“Il voto è la nostra rivolta”. E’ questo lo slogan con cui la CGIL invita tutti i cittadini a partecipare al referendum dell'8 e 9 giugno, voluto fortemente dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro insieme ad altre associazioni della società civile per quattro quesiti sul lavoro, mentre il quinto quesito sulla cittadinanza è stato promosso da +Europa con il sostegno di Possibile, PSI, Radicali Italiani e Rifondazione Comunista.
Ieri nel corso dell’assemblea sindacale dei ferrovieri che si è svolta alla Camera del lavoro di Foggia, il segretario generale Gianni Palma ha illustrato i contenuti dei cinque quesiti abrogativi, ponendoli in stretta correlazione con le questioni sollevate dalla FILT che hanno portato a confermare insieme a Fit e Uilt lo sciopero di 8 ore per oggi, dalle 9,01 alle 17, del personale ferroviario e degli appalti ferroviari.
Fallita ieri la trattativa al MIT, si è dato corso alla protesta a causa del mancato raggiungimento degli accordi per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale della mobilità attività ferroviarie e per il rinnovo del contratto aziendale del Gruppo FS, scaduti il 31 dicembre 2023.
“Le tante vertenze aziendali del settore trasporti coinvolgono direttamente la collettività dei cittadini, ma va ricordato che tra le azioni di rivendicazione possibili c’è lo sciopero che è uno strumento legittimo” ha dichiarato Palma a proposito della forte contrapposizione con il ministro Salvini che “mira a screditare il nostro lavoro e le nostre forme di protesta evidenziando solo i disservizi per i cittadini”.
Palma ha rimesso al centro il tema della riduzione del precariato, della sicurezza sul lavoro e della responsabilità negli appalti ed ha parlato anche di lavoro povero e salari bassi, riprendendo le parole del segretario nazionale Landini: “Ci sono milioni di persone che pur lavorando restano povere”.
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