Amiu-cimitero, quelle scelte (molto politiche) operate da Magno e Cardellicchio e il prefettizio Lomazzo

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Fa trapelare grande serenità la sindaca di Foggia Marida Episcopo dopo i prevedibili rinvii a giudizio nel procedimento Amiu-cimitero nel quale il Comune è parte civile ma è stato anche citato come responsabile civile. Lo ha fatto l’avvocato Michele Vaira, legale delle altre parti civili WWF Foggia e Ediltur srl, chiedendo il risarcimento dei presunti danni arrecati dai dipendenti dell’ente municipale. La tranquillità di Episcopo e dei suoi è legata da un lato alla scelta di costituire il Comune come parte civile (“una scelta coraggiosa”) e, dall’altro, alla prospettiva di poter esercitare il diritto di rivalsa sui dipendenti eventualmente condannati. Ma quanto è avvenuto difficilmente non potrà non influire sull’attesa verifica di maggioranza e sugli umori nel Pd, cui sta particolarmente a cuore la società in house barese. Quel Pd che tentò strenuamente di opporsi alla costituzione del Comune come parte civile contro la partecipata. Inoltre i beninformati raccontano come Pd e 5Stelle non tollerino più il distacco che la sindaca dimostra dinnanzi a qualsiasi sollecitazione politica di cambio di passo. “In un periodo storico caratterizzato da costanti tentativi di delegittimare la magistratura, dipinta spesso come inefficiente o ripiegata su sé stessa, l’avvio del maxi-processo Amiu rappresenta una boccata d'ossigeno e una rinnovata fonte di fiducia nelle istituzioni”, commenta a l’Attacco il consigliere comunale di maggioranza Francesco Strippoli (M5S). “Il coraggio di quei cittadini e di quelle associazioni – di cui mi onoro di far parte – è stato non solo ascoltato, ma finalmente riconosciuto. In un contesto in cui troppo spesso il “debole” finisce per essere censurato o calpestato, questa evoluzione giudiziaria restituisce dignità alla partecipazione civica. Un sentito ringraziamento va alla pm Paola De Martino e alla giudice Cecilia Massarelli, per aver dato plastica dimostrazione di cosa significhi amministrare la giustizia “in nome del popolo”. Certamente sarà la sede dibattimentale ad accertare e pesare le singole responsabilità; tuttavia, oggi siamo consapevoli di vivere uno dei momenti più alti nella storia della nostra città per quanto concerne le battaglie civili e ambientali. Oltre al lavoro della magistratura, va riconosciuto l’impegno caparbio e instancabile dell’avvocato Michele Vaira”, continua il contiano. “Egli ha saputo tradurre in denunce circostanziate e penalmente rilevanti ciò che, fino a poco tempo fa, restava confinato in inchieste giornalistiche o racconti orali sull'inefficienza di un sistema, quello di Amiu Puglia, nato male e cresciuto peggio. L'avvocato Vaira è salpato con noi, ha tenuto il timone quando il mare era in tempesta e ora, finalmente, ci permette di scorgere la terra ferma. Ha scelto la concretezza dei fatti al clamore dei social, che ha da tempo abbandonato infatti. La sua determinazione meriterebbe di essere raccontata in un libro o in una serie TV, se nessuno lo farà sarò costretto a scriverlo io”.

Rispetto alle responsabilità politiche dei commissari, Strippoli è netto: “Per i commissari era difficile fare così tanto male in così poco tempo. Il fatto che non ci sia il loro nome tra gli imputati penso che sia derivante solo da un vuoto normativo. Non dimentichiamo che questo governo ha cancellato il reato di abuso di ufficio, cosa di una gravità inaudita”. “L'aspetto più eclatante per me è riferito ad Amiu Puglia, dove ci sono numerose contraddizioni”, dichiara a l’Attacco Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Emerge in maniera conclamata che questa amministrazione, che doveva essere l'amministrazione della legalità e della trasparenza, è stata in realtà parecchio omissiva rispetto ai controlli su Amiu. Nel momento dell'insediamento andavano fatte verifiche sui dati, visto che sarebbero stati falsificati, ma non sono avvenuti, facendo peraltro nascere il dubbio che i dati erano falsificati all'inizio potevano esserlo dopo. Inoltre il contratto non è stato rivisitato, le clausole non sono state rispettate in parecchi casi, l'impianto di biostabilizzazione di Passo Breccioso non è stato ancora affidato con gara, etc. Aggiungo che della verifica affidata all’avvocato Ilacqua ad oggi non abbiamo saputo assolutamente nulla, crediamo che non abbia fatto niente. Né ci risulta che abbia tenuto un incontro nei giorni scorsi con la sindaca, non abbiamo alcuna notizia al riguardo. Insomma, non basta costituirsi come parte civile, cosa che peraltro neanche volevano fare in maggioranza. Oggi il servizio funziona male e la Tari è aumentata”. Amorese non ha dubbi su quanto il Comune dovrebbe fare: “Per me la sindaca dovrebbe chiedere le dimissioni o l'autosospensione del dg Amiu Antonicelli come si dice che avverrà anche in Comune per i dipendenti rinviati a giudizio, oppure egli stesso dovrebbe farlo in via cautelativa. La mia opinione è che l’ex funzionario Sorbo non c’entrasse niente e che il dirigente Longo si sia trovato dopo che tutto era stato già deciso, su Amiu, dai commissari e dalla dirigente Zuccarino. Ricordiamo che la scelta fu fatta dai commissari in entrambi i casi Amiu e cimitero”. Ma che avverrà ora in maggioranza? “Questi rinvii a giudizio sono un problema enorme per la maggioranza. Ma il problema più grande riguarda Antonicelli: se il Comune ritiene che sia vero che il piano industriale e i dati della differenziata siano stati all’epoca falsificati perché non ha agito in alcun modo nei confronti del direttore generale?”., conclude il meloniano. “Pur non entrando nel merito delle questioni giudiziarie, quello che politicamente è stato più volte sollevato è che la scelta del rinnovo ad Amiu, così come è stata fatta, è una scelta a danno dei foggiani che hanno pagato in questi anni per fornire servizi migliori alla città di Bari. Per onestà intellettuale diciamo che il tema è stato più volte sollevato e sottolineato anche da pezzi di questa attuale maggioranza”, commenta a l’Attacco il consigliere di Forza Italia Raffaele di Mauro, ex candidato sindaco del centrodestra. “Sul cimitero non ci risulta che la maggioranza che amministra oggi la città abbia risolto il problema spazi per le sepolture, più volte sollevato”. Ma resta soprattutto il tema delle scelte (molto politiche) operate dai commissari prefettizi rispetto ad Amiu e al cimitero: furono loro a indirizzare il lavoro di chi oggi è imputato.

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