Le lagnanze di queste ore, frutto di una insoddisfazione che dal dominus Pd Raffaele Piemontese in giù va avanti ormai da lungo tempo, hanno preso di mira numerosi aspetti dell’azione (o inerzia) amministrativa. “Il nulla non è neutralità: è una scelta che pesa”, hanno sentenziato i consiglieri comunali dem. “Così come pesa l’assenza di una visione chiara sul Palazzetto dello sport, sugli impianti sportivi diffusi, sulla riqualificazione della Fiera. Lo sport non è un tema accessorio: è coesione sociale, presidio nei quartieri, diritto urbano, strumento potente di inclusione e qualità della vita. Tutti questi luoghi – il centro, la stazione, il Salice, la Fiera, un grande impianto sportivo multifunzionale al coperto, le borgate – non sono capitoli separati. Sono il cuore di una stessa domanda politica: Foggia vuole limitarsi a gestire o vuole diventare più ambiziosa, più bella, più riconoscibile? Il Partito Democratico sceglie di porre questa domanda ora, a metà mandato, perché è il momento giusto per farlo. Coinvolgendo uno per uno i consiglieri comunali che sono, insieme, portavoce positiva e critica nel rapporto tra cittadini e amministrazione. Non per fermare l’amministrazione, ma per rafforzarla, renderla più aperta, più coraggiosa, più collettiva. Governare Foggia non significa decidere da soli. Significa mettere in comune responsabilità, visione e scelte, perché ogni strada, ogni piazza, ogni quartiere torni a sentire che qualcuno se ne sta occupando davvero”. E se a lamentarsi è la prima forza del campo largo, al pari della seconda ovvero il M5S, allora per la sindaca di Foggia Marida Episcopo fare orecchie da mercanti vuol dire andare consapevolmente a schiantarsi. Ma c’è una novità assai ghiotta che trapela dalla NADUP approvata la scorsa settimana dalla giunta municipale.
Si tratta della Nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione 2026-2028, che fa riferimento, tra le altre cose, alla “definizione di un documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) per la realizzazione di un palazzetto dello sport di cui alla DCC n.79 del 09.04.2024, previa ricognizione delle aree urbanistiche ed infrastrutturali tecnicamente idonee ad inserire all'interno di un contesto più ampio finalizzato alla realizzazione di una Cittadella dello Sport”.
Stando a quanto trapela dalla maggioranza, alla luce dell’ottima situazione finanziaria e di cassa di Palazzo di città si intende finalmente concretizzare l’antica promessa di dotare il capoluogo daunio di un nuovo, moderno ed efficiente Palazzo dello sport. Per la sua localizzazione si sta valutando l’enorme zona della Fiera, che si estende su ben 22 ettari e dove stanno per essere ultimati i lavori del parcheggio e del Centro direzionale.
Per “riempire” di contenuti e attività il quartiere fieristico, dove da anni latitano le attività organizzate dall’ente Fiera, si spera da tempo che possano insediarsi altri enti, come l’Università o per l’appunto il Comune. Perché dunque non realizzare qui il Palazzetto dello sport? Del resto il Comune ha qui in essere con l’ente Fiera il contratto per la costruzione del Palatenda, opera mai portata a compimento e di cui c’è la struttura a terra. I beninformati rivelano che si stima un costo di progettazione pari a un milione di euro.
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