“Vi consegniamo il nostro entusiasmo, i sogni e la voglia di crederci”. La città nuova che vogliono gli studenti universitari

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Entra nel vivo la programmazione degli studenti dell’Ateneo di Foggia impegnati nel progetto La Città che Vorrei, luogo di sintesi di elaborazione ed idee

che esiterà in un Manifesto sulla rigenerazione.
Oggi è in programma il primo momento assembleare che segna l’inizio della fase di discussione allargata e che avrà luogo alle 15,30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici, in Via Arpi.

Le aree di intervento sono state divise per macro-temi e sono Welfare, Sostenibilità e ambiente, Antimafia, Arte e Cultura, Educazione, Economia e sviluppo. A spiegare i dettagli di questo incontro è Mirko Bruno, presidente del Consiglio degli studenti: “Si tratta di un primissimo momento di discussione sui macro temi scelti, in cui si analizzeranno i dati raccolti sino ad ora, in relazione ai desideri degli studenti e dei giovani di questo territorio e, successivamente, si cercherà di proporre una linea direttiva da seguire - grazie anche ai commenti e ai consigli di alcuni professionisti del territorio - che servirà per poi iniziare i lavori sulle progettualità (fase 2) che andranno a costruire il nostro manifesto finale che sarà poi presentato alle istituzioni (fase 3). È una chiamata all'azione per tutto il territorio. L'inizio di un progetto ambizioso, ma necessario”.

Dalla costituzione del gruppo di lavoro ad oggi sono state tantissime le sollecitazioni ed i suggerimenti per le indicazioni di percorso da seguire e per orientare le linee di sintesi del programma che per la prossima primavera dovrebbe giungere a compimento, pronto per essere presentato all’intera comunità accademica ed alla città, come spiega Bruno a l’Attacco.

“Ad una prima analisi delle riflessioni che ci sono state consegnate emerge un riferimento insistente al concetto del prendersi cura, dell’altro da sé, dell’ambiente, dei bisogni del cittadino. Dal mio punto di vista è una sollecitazione che indica il bisogno di potersi affidare e riferire con rinnovata fiducia allo Stato e di tornare a credere nella politica, non tanto riferita alle aggregazioni partitiche, quanto piuttosto al significato greco del termine, urgenza e speranza che si possa tornare ad occuparsi della cosa pubblica e della comunità, dei bisogni delle persone, nel senso più nobile ma anche nel concreto - afferma il Presidente del Consiglio degli studenti universitari -. Il contributo più importante che noi studenti possiamo consegnare in questo momento è la voglia di crederci, di assumerci la responsabilità di partecipare, che forse è mancata nell’ultimo periodo qui in città e che anche adesso è forse difficile ricercare, anche se a mio parere qualcosa si è smosso con l’impegno mostrato dalle istituzioni per la legalità, ed anche con la reazione sociale e civile dopo gli accadimenti oscuri degli ultimi tempi”.

A portare il suo saluto all’odierna assemblea autogestita dagli studenti ci sarà il Rettore Limone insieme alla delegata Palmieri: “Abbiamo la consapevolezza di avere avviato un progetto ambizioso, forse il più rilevante del mandato di questo Consiglio degli studenti, ne siamo consapevoli, è una grande e bella sfida per noi, produrremo una visione che viene fuori dai dati sin qui raccolti e che continuerà nel futuro di chi vuole restare a vivere in questa città. C’è tanto dei nostri sogni e dei nostri desideri, anche legati alla fisiologica visione del mondo dell’età giovanile, ma chiameremo in nostro soccorso la comunità accademica a dare il suo contributo da tutti i Dipartimenti e le aree disciplinari, ed i professionisti che vorranno affiancarci con la loro esperienza in questa avventura”.

La stessa organizzazione che è stata predisposta per l’elaborazione del manifesto ha coinvolto tutti i 30 componenti del Consiglio e tra essi sono stati individuati i referenti per marco-temi: “Siamo soddisfatti della risposta ottenuta dal corpo studentesco, abbiamo fatto circolare l’idea del progetto su tutti canali social ed istituzionali - riferisce a conclusione Mirko -. Io dico alla città ascoltateci e facciamo insieme qualcosa di nuovo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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