Parlare apertamente dei drammi quotidiani, allo scopo di educare e sensibilizzare. Queste sono le chiavi per costruire una società più consapevole, equa e sicura. In un'epoca in cui le sfide sociali si fanno sempre più complesse, diventa imperativo affrontare tematiche delicate come la violenza di genere, specialmente con i più giovani. Non si tratta solo di informare, ma di fornire gli strumenti per riconoscere, prevenire e contrastare comportamenti che, anche se apparentemente innocui, possono celare dinamiche di abuso e sfociare in tragedie irreversibili.
In questa ottica, il Rotary Club Foggia Capitanata ha intrapreso un percorso che ha portato alla realizzazione della graphic novel Non si chiama amore, opera che è stata presentata nel corso di un convegno tenutosi nella mattinata di ieri presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia.
La graphic novel è stata realizzata dal fumettista foggiano Giuseppe Guida, sceneggiata da suo figlio Alessandro Guida, pubblicata da La Ruota Edizioni di Roma, ed è stata pensata come uno strumento narrativo innovativo e immediato, allo scopo di sensibilizzare i giovani attraverso il linguaggio del fumetto.
Nel corso del dibattito, moderato dalla presidente del Rotary Club Foggia Capitanata Alessandra Salerno, sono intervenuti Giuseppe Guida e Alessandro Guida, Rossella Pizzarelli, viceispettore della Polizia di Stato, la dottoressa Ada Beomonte Zobel, psicologa e psicoterapeuta specializzata in infanzia e adolescenza, i volontari di Impegno Donna, Alfredo Traiano, che ha offerto la sua testimonianza personale in quanto figlio di donna vittima di violenza, e il governatore del Rotary Distretto 2120 Lino Pignataro.
Al convegno erano presenti numerosi alunni frequentanti le scuole secondarie di primo e secondo grado di Foggia, accompagnati dai loro professori.
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