbene non si sappia ora in che percentuale. Il servizio dovrebbe costare di più in parallelo ad un più elevata percentuale di raccolta differenziata, ma quella invece non sta crescendo come era previsto e come dovrebbe”, dicono eletti di opposizione a l’Attacco. Nel mirino delle polemiche ci sono la vicesindaca con delega all’ambiente, la 5Stelle Lucia Aprile, e il dirigente dell’ambiente Saverio Pio Longo. La prima vive da mesi un rapporto assai freddo col suo stesso gruppo consiliare, che ritiene che Aprile risponda alla sindaca più che al partito. Mentre Longo rischia a gennaio di dover essere spostato e di dover lasciare il Settore ambiente, nel caso in cui come si ritiene del tutto probabile – dovesse essere rinviato a giudizio nell’ambito del processo Amiu in corso presso il Tribunale di Foggia.
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