Dalle opere pubbliche con genesi nella sua amministrazione al mancato completamento della nuova Orbitale urbana, dalla crisi politica della maggioranza della sindaca Marida Episcopo al proprio processo penale in corso. Torna a parlare l’ex sindaco di Foggia Franco Landella, che l’Attacco ha intervistato.
Cosa ha pensato di fronte alle recenti inaugurazioni? È stato mai invitato a tali eventi, per opere in continuità amministrativa?
Mai successo, mentre io mi comportavo diversamente quand’ero sindaco. Quando toccò a Piazza Mercato ebbi non solo l'accortezza di invitare il mio predecessore Gianni Mongelli ma anche il garbo di dire che quello non era il frutto della mia attività amministrativa punto. È una questione di forma e di correttezza istituzionale, sono rimasto amareggiato per l'ennesima caduta di stile. Nessuno ha fatto il benché minimo passaggio per ricordare l'attività svolta dalla precedente amministrazione. Anzi, avrebbero dovuto anche chiedere scusa per i ritardi da loro accumulati…C'è stato solo un accenno timido e imbarazzato.
A cosa si riferisce?
Ad opere quali i Campi diomedei, l’anfiteatro Mediterraneo, il campo sportivo di Croci Nord. Tutte programmazioni partite con la mia amministrazione. Oppure a quando è venuto a Foggia il presidente della Regione Decaro per l’ex distretto militare, rispetto al cui progetto di ospitare il Museo giordaniano nell’ambito del CIS la matrice propositiva fu nostra. Non ho mai ricevuto un invito, un tentativo di mistificazione della realtà che non si limita solo ad offendere me. Le volgarità involgariscono chi le fa e non chi le riceve, ma ritengo che siano anche la conferma di incapacità pure nelle piccole forme di rispetto istituzionale.
Che giudizio dà dell’attività amministrativa di questi oltre due anni di mandato di Episcopo&Co?
Vedo una città ferma, dove l'attività di programmazione è quella che fu messa in campo da noi. Si è passati dalle tre E – efficacia, efficienza ed economicità - alle tre I, ovvero incapacità, imbarazzante e improvvisazione. Il vero cambiamento che questa amministrazione ha realizzato è nella consonante. Penso, ad esempio, a come sia ferma da lungo tempo la struttura che deve ospitare il Centro antiviolenza in via D’Addetta. I lavori sono terminati, l’interdittiva dell'impresa è venuta meno da parecchio. Per non parlare del Centro per anziani Palmisano, che con me era aperto e funzionante e con loro è chiuso da anni.
L’assessore Galasso, rispetto alle criticità per i lavori di realizzazione di 56 alloggi ERS di PINQUA Borgo Croci, ha accusato l’amministrazione precedente di aver previsto inopportunamente porzioni di opere su suoli indisponibili.
Galasso non sa di cosa parla, la situazione lì è complessa per la situazione relativa ai residenti contrari. Il super assessore dovrebbe dire, piuttosto, perché non ha fatto richiesta di finanziamento per il completamento dell'Orbitale, il cui progetto esecutivo è stato fatto peraltro da un loro sostenitore quale l’architetto Augusto Marasco, che ebbe quell’appalto con me. Io ho realizzato il primo lotto senza contenziosi né altri problemi. Loro, al momento dell'inaugurazione, avrebbe dovuto iniziare il secondo lotto. Avevano due misure di finanziamento da cui poter attingere: PNRR e FSC. Invece non si sono mossi né con l'uno né con l'altro. C’è il progetto esecutivo, lo volli perché dava una marcia in più rispetto ai progetti di altri enti in stadio molto meno avanzato. Ma da allora non è successo più nulla. E poi c’è il PUG.
Qualche malevolo, pure nel campo largo, insinua che Galasso non voglia completare l’iter del PUG.
