Dallo scorso primo aprile anche i Testimoni di Geova hanno riaperto i luoghi di culto per partecipare alle riunioni in presenza. Dati alla mano in Italia sono state riaperte al pubblico circa 1.100 Sale del Regno, comprese le 196 della Puglia, dove si riuniscono oltre 18mila fedeli.
A motivo della pandemia, nei due anni appena trascorsi, tutti i luoghi di culto erano rimasti chiusi e le riunioni religiose erano state trasferite su una piattaforma online a cui potersi collegare da casa con il proprio dispositivo elettronico. “In Puglia le riunioni in presenza erano sospese dal 6 marzo 2020 per motivi di cautela – spiega a l’Attacco Antonio Petrucci, anziano di Congregazione - l’ingresso sarà ora nuovamente consentito seguendo alcune norme fondamentali di sicurezza sanitaria, sulla base del protocollo firmato col governo.
Continueremo l’attività quindi con questa formula mista – rincara – iniziando nuovamente ad avere contati con i nostri fratelli. Il ritorno in presenza è certamente un’altra cosa rispetto alle riunioni tenute finora in rete: non ci abbracceremo, non ancora, ma torniamo a guardarci negli occhi con la massima prudenza. Tutti i partecipanti infatti adotteranno la mascherina, l’igienizzante e tutti i sistemi di sicurezza sanitari previsti”.
Per garantire la sicurezza di tutti, le riunioni saranno tenute in modalità ibrida, unendo la partecipazione in presenza a quella online per chi vorrà ancora collegarsi da casa. Dopo un periodo di test di alcuni mesi che ha prodotto ottimi risultati sia dal punto di vista tecnico che della sicurezza sanitaria, la modalità ibrida è stata estesa a tutti i luoghi di culto in Italia.“La riapertura dei luoghi di culto ha generato un grande entusiasmo – commenta Giuseppe Carbonara, portavoce per Puglia e Basilicata dei Testimoni di Geova - non vedevamo l’ora di conoscere di persona tutti coloro che abbiamo visto solo sullo schermo durante i nostri incontri virtuali. Negli ultimi due anni, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia, c'è stato un sorprendente aumento di presenze alle nostre riunioni da parte di giovani, anziani e anche molti che studiano la Bibbia con noi. Ad esempio, alla riunione annuale più importante, la Commemorazione della morte di Gesù, nel 2021 hanno partecipato in Italia quasi 520.000 persone”. “Non ancora riusciamo a predicare di casa in casa – aggiunge Petrucci – dobbiamo ancora “accontentarci” del telefono o delle email. Siamo ottimisti: seriamo che quest’anno possa davvero rappresentare una svolta”.
Di fatto non tutte le attività saranno riprese in presenza. L’opera di insegnamento della Bibbia, ad esempio, che in passato veniva svolta a domicilio o in luoghi pubblici, continuerà a distanza per lettera, telefono e Internet. “Questo garantirà per il momento una maggiore sicurezza per la salute di tutti – precisa Carbonara - vi sono attualmente oltre 100.000 persone in Italia che studiano la Bibbia con i Testimoni di Geova. È evidente dunque che tra le persone c’è ancora un grandissimo bisogno di spiritualità, che molti desiderano soddisfare nonostante la distanza fisica”.
“Gli eventi storici a cui stiamo assistendo dimostrano palesemente l’adempimento delle Scritture – evidenzia – ci auguriamo che Dio possa adesso intervenire su tutta la sofferenza che affligge il genere umano, affinché ci sia la pace e la sicurezza sulla Terra. Affinché – continua – ci sia davvero amore tra i popoli, un sentimento sceso ormai nel dimenticatoio a causa dell’egoismo dell’uomo”. E proprio sulla guerra Petrucci ha poi concluso: “Come comunità ci siamo organizzati sull’ospitalità: molte famiglie hanno messo a disposizione le proprie case ai fratelli ucraini che ne avessero bisogno”.
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