L’attore e regista Sergio Rubini è stato l’ospite d’eccezione all’Accademia di Belle Arti di Foggia che ha inaugurato l’anno con una cerimonia a cui hanno preso parte tra gli altri il Presidente Massimiliano Arena e il Direttore didattico Pietro Di Terlizzi, l’assessore del Comune di Foggia Davide Emanuele. In una gremita aula magna è stato tracciato un bilancio degli ultimi anni di vita dell’istituzione che ha visto rinnovare gli spazi e le attrezzature per la didattica, che si è andata arricchendo nell’articolazione dell’offerta formativa con le ultime acquisizioni delle scuole di cinema, fumetto, fashion design. “Grande attenzione è stata riposta proprio per le nuove discipline del cinema, oggetto di un rinnovato sforzo, che abbiamo progettato anni fa e che comincia a darci davvero soddisfazione – ha spiegato a l’Attacco il direttore Di Terlizzi -. Cerchiamo di metterci il massimo della cura sia per quel che riguarda la formazione, sia per quel che riguarda la produzione e la ricerca”. Nel suo intervento inaugurale, Di Terlizzi ha naturalmente toccato anche il tema degli spazi dell’Accademia, che è ospitata nella sede della ex Banca d’Italia sin dalla sua istituzione nel 1970, e che di recente ha visto rinnovare il contratto di comodato d’uso, scaduto da tempo, grazie all’intervento dell’ex commissario comunale Cardellicchio.
“Abbiamo un tesoretto di 3 milioni e 800mila euro che vorremmo destinare alla realizzazione di una nuova sede, aspettiamo che qualcuno ci indichi un suolo. Siamo pronti anche a dare il nostro contributo per l’apertura di una galleria d’arte contemporanea, sarebbe un valore aggiunto importantissimo per contribuire a far salire la città nelle graduatorie del benessere della vita” ha detto il direttore.
Ispirato e motivazionale l’intervento del Presidente Arena che rivolto un ringraziamento speciale ai genitori degli studenti che sostengono e accompagnano i figli nella scelta del percorso di studi nelle discipline dell’arte, assecondando il “fuoco sacro che anima i nostri ragazzi. Foggia ha un primato positivo, è una delle poche città in Italia a vantare un’Università, un Conservatorio di musica e un’Accademia di Belle Arti – ha detto Arena -. Dobbiamo trattenere qui i nostri talenti perché attraggono idee e le idee attraggono benessere. Su questi presupposti la nostra deve essere la città della rinascita” ha concluso.
Prima di lasciare la parola all’ospite, si è svolta la consegna di due borse di studio a cura di Massimo Diodati, Presidente dell’Associazione “Noi che l’arte”, conferite a studentesse del corso di Scultura delle Accademie di Bari e di Foggia, meritevoli del riconoscimento perché distintesi nello studio nell’ambito delle arti plastiche durante lo scorso anno accademico.
“Credo che la cosa più importante per i giovani sia continuare a sognare e immaginare che il futuro sia una speranza, perché negli ultimi decenni abbiamo cominciato a pensare al futuro come ad un buco nero – ha esordito Rubini -. Io appartengo alla generazione invece per la quale il futuro era un orizzonte di speranza e questo dà tantissima energia. Quando invece il futuro fa paura produce depressione, soprattutto nel mondo dei giovani”. Poi l’attore ha parlato delle sue personali esperienze nel cinema, e di come il linguaggio del grande schermo può produrre anche ricchezza e Pil, come è stato nel caso della sua Puglia, che per primo ha raccontato nei suoi film.
“Ho cominciato a girare in Puglia quando nessuno ci veniva, nel Salento quando nessuno lo conosceva, negli anni in cui si veniva sul Gargano, che era la parte più pregiata della regione. Ho cominciato con Procacci nell’89 girando il mio primo film ed abbiamo scoperto dei territori bellissimi, li abbiamo in qualche modo divulgati attraverso il cinema. Poi c’è stata la sapienza di alcuni politici che hanno intercettato questo stimolo che aveva a che fare con il cinema ma anche con la musica, con il buon cibo, e la Puglia è oggi una regione assolutamente rinata, grazie a qualcosa che ha a che fare con la cultura, dovrebbe essere un modello per tutta l’Italia” ha continuato Rubini, che ha incentrato la sua relazione sul tema de “Lo spazio cinematografico”, spaziando da argomenti legati al cinema e all’audiovisivo sino al successo del paesaggio pugliese come set cinematografico e agli stimoli visivi esercitati dai luoghi guardati attraverso la macchina da presa, utili a inventare e raccontare nuove storie.
“Sono venuto qui a parlare di scenografia, e inevitabilmente parlo anche di territori - ha precisato nell’intervista a l’Attacco -. Parlo del nostro territorio, in modo particolare della Puglia, racconto quanto un territorio possa essere non solo uno spazio geografico ma anche uno spazio cinematografico e mentale, e in qualche modo anche uno spazio turistico grazie alla nostra storia, alla nostra bellezza e cultura”.
Sono ormai innumerevoli le produzioni di lungometraggi, serie tv, documentari, programmi di intrattenimento televisivo che ospita la Puglia, che ancora molto ha da raccontare di sé e dei suoi chiaroscuri, come ha spiegato il maestro Rubini: “Restano ancora da raccontare di questa Puglia contemporanea in primo luogo le contraddizioni di una terra che ha un piede nel futuro ed un piede nel passato, e che ha la sua forza in questa contraddizione. La sua dimensione arcaica che si respira in generale nel sud del mondo, e nella nostra terra in particolare, è la nostra forza ma anche fragilità, i nostri guai vengono proprio da quella dimensione arcaica che non si può bonificare, con cui bisogna convivere e possibilmente smussarla, farla diventare in qualche modo una parte produttiva e non una identità che ci fa soccombere relegandoci solo nella dimensione del passato”.
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