Lo spopolamento si combatte anche vendendo le case abbandonate di un borgo, ricetta che torna utile pure per favorire un certo tipo di turismo con o senza radici, ma in grado di generare economia reale per le comunità che mettono insieme progetti, idee e azioni concrete, poi evidentemente emulate. E’ quello che sta succedendo da qualche anno a Biccari con l’iniziativa “Case a 1 euro”, e relativo catalogo on line di tutte le abitazioni di proprietari disponibili ad alienarle, ha provocato una straordinaria eco mediatica che ha addirittura sorvolato gli oceani, con attenzioni rivolte da network americani, per un messaggio che non si è affatto rivelato una trovata pubblicitaria della durata di una giornata di visibilità. E in effetti ora può essere soppesata con un primo bilancio effettivo. I numeri raccontano che dal 2021 a oggi sono ben 36 gli immobili passati di mano, altri 2 sono oggetto di stipula preliminare, e altri 7 ancora figurano ceduti al di fuori dell’azione portata avanti direttamente dall’Amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Gianfilippo Mignogna e il suo primo collaboratore in questo settore, Urbano Pierro.
Di queste abitazioni, meno della metà sono state acquistate da italiani, pochissimi già residenti in paese, mentre altre provenienze sono Foggia, Troia, Trani, Bari, Napoli, Venezia, Cremona e Pavia, quasi tutte immaginate come rifugio per brevi vacanze in luoghi che comunque sono in grado di offrire elementi piuttosto difficili da ritrovare nelle grandi città, specie del nord, ma non mancano le intenzioni di stabilire sul posto la propria residenza, o magari un investimento personale con una destinazione da affittacamere.
E poi ci sono gli stranieri, con richieste e successivi rogiti animati da gente interessata da Germania soprattutto, ma anche Russia, Brasile, Stati Uniti, Portogallo, Messico, Romania, Cuba e ovviamente Argentina, il Paese che in questo momento è il più “vicino”, con una intera comunità di persone in continuo ricambio ma “stabilmente” presente, grazie alla relazione avviata da anni con l’Associazione Argentina per il Mondo che favorisce l’arrivo di sudamericani di origini italiane alla ricerca della storia dei propri avi e soprattutto del secondo (utilissimo) passaporto.
Tuttavia, l’aspetto ancora più interessante di questa operazione è il sistema economico e finanziario che si è sviluppato, non soltanto con il vero e proprio versamento delle somme necessarie per la compravendita calcolato in circa 650 mila euro, ma ancora di più attorno agli interventi di ristrutturazione di cui quasi sempre gli edifici hanno bisogno, naturalmente a seconda del precedente grado di manutenzione effettuata. E qui le voci si sdoppiano, tra progettazioni e successivi lavori edilizi, quasi tutte assegnate a professionisti e imprese del territorio, per un totale di circa un milione e 400 mila euro.
Un tedesco da solo (tra acquisto e rifacimento di tre alloggi) ha speso a Biccari oltre 300 mila euro, una famiglia mista di statunitensi e portoghesi ne ha sborsati 225 mila, mentre un messicano ne ha spesi 136 mila in totale per due unità immobiliari. Sembra che la strada più ricercata, e ormai diventata praticamente internazionale con la presenza contemporanea di più “continenti”, sia Via Madonna delle Grazie, con ben sette abitazioni rilevate nel giro di pochi metri, vicolo compreso.
A Biccari, quindi, hanno avuto l’intuizione di anticipare un trend attualmente in crescita a livello mondiale, quello di cercare una seconda sistemazione che possa consentire di “scappare” dalla routine quotidiana o stagionale, così come confermato dagli ultimi dati del portale Gate Away che mette proprio le case pugliesi (al quinto posto in Italia) tra quelle maggiormente ricercate.
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