La storia di una comunità si legge e si racconta anche attraverso i suoi personaggi più stimati, tanto più se hanno dato lustro fuori dai propri confini. E da Castelluccio dei Sauri arrivano un paio di conferme che promettono di restare nel patrimonio del borgo, visto che l’amministrazione comunale ha deciso di intitolare due importanti presidi ad altrettanti sacerdoti: la biblioteca a monsignor Michele Falcone e il museo a padre Lorenzo Montecalvo.
“Entrambi, pur avendo operato lontano dal luogo natio – ha spiegato il Sindaco Antonio Del Priore - hanno sempre mantenuto un legame fortissimo con la propria terra e la comunità di appartenenza, per cui la cittadinanza ha voluto dare alla loro memoria un segno concreto di gratitudine e riconoscimento”.
La biblioteca è in fase di completamento, a seguito di un “Intervento di rifunzionalizzazione” finanziato con fondi regionali, e la sua riapertura è in programma il prossimo 28 marzo, quando sarà inaugurata con la sua nuova veste che comprende una sala lettura, una sezione per i bambini, uno spazio multimediale e perfino un angolo relax per incontri e conversazioni.
Monsignor Falcone era nato nel 1945 in una famiglia di agricoltori dove aveva appreso il rispetto degli altri, la dedizione al lavoro e l’importanza della vita cristiana. Ha frequentato le scuole elementari in paese e le medie al Seminario di Bovino, le superiori e la formazione teologica a quello di Benevento. Era stato ordinato sacerdote direttamente da Paolo VI nel 1970 in Piazza San Pietro, evento che lo segnerà per tutto il resto della sua vita. Ha ricoperto numerosi incarichi: per tre anni è stato vice rettore al liceo nel Seminario regionale di Benevento, per sette anni è stato collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista de’ Rossi di Roma, per ventuno anni è stato parroco alla Chiesa Matrice di San Nicola e vicario di San Michele Arcangelo a Sant’Agata di Puglia, per cinque anni è stato decano parroco della Concattedrale e della parrocchia San Pietro di Bovino, per quindici anni è stato vicario episcopale per la zona pastorale di Bovino.
E’ stato un apprezzatissimo insegnante che ha sempre considerato una missione e non un mestiere, anche grazie a un solida e variegata formazione culturale e teologica acquisita nei più importanti istituti ecclesiastici di influenza vaticana, poi messa in pratica nelle scuole delle città dove ha operato, ma anche a San Severo e a Foggia nei corsi di Scienze religiose dei rispettivi istituti. Numerose anche le pubblicazioni composte su temi e problematiche di grande attualità come la persona, la famiglia la società.
“Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta. Fede e ragione sono le due ali della libertà per volare nel cielo della Verità”. Questa espressione di Giovanni Paolo II nella enciclica “Fides et ratio” lo ha animato per lunghi anni. Secondo Falcone, non dai principi ma dalla persona è necessario partire per un discorso morale; non l’uomo è fatto per la legge ma la legge per l’uomo.
“Don Michele si è sempre interessato e ha partecipando attivamente alle vicende culturali e religiose della nostra comunità - si legge nella delibera di intitolazione della biblioteca – e nell’ultimo scorcio di vita, in precarie condizioni di salute, rientrò definitivamente a Castelluccio dove ogni domenica celebrava la messa vespertina, facendolo anche quando le sue condizioni di salute avrebbero consigliato riposo e cautela. Non riusciva a rinunciare all’incontro con la gente e all’occasione per esplicare il suo insegnamento, avvertito come un dovere, un bisogno di ‘restituzione’ alla comunità che lo aveva generato, di quanto appreso dallo studio, dalla ricerca e dalla vita vissuta al servizio degli altri”.
Si è spento il 24 giugno 2016 ma è rimasto nella memoria collettiva della comunità che lo ha sempre tenuto in grande considerazione.
Dopo la biblioteca, a fine aprile a Castelluccio dei Sauri è in programma l’apertura del nuovo Museo della Civiltà Contadina ed Emigrazione, intitolato alla memoria di padre Lorenzo Montecalvo, morto l’anno scorso a causa del Covid. Il sacerdote vocazionista all’età di 12 anni ha svolto quasi tutto il suo percorso ecclesiastico a Napoli dove è stato parroco in due diverse comunità, dal 1983 al 2016, pur essendo stato ordinato negli Stati Uniti nel 1970. E’ stato punto di riferimento delle comunità catecumenali del territorio, ma è stata evidente soprattutto la sua opera di comunicazione e divulgazione del Vangelo. Per quindici anni è stato direttore di Spiritus Domini, rivista di spiritualità dei Padri Vocazionisti, ospite mensile di Radio Maria, ma la sua maggiore popolarità è certamente dovuta al cosiddetto “Granellino”, pubblicato per venticinque anni, nato come settimanale cartaceo che in seguito si è trasformato in una striscia quotidiana distribuita sui maggiori social network, soprattutto Facebook e WhatsApp. Era un suo commento alla Parola del giorno, ma tradotto in dieci lingue.
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