Il 15 maggio 2023, la G&W Electric di Foggia ha inviato una serie di lettere di licenziamento a tanti suoi lavoratori. Con effetto immediato, 114 famiglie foggiane si sono ritrovate senza un lavoro. “La multinazionale americana cancella con un colpo di spugna 33 anni di storia dello stabilimento Tozzi Sud, facendo pagare alle lavoratrici e ai lavoratori il prezzo delle fallimentari scelte di un management inadeguato”, aveva allora commentato la Fiom Cgil. In stato di liquidazione per le perdite ai fini dello scioglimento del precedente 17 gennaio, con conseguente chiusura delle unità produttive di Foggia e di Peschiera Borromeo ed esubero dei rapporti di lavoro, come deliberato dall’assemblea dei soci, il giorno successivo la società aveva comunicato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo, conclusasi il 21 aprile 2023 senza il raggiungimento di un accordo con le organizzazioni sindacali interessate alla vertenza. “Nel frattempo la situazione finanziaria è peggiorata”, si legge nelle lettere di licenziamento a firma del liquidatore. “Si tratta di un atto arrogante e irresponsabile, che non solo non tiene conto degli enormi sforzi profusi dalle istituzioni per individuare soluzioni capaci di salvaguardare l’intera tenuta occupazionale, ma che soprattutto mostra la propria indifferenza verso le enormi ripercussioni sul piano sociale che ne scaturiranno”, aveva tuonato sempre la Fiom Cgil.
“Sin dall’inizio, la G&W ha avuto una posizione di totale chiusura a ogni soluzione, arrivando a negare finanche l’utilizzo di ammortizzatori sociali più volte proposti dalla Regione Puglia e dal Ministero del Lavoro, che ha chiesto la revoca in tribunale. Il tutto avviene proprio mentre si era in attesa di una seconda convocazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy”, aveva ricordato il sindacato.
“Chiediamo al Ministro Urso di intervenire commissariando l’azienda. È l’unico modo per tenere in vita lo stabilimento e portare avanti interlocuzioni che possano favorire processi di industrializzazione del sito foggiano. È opportuno intervenire su Enel e su Acea, che attualmente rappresentano i maggiori committenti di G&W, che avendo partecipazioni pubbliche devono necessariamente mostrare la loro responsabilità sociale”, aveva concluso il sindacato.
Nei giorni seguenti, i lavoratori dell’azienda avevano inscenato una protesta simbolica davanti allo stabilimento, appendendo ai cancelli dell’azienda le loro divise da lavoro e alcuni striscioni contro la G&W Electric. "G&W Usa assume, G&W Foggia licenzia”, scrivevano.
Durante la campagna elettorale di ottobre 2023, il tema era diventato un cavallo di battaglia di diverse forze del campo largo progressista a sostegno della candidatura a sindaca di Maria Aida Episcopo. Dal Partito Democratico, al Movimento 5 Stelle, fino a Sinistra Italiana, tutti avevano inserito nel loro programma elettorale la discussione e la successiva risoluzione del problema. Dopo l’elezione di Episcopo, il primo incontro ufficiale sull’argomento è arrivato a dicembre 2023.
Presenti la Sindaca di Foggia, il vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese, il segretario generale della camera del lavoro di Foggia Maurizio Carmeno, il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, l’europarlamentare pentastellato Mario Furore, la componente della segreteria nazionale di Libera Daniela Marcone, e vari dirigenti di associazioni, di sigle sindacali, e rappresentanti delle istituzioni. Furono loro i primi firmatari dell’appello per la promozione di un comitato per la rinascita industriale e occupazionale del sito produttivo ex Tozzi Sud.
A detta dell’azienda, le ragioni di tale decisione erano riconducibili alla recessione collegata alla pandemia, all’aumento dei prezzi e ai ritardi nell’approvvigionamento delle materie prime a livello internazionale. Una scelta che si sarebbe tradotta nel definitivo smantellamento del sito. In tutti i tavoli G&W ha sempre confermato la sua volontà di non rivedere la sua scelta di chiusura del sito e la sua opposizione all'utilizzo di ammortizzatori sociali utili ad accrescere l’arco temporale per favorire, anche attraverso il supporto delle istituzioni, l’interesse all'acquisizione di altri soggetti industriali pubblici o privati.
Ad occuparsi della questione, in Consiglio comunale, è Antonello Rizzi, primo dei non eletti di Con Foggia, il cui seggio è scattato dopo le nomine di Giulio De Santis alla legalità e Mimmo Di Molfetta allo sport. “Essendo un metalmeccanico, ho preso da subito a cuore la causa”, racconta Rizzi a l’Attacco.
“Con i lavoratori sono stato chiaro dal primo momento. Ho spiegato loro che la situazione è davvero seria, che loro di fatto sono già fuori, e che io purtroppo non posso fare miracoli. Tuttavia, ho promosso in Consiglio comunale una mozione su questo aspetto, abbiamo prodotto un atto di indirizzo, unico strumento a nostra disposizione, e deliberato all’unanimità”, dice.
“Ho parlato con la Regione, dove mi hanno detto che sono pronti a mettere a disposizione un sacco di soldi per salvare i lavoratori. E poi ho promosso un incontro al Mimit di Bari, dove anche il governo nazionale si è detto pronto a intervenire. La speranza, adesso, è che con un po’ di fondi dalla Regione e un po’ di fondi dal governo si riesca a trovare un acquirente serio. Del resto, lo stabilimento è già pronto. Se si trova un acquirente, si riparte domani mattina. Io sto facendo il massimo, sia per loro che per i lavoratori di Stellantis”, chiosa.
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