La richiesta di istituire una Consulta comunale sulla disabilità e sulla mobilità delle persone con disabilità tiene aperto il dibattito sul funzionamento dei Servizi sociali del Comune di Foggia, tornati al centro dell’attenzione pubblica nelle ultime settimane. Di recente, come raccontato su queste colonne, diverse realtà del terzo settore hanno segnalato ritardi e difficoltà nei rapporti con gli uffici comunali, riaccendendo l’attenzione sull’organizzazione del settore e sulla capacità della macchina amministrativa di garantire tempi certi nelle procedure. Un tema che ha finito per investire anche il piano politico. Nelle scorse settimane, infatti, il funzionamento dei Servizi sociali è entrato con veemenza nel confronto interno alla maggioranza che sostiene la Sindaca Maria Aida Episcopo, con un’attenzione particolare all’assetto dell’area welfare e al ruolo della dirigente Serafina Croce. Da tempo i rapporti tra la dirigente e l’assessora ai Servizi sociali Simona Mendolicchio risultano segnati da frizioni operative e differenze di impostazione nella gestione del settore. Una dinamica che nel tempo è diventata anche politica, coinvolgendo il Movimento 5 Stelle – forza di riferimento dell’assessora – e finendo sul tavolo della verifica amministrativa in corso a Palazzo di Città. Da una parte l’assessorato che chiede maggiore rapidità nell’attuazione delle misure e un rapporto più diretto con il territorio; dall’altra una struttura amministrativa che continua a muoversi a rilento. Nel mezzo la posizione della Sindaca Episcopo, che nelle ultime settimane ha difeso la permanenza dell’attuale assetto dirigenziale richiamando anche le valutazioni positive ottenute dalla dirigente Croce sul piano della performance. Una scelta che, se sul piano amministrativo appare difficilmente contestabile, sul piano politico non ha chiuso il confronto. Anzi, lo ha inasprito. Sono note, infatti, le antipatie tra la prima cittadina e l’assessora pentastellata. In quest’ottica, del resto, anche all’interno del M5S viene letta la chiusura della Sindaca. È in questo clima che si inserisce l’iniziativa dell’associazione Solidea, che il 27 marzo ha depositato a Palazzo di Città una richiesta formale per attivare la Consulta prevista dall’articolo 47 dello Statuto comunale. Una proposta che, ricordano i promotori, era già stata avanzata undici anni fa senza però trovare seguito.
Nel comunicato diffuso dall’associazione si sottolinea la necessità di costruire uno spazio stabile di confronto tra istituzioni e società civile. “La costituzione della Consulta rappresenta uno strumento concreto, aperto e partecipato, capace di collaborare con l’amministrazione comunale sulle questioni che incidono quotidianamente sulla qualità della vita di concittadine e concittadini”, si legge nella nota. “L’organismo dovrebbe coadiuvare l’amministrazione nelle scelte che riguardano inclusione, accessibilità, mobilità e servizi essenziali, favorendo un confronto strutturato e continuativo tra istituzioni e società civile”. Per Solidea il punto centrale è il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nei processi decisionali che riguardano la città. “La partecipazione delle persone con disabilità non può essere considerata un elemento accessorio, ma un principio cardine di una governance moderna”, si legge ancora nel documento, che invita l’amministrazione ad aprire un confronto istituzionale con le associazioni per definire un regolamento condiviso della Consulta. Alla richiesta hanno già aderito numerose realtà associative e sindacali – tra cui Cgil, Cisl e Uil pari opportunità – insieme a diverse organizzazioni impegnate nel campo dell’inclusione sociale, che vedono nella Consulta uno strumento di rappresentanza ma anche di coprogettazione delle politiche pubbliche.
La proposta ha trovato l’apertura dell’assessora ai Servizi sociali Simona Mendolicchio, che ieri ha annunciato a l’Attacco l’intenzione di procedere con una risposta formale all’associazione promotrice. “Siamo stati impegnati su altri fronti, ma da parte mia c’è assoluta apertura e una risposta favorevole alla questione. Non l’ho ancora formalizzata ma non ho alcun motivo ostativo”, ha spiegato. Nel ragionamento dell’assessora, la Consulta rappresenterebbe anche uno strumento utile per rafforzare il monitoraggio sul territorio. “Avevo già inserito nelle linee programmatiche l’istituzione del garante, ma anche la consulta va bene. È importante che le associazioni abbiano il polso della situazione. Non si può essere presenti in ogni punto della città e un monitoraggio di questo tipo è molto positivo”.
Mendolicchio ha quindi chiarito i passaggi amministrativi necessari. “Accolgo la richiesta e la formalizzerò. Poi servirà il tempo tecnico per stilare il regolamento, che sarà predisposto dalla tecnostruttura. Da parte mia non ci sono problemi e credo neppure da parte della Sindaca o dell’amministrazione”. L’assessora ha anche ricordato che il Comune sta già lavorando su altri - discussi - organismi di partecipazione. “Abbiamo fatto la Consulta del Verde e si farà quella del Terzo Settore, il cui regolamento è già pronto. Quando si accoglie l’istanza si dà mandato agli uffici competenti”.
Infine il riferimento alle tempistiche. “Per quello che mi riguarda lo farò anche domani. Manderò una risposta formale all’associazione e poi darò mandato agli uffici, in modo che ci siano tempistiche decenti. Perché poi tutto dipende da questo. Se la tecnostruttura non si muove, la cosa può prendere tempo”. Un passaggio conclusivo che, nel contesto delle tensioni che attraversano l’area dei Servizi sociali, suona come un richiamo implicito alla macchina amministrativa e non solo. Quando l’assessora parla di tempistiche decenti della tecnostruttura, infatti, il riferimento appare inevitabilmente legato proprio al rapporto – ancora irrisolto – con la dirigente Croce, ma anche con la Sindaca Episcopo.
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