Entro la fine del mio mandato sarebbe stato approvato. Galasso spieghi come pensa di riammagliare la città rispetto alla seconda stazione. Non so se voglia o meno completare il PUG, di sicuro la città è bloccata con conseguenze evidenti anche a livello economico e di mancato sviluppo. È sotto gli occhi di tutti. Ci sono stati, peraltro, una serie di atti molto discutibili tra affidamenti diretti, eventi strapagati, opacità nelle concessioni di alcuni beni pubblici. Forse dipende dal fatto di essere sicuri della propria impunità, come avvenne in passato per i debiti fuori bilancio da quasi 7 milioni ai tempi in cui l’attuale consigliere Pd Italo Pontone era assessore ai lavori pubblici. Evidentemente a loro è concesso tutto. In più c'è il tema dell'housing sociale, non voluto dalla Regione. Le imprese che parteciparono al bando hanno certamente subìto un danno, perché sono state illuse. Galasso dovrebbe riconoscere le responsabilità della sua Regione e del baricentrismo.
Ieri (venerdì, ndr) c’era un incontro sul protocollo d’intesa per riqualificare le aree intorno alla stazione.
Noi lo stipulammo nel 2019, bisognava rinnovarlo dopo la scadenza del 2021. Ho sempre considerato importante far continuare il sottopassaggio fino a viale Fortore e realizzare lì un parcheggio per servire l'utenza in arrivo dal Gargano e dal Basso Tavoliere, con un attraversamento dalla stazione fino a viale Vittorio Veneto.
Come commenta la presa di posizione critica di Episcopo alla notizia dell’intenzione di FS Sistemi Urbani di vendere l’ex cinema Ariston ad Unifg?
Penso che quello della sindaca sia stata un'iniziativa molto tardiva. Il Comune dovrebbe agevolare le scelte dell'Università, anziché osteggiarle. Stiamo parlando di un'altra istituzione che porterebbe con la propria presenza e col proprio investimento sviluppo ed economia. Ci sarebbe un potenziamento dell'offerta universitaria anche sul piano infrastrutturale. Del resto ci sono altri contenitori che possono essere riqualificati da parte del Comune. Ma, evidentemente, quando non si hanno le idee chiare, si osteggiano i piani altrui.
E dell’impianto fotovoltaico che RFI vuole realizzare?
È giusto che non sia a ridosso del centro abitato, sarebbe impensabile quella collocazione. Se non c'è una pianificazione chiara si dà adito a speculazioni. Noi bloccammo i propositi speculativi ai tempi del protocollo del 2019.
Come commenta l’attuale crisi politica del campo largo di Episcopo?
Quando la comunità e gli stessi consiglieri di maggioranza lamentano che la città è ferma ostinarsi a mantenere la propria posizione, come sta facendo la sindaca, è pura follia. Chi ha un minimo di conoscenza della politica sa che se i partiti chiedono un riassetto con figure più qualificate va dato ascolto. Io lo feci, anche sacrificando qualche soggetto politico cui ero legato. È giusto, oggi, che partiti e consiglieri di maggioranza chiedano un cambio di passo se vedono immobilismo. Fermarsi e ripartire sarebbe anche un modo per ridare speranza e fiducia. Bisogna fare qualcosa che non sia solo un cambio di assessori. Io ho difficoltà a capire, peraltro, perché c'è la volontà di tenersi assessori che nemmeno sono stati eletti. Non parliamo di semplici frizioni negli apparati politici ma di capacità gestionale. È opportuno che si possa resettare e rilanciare l'azione amministrativa con personalità qualificate. Nell'ultima fase della mia seconda amministrazione ebbi il coraggio di fare una giunta tecnica con persone qualificate quali l’ex comandante della Finanza Gazzani e l’ex giudice Russetti, ma il treno del commissariamento era già partito.
Chi salva tra gli assessori attuali?
Non me la sento di salvare nessuno, le responsabilità sono a monte per quanto esista un gioco di squadra. Servirebbe un tutoraggio da parte di persone esperte, quantomeno.
Trapela dal campo largo delusione rispetto alla scelta di Episcopo come candidata sindaca e all’operato di Galasso.
Quando si usa un nome di facciata, in un momento particolare, senza esperienza politica e gestionale, senza una vera conoscenza della macchina amministrativa…Si possono avere anche 10.000 lauree ma poi si fa acqua da tutte le parti quando si governa un Comune. Non sarebbe neanche corretto scaricare tutte le responsabilità sulla sola sindaca, perché i partiti sono responsabili delle proprie scelte e ora ne pagano le conseguenze. Anche il Pd indicò gente sprovveduta per la giunta e ora non può limitarsi a dire che sono stati eletti per difenderli. Era opportuno che facessero dei percorsi da consiglieri. Lo scaricabarile sarebbe un gioco subdolo. Mi auguro che oggi ci si renda conto di dover fare gli innesti giusti per rilanciare l'azione amministrativa e che la sindaca non si intestardisca ancora sulla propria posizione.
È terminata la sua incandidabilità conseguente allo scioglimento per mafia del consiglio comunale?
I due turni elettorali di sosta forzata sono strapassati. Lo dico pur non avendo alcuna in tenzione di ricandidarmi. La Corte d'appello ha detto che non ho avuto collegamenti, né diretti né indiretti, con la criminalità organizzata. Subisco l’anomalia della responsabilità oggettiva del sindaco per omessa vigilanza, ma la competenza sul controllo degli atti è in capo al segretario generale, che è anche il dirigente anticorruzione. Io non avevo il potere né le condizioni per poter vigilare sugli atti e sui procedimenti. Non può esistere uno strumento che dà così tanta discrezionalità ad un prefetto, rivelandosi antidemocratico e antigiuridico. Mi auguro che il Parlamento ponga rimedio con una riforma, purtroppo nessuno si muove perché intervenire sul tema si presterebbe a strumentalizzazioni da una parte e dall'altra. Servirebbe condivisione tra tutte le forze politiche. L'occasione è stata persa quando l'ipotesi di commissariamento si ebbe, lo scorso anno, rispetto al Comune di Bari. Decaro, ex sindaco ed ex presidente ANCI, avrebbe dovuto discutere con l'amico Raffaele Fitto, che in quel momento voleva diventare vicepresidente della commissione UE, della necessità di modificare la normativa. Invece ciascuno si è limitato a perseguire i propri, sia pur legittimi, interessi politici, dimenticando che bisognava mettere un argine ad una norma antidemocratica. Ribadisco che, nel mio caso, non c'è stata revoca di atti nel periodo commissariale, oltre a quanto stabilito dalla Corte d'appello di Bari.
È sereno rispetto al processo penale in corso?
Siamo passati dalla presunzione innocenza all'opposto…La mia vita, politica e anche personale, è sospesa ad un procedimento che temo sarà molto lungo. Sono passati già cinque anni e siamo ancora nella fase dibattimentale del giudizio di primo grado. L'agonia fa più male di una condanna definitiva. Non so quanti altri anni dovrò aspettare per dimostrare la mia estraneità ai fatti.
Fa un pronostico rispetto all’esito del referendum sulla riforma Nordio della magistratura?
Mi auguro prevarranno i sì. Sto registrando tante strumentalizzazioni, specie dal fronte del no. Non è una battaglia politica del centrodestra, è una lotta per il rispetto del principio di parità delle parti, di terzietà reale del giudice. Vogliamo eliminare il sospetto di condizionamento dei giudici rispetto ai pm? La magistratura rimarrebbe indipendente rispetto alla politica. Bisogna eliminare le derive del correntismo, il potere delle correnti di nominare procuratori ed altro, ovvero il sistema Palamara dopo il quale non c’è stata un'azione incisiva pur trattandosi di uno scandalo enorme.
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