Il tanto discusso progetto del Dopo di Noi, volto a garantire assistenza a persone con disabilità, stenta a prende effettivamente vita a Foggia. Al centro di questo blocco vi è l'affidamento della gestione della Comunità Alloggio Giovanni Panunzio e tutte le vittime innocenti della mafia, situata in via delle Orchidee a Posta Conca, un bene confiscato alla mafia, in disponibilità del Comune dal 2012, che è stata ridestinata e pensata per offrire un ambiente idoneo e supportivo a individui con disabilità tra i 18 e i 64 anni.
Nella mattina di ieri, presso la sala consiliare di Palazzo di Città, l'assessora alle Politiche sociali Simona Mendolicchio, affiancata dalla dottoressa Maria Rosaria Bianchi, responsabile dell’Ufficio del Piano Sociale di Zona, dalla dottoressa Teresa Pierro, responsabile del procedimento funzionario, e dalla referente dell’Area Integrazione Socio-Sanitaria, la dottoressa Alessandra Ricci, ha incontrato i rappresentanti degli enti e delle associazioni del Terzo Settore per ridiscutere dell’affidamento della struttura.
Comunità Panunzio, con i suoi 12 posti letto e spazi attrezzati per attività formative, educative e ricreative, risponde pienamente ai requisiti per le Comunità Alloggio, caratterizzate da ridotte dimensioni e bassa attività assistenziale. Nonostante ciò, il percorso avviato dall'Ambito Territoriale Sociale di Foggia per individuare un ente del Terzo Settore, in linea con i parametri fissati dalla Regione Puglia e dalle normative vigenti, idoneo alla cogestione, si è rivelato più arduo del previsto.
Il bando pubblico, lanciato il 14 gennaio scorso, ha visto la presentazione di una singola proposta. Sebbene questa sia stata approvata il 26 marzo, dopo la valutazione di una commissione del 12 marzo, l’ente selezionato ha inaspettatamente rinunciato lo scorso 8 aprile. La riapertura dei termini, avvenuta l'11 aprile, non ha portato a un esito migliore: il 20 maggio, l'unico partecipante si è rivelato inammissibile per mancata conformità ai requisiti.
Durante l’incontro, dopo che la dottoressa Teresa Pirro ha illustrato ai rappresentati delle associazioni e del Terzo Settore presenti il progetto, da alcuni di loro è stato fatto presente a gran voce quelle che sarebbero le problematiche più evidenti sia presenti nel bando, sia dal punto di vista generale, come il posizionamento della struttura, ritenuta da alcuni troppo distante dalla città per poter garantire agli ospitanti un giusto inserimento quotidiano nella società. L'incontro è dunque servito a fare il punto sulle problematiche che ostacolano la cogestione e a ribadire la ferma volontà dell'amministrazione comunale di trovare una soluzione.
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