La comunità come scelta quotidiana: amore per propria terra è forza motrice per cambiamento sociale e culturale

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

A distanza di poco più di una settimana dalla sua costituzione, l’associazione Fare Comunità ha elaborato e reso noto un documento programmatico che ne definisce l’identità e gli obiettivi. Una sorta di manifesto ideale che rappresenta non solo un’autodefinizione dell’associazione, ma articola una visione profonda del senso di comunità e del civismo attivo. Il testo, infatti, delinea una concezione dell’impegno civico come sintesi di appartenenza territoriale e responsabilità sociale, offrendo spunti significativi per provare a ripensare il rapporto tra cittadini e territorio. La neonata associazione di promozione sociale ha tra i suoi membri volti noti, perché hanno fatto o fanno ancora attività politica. Ma la politica è stata messa al bando e, piuttosto, la ricchezza potrà venire proprio dall’eterogeneità dei fondatori e componenti. C’è il professore Tonino Prencipe, per esempio, che è stato amministratore locale e provinciale. E c’è Libero Palumbo, ex assessore e attualmente consigliere della civica Città Protagonista. C’è Gaetano Brigida, poi, che è stato commissario cittadino di Azione. E in questa trasversalità, c’è l’onorevole Francesca Troiano e c’è anche l’avvocato Cristiano Romani. 

“Le differenze non ci dividono – assicurano -, anzi, arricchiscono il nostro dialogo e ci permettono di abbracciare prospettive diverse per affrontare le sfide del presente e del futuro. Sono proprio le diversità a rappresentare il nostro valore aggiunto: ogni voce unica contribuisce a creare un coro più armonioso e più forte, capace di affrontare con creatività e apertura le complessità della nostra società”.

La missione di Fare Comunità è piuttosto ambiziosa: promuovere una cultura del civismo che metta al centro il senso di appartenenza, il rispetto reciproco e la partecipazione attiva alla vita comunitaria. Un progetto che viene articolato attraverso la riflessione sul legame tra individuo e territorio che va oltre la semplice residenza geografica. Il testo del manifesto sostiene, infatti, che l’amore per la propria terra rappresenta una “forza motrice capace di trasformare una comunità”, definendo le radici territoriali non solo in termini geografici, ma come complessa rete di legami culturali, storici e identitari. Un concetto che rispecchia appieno l’idea di comunità promossa dall’associazione, che punta a costruire un tessuto sociale più coeso e consapevole.

Una delle caratteristiche salienti del documento è la sua enfasi sulla dimensione attiva dell’appartenenza territoriale. L’amore per la propria terra viene descritto non come sentimento passivo o nostalgico, ma come impulso all’azione concreta. “Amare la propria terra significa anche essere disposti a lottare per essa”, è scritto nel documento con la precisazione però che si tratta di “una battaglia fatta di azioni concrete: difendere l'ambiente, preservare il patrimonio storico e artistico, valorizzare le tradizioni senza chiudersi al cambiamento”. 

Una concezione del legame con il territorio che l’associazione si impegna a stimolare per dare vita a “una nuova stagione di partecipazione e fiducia nel potenziale della nostra comunità”.

Si citano esplicitamente Aristotele e Rousseau come riferimenti teorici per la propria concezione del civismo. Il richiamo alla “Politica” di Aristotele e alla sua definizione dell’uomo come “animale politico” riafferma l’idea che la dimensione comunitaria non sia accessoria ma costitutiva dell’essere umano. Secondo questa prospettiva, quindi, prendersi cura del proprio territorio non è un dovere imposto dall’esterno, quanto piuttosto corrisponde più semplicemente alla “vocazione naturale dell’essere umano”. Il riferimento a Rousseau e al suo “Contratto Sociale” introduce invece il concetto di “volontà generale”, suggerendo che una comunità prospera quando i suoi membri agiscono non solo per interesse personale, ma per il bene comune. 

Oltre ai filosofi classici, il documento cita due figure centrali del pensiero politico italiano: Giuseppe Mazzini e Antonio Gramsci. Il riferimento al primo dei due è per  richiamare la sua concezione della patria “non come semplice territorio, ma come idea da costruire attraverso l’educazione e la partecipazione attiva dei cittadini”. Una visione che Fare Comunità ritiene anche propria, visto che si propone di essere un “catalizzatore di idee e iniziative volte al rilancio culturale, sociale ed economico”. Il richiamo a Gramsci e al suo concetto di “egemonia culturale” enfatizza “la necessità di diffondere un senso critico e partecipativo tra le persone per garantire un vero cambiamento sociale”.

Un passaggio particolarmente significativo del documento riguarda la distinzione tra “cittadino” e “semplice abitante”, perché è “la responsabilità civica l’elemento che distingue il cittadino dal semplice abitante: chi sente di appartenere a un luogo, non si limita a viverlo, ma si adopera per migliorarlo”.

Come viene ribadito in conclusione, quando si afferma che “se vogliamo che la nostra terra prosperi, non basta amarla: dobbiamo dimostrarlo con i fatti”, per sottolineare la necessità di tradurre il sentimento di appartenenza in impegno concreto.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet