Del ‘diritto di restare’ ne ha parlato la scrittrice e filosofa Maura Gancitano, in alternativa a quello di andare via dalla propria terra. Dall’altra parte, invece, ci sono i dati sconfortanti sul cosiddetto inverno demografico che avanza senza quasi incontrare freni. Nella provincia di Foggia – secondo le previsioni demografiche de Il Sole 24 Ore e Istat analizzate su queste colonne dall’economista Nicola di Bari - è stato stimato che nel 2030 mancheranno all’appello rispetto ad oggi 33.407 individui di età compresa tra 15 e 64 anni, quindi ancora in età lavorativa. “Ho pensato che la decrescita demografica sia una vera e propria emergenza e, con la professoressa Apollonia Rinaldi, abbiamo pensato di riprendere il tema per trattarlo a scuola”, riferisce la professoressa del liceo Galilei-Moro di Manfredonia Anna Rita Attanasio.
È la tutor dell’orientamento, ma è anche piuttosto avvezza alla tematica. Se ne occupa sin dai tempi del primo documentario dei fratelli Marco e Andrea Nasuto, con i quali ha un canale diretto e proprio Marco ha reso anche la sua testimonianza ai giovani liceali. Loro non possono ricordarlo bene per ragioni anagrafiche, ma era il 2014 e ‘Made in Livinstone’ – questo il titolo del girato – balzò anche agli onori delle cronache nazionali riflettendo sul consueto dilemma di tanti giovani sipontini: andare via dall’Italia o restare?
L’incontro sul tema ‘Il diritto di restare’ che si è tenuto il 14 dicembre scorso è solo un tassello, una parte di un percorso che è iniziato a settembre scorso. “L’unità prevede la conoscenza di alcune questioni importanti per Manfredonia – riprende la professoressa Attanasio -. Siamo partiti dalla vicenda dell’ex Enichem, ospitando i rappresentanti della Casa della Salute e dell’Ambiente”.
Un’altra parte del progetto si è tenuto con la collaborazione della Curia attraverso la partecipazione al concorso ‘Prepararsi al futuro’, quando i giovani “hanno immaginato la realizzazione di un’attività sostenibile nel territorio di Manfredonia”.
Poi c’è stata l’attività svolta con l’Università di Foggia, con il proposito di rendere i ragazzi protagonisti rendendoli relatori dei propri lavori”.
I ragazzi “hanno dapprima recuperato i dati relativi al declino demografico a Manfredonia, insieme a quelli dell’Università di Foggia. Abbiamo così visto come l’Università – la risultanza spiegata dalla professoressa Barbara Cafarelli, direttrice del DEMET di UniFg – contribuisce a porre un argine al fenomeno tra i giovani, offrendo loro la possibilità di restare e realizzarsi sul territorio”.
Con la guida dei docenti di Matematica del galilei-Moro – i professori Sabrina Ardito, Donato Carpato e Michele Totaro -, gli studenti sono stati divisi in gruppi e ognuno di questi si è occupato, appunto, di un aspetto dell’analisi statistica condotta sulla decrescita demografica a Manfredonia.
“Hanno poi presentato le risultanze nell’auditorium – aggiunge Attanasio - ad altre classi che non sono state coinvolte nel progetto in maniera attiva”. E hanno proposto “ulteriori domande – riferisce Cafarelli -, finalizzate all’approfondimento delle analisi e a una migliore conoscenza dell’Università di Foggia”.
Cafarelli – che è anche autrice delle linee guida del progetto de l’Attacco sul declino demografico in Capitanata - fa notare che “in controtendenza rispetto all’ambito nazionale, soprattutto durante il periodo pandemico, l’Università di Foggia ha avuto l’espansione degli iscritti, in termini di immatricolazione fino al 2023”. Ammette che il territorio della provincia foggiana “è complesso e in sofferenza, dal punto di vista socioeconomico”, però ritiene che proprio la sofferenza e le criticità “potrebbero essere un’opportunità, anziché piangersi addosso, dal momento che dove c’è meno risulta più semplice dare impulso a nuove attività”.
L’attività svolta dalle classi Quarta A, Quarta C e Quinta D del liceo scientifico in maniera attiva - ma comunque rivolta a tutti gli studenti - era tesa nel suo complesso a capire “quanti ragazzi lasceranno Manfredonia dopo gli studi liceali per iscriversi nelle università – annota ancora la professoressa Attanasio - e se questo spostamento sarà definitivo o meno. Cioè: se partono per non tornare più o se poi tornano”.
Quasi un anno fa, l’Attacco riportò l’esperienza del consulente finanziario Tommaso Rinaldi che era andato a svolgere un progetto di educazione finanziaria al Galilei-Moro e, su sua espressa domanda, tutti e 26 gli studenti del corso espressero il proposito di andare via da Manfredonia anche dopo gli studi universitari.
“La nostra è stata un’attività svolta proprio per sensibilizzare i ragazzi – puntualizza la direttrice del DEMET, Cafarelli - e vi ha preso parte anche il giovanissimo ingegnere aerospaziale Marco Nasuto che, pur lavorando oltre i confini nazionali, ha deciso di vivere a Manfredonia lavorando da remoto”.
Una successiva parte del progetto che vede coinvolti come attori protagonisti gli studenti manfredoniani – anticipa in conclusione Attanasio - si terrà insieme al professore Antonello Di Mauro del centro di ricerca CERN di Ginevra, che darà il suo contributo di esperienza “su come si vive la migrazione per trovare una gratificazione professionale”.
“Non vogliamo convincere i ragazzi a restare, per quanto sarebbe certamente bello visto che sono estremamente validi e hanno un futuro brillante davanti. È invece importante che arrivino a fare la scelta in maniera orientata e consapevole, perché spesso succede che non conoscano le opportunità che ci sono nel territorio”, chiosa la professoressa Attanasio.
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