La Regione Puglia rinnova e potenzia il progetto “Scuola, Sport e Inclusione” per l’anno scolastico 2025/2026, consolidando un modello educativo che da nove anni utilizza lo sport come strumento di integrazione scolastica e sociale. L’iniziativa, presentata nello spazio Agorà del Consiglio regionale, coinvolge assessorato regionale, Ufficio Scolastico Regionale e Comitato Italiano Paralimpico Puglia, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’inclusione a partire dai banchi di scuola.
La principale novità di quest’anno è l’avvio di una fase sperimentale dedicata alle classi quarte e quinte della scuola primaria, un passaggio significativo che mira a educare all’inclusione fin dall’infanzia. Accanto alle scuole primarie partecipano oltre 200 istituti secondari di primo e secondo grado, per un totale di più di 2.400 studenti coinvolti su tutto il territorio regionale. Il progetto si fonda su gruppi di lavoro composti in modo equilibrato da studenti con disabilità e compagni tutor, favorendo cooperazione, empatia e socializzazione.
Un ruolo centrale è svolto dalle federazioni sportive paralimpiche, che mettono a disposizione tecnici qualificati per discipline come atletica leggera, corsa campestre, parabadminton, basket 3vs3 e calcio balilla. Complessivamente sono previsti 14 incontri extracurriculari per le scuole secondarie e 21 incontri curriculari per la primaria, garantendo continuità educativa e qualità formativa. L’investimento regionale, pari a circa 400.000 euro, conferma la volontà istituzionale di rendere strutturale un percorso che ha ormai valore nazionale.
Accanto all’attività sportiva, il progetto valorizza il protagonismo degli studenti attraverso un concorso di idee per la creazione del logo ufficiale, con un premio destinato all’acquisto di attrezzature sportive per la scuola vincitrice. L’efficacia dell’intervento sarà monitorata con questionari di valutazione ex-ante ed ex-post, per misurare aspettative, impatto educativo e gradimento delle attività.
“Scuola, Sport e Inclusione” si conferma così un laboratorio di buone pratiche, capace di unire istituzioni, scuola e associazionismo sportivo in un’unica strategia educativa. Un modello che non solo promuove l’attività fisica, ma costruisce comunità scolastiche più coese, inclusive e pronte ad affrontare le sfide sociali del futuro, dimostrando come lo sport possa essere una vera leva di dignità e partecipazione per tutti.
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