Innescare processi di partecipazione civile e sociale. Questo è il compito dei 1.000 e passa delegati indicati dalle diocesi italiane e da tante associazioni e movimenti nazionali che si sono dati appuntamento a Trieste per la cinquantesima edizione della Settimana sociale dei cattolici in Italia. L’obiettivo ambizioso è andare al cuore della democrazia, come recita il tema. Sono appunto la democrazia e la partecipazione le basi del documento preparatorio “che pone al centro la necessità di cambiare registro: da un racconto pessimistico di un’Italia senza alcuni aspetti sociali, politici ed economici – spiega il professore Massimiliano Arena, direttore della Pastorale Sociale -, ad un’Italia fatta di tante piccole forze positive che necessitano di fare rete, comunità, ascoltarsi, partecipare insieme a nuovi spazi di crescita, ricrescita e rinascita del bene comune”. “Democrazie imperfette vulnerano le libertà: ove si manifesta una partecipazione elettorale modesta – ha detto il Presidente Sergio Mattarella inaugurando la Settimana -. Oppure ove il principio ‘un uomo-un voto’ venga distorto attraverso marchingegni che alterino la rappresentatività e la volontà degli elettori. Ancor più le libertà risulterebbero vulnerate ipotizzando democrazie affievolite, depotenziate da tratti illiberali”. In una terra di confine come è quella di Trieste – sede scelta perché crocevia europeo e approdo di numerosi migranti -, ci sono 5 delegati dall’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: il citato Arena; l’arcivescovo Franco Moscone; don Emanuele Granatiero, vicario della San Giuseppe Artigiano a San Giovanni Rotondo; Annapaola Bisceglia, animatrice di comunità del Progetto Policoro e membro della Comunità Laudato Si di San Giovanni Rotondo; Giovanni Simone, collaboratore parrocchiale della Pastorale Familiare di Carpino e membro del Consiglio Pastorale Diocesano.
“La diocesi ci ha sempre preso parte in precedenza –ricorda Massimiliano Arena – e per padre Franco è la seconda volta, visto che eravamo presenti nella scorsa occasione a Taranto, nell’ottobre 2021, quando il tema al centro della Settimana era il pianeta che speriamo, quindi ambiente, lavoro e futuro”.
Ci sono le ‘piazze della democrazia’ che si animano nel pomeriggio con relatori e testimonianze, gli stand dei ‘villaggi delle buone pratiche’, le tavole rotonde tematiche e i laboratori della partecipazione. Tutto in 5 giorni, dal 3 luglio scorso fino a domenica 7 luglio prossimo.
Tra un appuntamento e un altro, l’Attacco è riuscito ad ascoltare direttamente padre Franco Moscone. L’arcivescovo osserva che per quanto “siamo ancora all’inizio delle giornate, comunque credo che siamo già entrati nel cuore del problema. La democrazia va amata come principio, va curata e va sostenuta – rimarca -. Tutto questo avviene se non si sta lontani da lei, se non distacco il mio cuore dal cuore della democrazia”.
La mancanza di partecipazione alla vita della comunità, insieme alla “sfiducia e alla voglia di mettersi parte - aggiunge Moscone – generano un sistema privato e puramente individualista in cui rifugiarsi, che non aiuta a migliorare il nostro tessuto democratico e le nostre relazioni. Né a livello territoriale, né di singole città e né tantomeno di chiesa locale e universale”.
È un aspetto che “va curato e terapeuticamente sostenuto giorno dopo giorno. Serve allontanare la sensazione dell’isolamento, della chiusura nell’individualismo e nel privato che talvolta è di gruppo – ribadisce l’arcivescovo sipontino -, perché è una sensazione che non concorre a costruire la trama delle relazioni sociali, civili ed ecclesiali a nessun livello e in nessun territorio”.
“Nessuno nasce da solo – riprende -. Potrà anche morire solo ma continuerà a lasciare qualcosa di lui agli altri, magari riempiendo vuoti. È necessario prendere a cuore questa verità come desiderio di cammino, di rinnovamento che, evangelicamente, chiamo di trasfigurazione”. Trasfigurare “è un verbo molto importante, in particolare nel nostro territorio, che non deve perdere la sua forma bella che il Padreterno gli ha dato”.
Padre Franco Moscone ammette a l’Attacco di essere rimasto “particolarmente colpito” dalla citazione che – in occasione dell’inaugurazione della Settimana - il Presidente Sergio Mattarella ha fatto dalla enciclica ‘Populorum progressio’ di Papa Paolo VI: “Essere affrancati dalla miseria, garantire in maniera più sicura la propria sussistenza, salute, una partecipazione più piena alle responsabilità, al di fuori di ogni oppressione, al riparo da situazioni che offendono la loro dignità di uomini, godere di una maggiore istruzione, in una parola fare conoscere e avere di più per essere di più: ecco l’aspirazione degli uomini di oggi, mentre un gran numero di essi è condannato a vivere in condizioni che rendono illusorio questo legittimo desiderio”.
Il Presidente della Repubblica Italiana ha posto poi una domanda: i politici quanto credono a quello che loro stessi dicono? A volte dicono sì senza crederci – il significato delle sue parole -, “ingannando il vero senso dello stare insieme e della vocazione della politica” dice l’arcivescovo Moscone.
Non vuole soffermarsi su un altro passaggio delle parole di Mattarella perché “usciremmo fuori tema se ne parlassimo” precisa. Ha il tempo e l’occasione, però, di specificare che si riferisce al momento in cui il Capo dello Stato ha citato il cardinale Ugo Poletti quando accompagnò la ripresa delle Settimane Sociali chiamandola “diaconia della Chiesa italiana al Paese”.
“Mi sono riconosciuto senza alcun dubbio nel contenuto della citazione – il breve commento di padre Franco -, ma mi ha colpito che Mattarella abbia citato proprio lui e, secondo me, non è casuale”.
La conclusione della Settimana sociale sarà domenica 7 luglio con la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).